Deir Mimas - Il Nunzio Apostolico in Libano, l’arcivescovo Paolo Borgia, ha compiuto nei giorni scorsi una visita in alcune località cristiane dei distretti di confine di Marjayoun e Hasbaya, nel Sud del Paese, una delle aree più esposte alle tensioni lungo il confine con Israele. Durante la visita il rappresentante del Papa ha ribadito che «la Chiesa è al fianco dei libanesi in questo periodo difficile». 

Il viaggio è iniziato nella cittadina di Deir Mimas, per poi proseguire nei villaggi di Qlaya, Jdeidet Marjayoun ed Ebel Saqi, nel distretto di Marjayoun. L’itinerario si è quindi concluso nelle località di Rashaya al-Fokhar e Kawkaba, nel vicino distretto di Hasbaya.

A Qlaya il nunzio è stato accolto dalle autorità locali e da rappresentanti religiosi della zona insieme al responsabile della Caritas, padre Samir Ghawy. Nel corso degli interventi è stata sottolineata la determinazione delle comunità locali a restare nelle proprie terre nonostante le difficoltà e l’instabilità della regione. Il capo del municipio di Qlayaa, Hanna Daher, ha affermato che gli abitanti «sono determinati a restare sulla loro terra e non la abbandoneranno, qualunque siano le sfide».





Da parte sua Borgia ha espresso ammirazione per la perseveranza delle comunità locali, parlando di «grande coraggio» dimostrato dagli abitanti dei villaggi di frontiera. Il nunzio ha inoltre evidenziato la necessità di sostegno morale e di uno spirito positivo per affrontare le difficoltà del momento, chiarendo che l’impegno della Chiesa riguarda tutti gli abitanti della regione e non soltanto i cristiani.

La visita si inserisce in un contesto di crescente tensione nel Sud del Libano. Il 12 marzo, tre abitanti del villaggio cristiano di Ain Ebel sono stati uccisi in un attacco con drone. Pochi giorni prima, il 9 marzo, tre colpi di artiglieria israeliana avevano colpito una casa a Qlaya, causando la morte del sacerdote Pierre al-Rai.

In seguito all’episodio l’esercito israeliano aveva dichiarato che l’attacco mirava a combattenti di Hezbollah, ma il sindaco Hanna Daher aveva respinto questa versione parlando apertamente di «menzogne» e negando la presenza di miliziani nel villaggio. Un ulteriore attacco si è verificato l’8 marzo nel villaggio a maggioranza cristiana di Alma al-Shaab, dove un uomo di circa settant’anni è stato ucciso da un drone israeliano mentre stava annaffiando le piante nel proprio giardino. A causa delle minacce e della situazione di sicurezza, le autorità locali hanno evacuato la popolazione del villaggio nei giorni successivi.

Commenti

Ancora nessun commento...

Lascia un commento

Per prendere parte alla discussione devi far parte della community. Abbonati ora!