Città del Vaticano - Questa mattina, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Leone XIV ha ricevuto in Udienza il Consiglio Direttivo di Catholic Charities USA, in visita a Roma per rinsaldare i legami con la Sede Apostolica e per riflettere sulla missione caritativa della Chiesa negli Stati Uniti. Il Pontefice ha rivolto loro un discorso intriso di gratitudine e di incoraggiamento, ponendo al centro della sua riflessione la promessa di Cristo agli Apostoli: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».
Inserendo l'incontro nel contesto del tempo pasquale, il Papa ha richiamato i racconti della Risurrezione e le apparizioni del Signore ai discepoli. È in quei giorni, ha ricordato, che gli Apostoli iniziarono l'opera dell'evangelizzazione assistiti da Cristo stesso. Una compagnia che, ha osservato Leone XIV, non è venuta meno: anche oggi il Risorto si fa vicino a coloro che ne portano avanti la missione, soprattutto nei momenti di frustrazione e di dubbio, come fece con san Tommaso e con i discepoli di Emmaus.
Le sfide della carità
Il Santo Padre non ha taciuto le difficoltà che attraversano il servizio dei più bisognosi. Riprendendo l'esperienza della Chiesa primitiva narrata negli Atti degli Apostoli, ha enumerato le prove con cui ogni opera caritativa deve misurarsi: il reperimento di risorse adeguate, la fatica di mostrare che la cura dei poveri è parte integrante di una vita cristiana autentica, e la tentazione dello scoraggiamento davanti a chi non si riesce ad aiutare nel modo desiderato. Sfide che, ha riconosciuto il Pontefice, le agenzie di Catholic Charities negli Stati Uniti d'America conoscono bene e continuano ad affrontare.
Proprio davanti a tali ostacoli, ha esortato il Papa, occorre tornare ad ascoltare la voce del Maestro. È nella prossimità del Risorto che il discepolo ritrova la forza di non arrendersi e di riconoscere, dietro ogni difficoltà, una chiamata a una fedeltà più profonda.
La carità di Cristo come motore
Leone XIV ha espresso profonda gratitudine ai membri del Consiglio Direttivo per la loro disponibilità a portare avanti il ministero di compassione del Signore, soprattutto verso i più piccoli. Cercare soluzioni alle situazioni disumane, alleviare la sofferenza delle persone e delle famiglie, sollevare il peso di chi è oppresso da difficoltà e contrasti: tutto questo, ha ribadito il Pontefice citando san Paolo, deve essere mosso dalla carità di Cristo. L'aiuto materiale, perché sia vero aiuto, va offerto con l'amore stesso del cuore di Gesù, in cui soltanto i poveri trovano riposo autentico e dignità rispettata.
Richiamando l'Esortazione Apostolica Dilexi Te, il Papa ha ricordato che l'amore per il prossimo costituisce la prova tangibile dell'autenticità del nostro amore per Dio. Ma ha anche aggiunto che amare veramente il prossimo significa offrirgli la possibilità di un incontro reale con Dio: il lavoro con i meno fortunati diventa così un'occasione privilegiata per condividere la gioia della Risurrezione.
L'assistenza pratica delle agenzie partner, ha proseguito il Pontefice, permette agli svantaggiati di sperimentare l'amore di Dio e apre loro un cammino verso una relazione duratura con Lui. Allo stesso tempo, consente agli operatori della carità di entrare in contatto con la carne stessa di Cristo, secondo la promessa del Vangelo di Matteo: ciò che si fa al più piccolo dei fratelli, si fa a Lui.
La speranza pasquale
Avviandosi alla conclusione, il Santo Padre ha invitato i presenti a lasciare che la speranza della Pasqua irrompa nella vita e guidi il servizio quotidiano. Il Risorto, ha ricordato citando l'Apocalisse, «fa nuove tutte le cose»: è da questa promessa che le opere di carità traggono il loro slancio.
Affidando i membri del Consiglio e tutti i collaboratori all'intercessione di Maria Immacolata, patrona degli Stati Uniti, Leone XIV ha impartito la Benedizione Apostolica, estesa a tutte le agenzie associate a Catholic Charities USA, come pegno di pace e di gioia nel Signore risorto.
C.V.
Silere non possum