Lugano – La diocesi è rientrata da Lourdes sabato mattina. Il treno bianco dell'UNITALSI, tornato in servizio dopo otto anni di pausa, ha riportato in Ticino oltre quattrocento pellegrini partiti il 16 agosto da Chiasso, Lugano e Bellinzona.
È il quarto pellegrinaggio diocesano guidato da S.E.R. Mons. Alain de Raemy, ed è anche il quarto che la diocesi ticinese compie senza un vescovo proprio: de Raemy resta amministratore apostolico, un incarico pensato per colmare un'attesa di pochi mesi e arrivato ormai al quarto anno di esercizio.
Tra i pellegrini figuravano una cinquantina di malati e una ventina di sacerdoti, insieme a barellieri e infermiere dell'Ospitalità diocesana ticinese “Nostra Signora di Lourdes”. Il gruppo comprendeva anche 25 ragazzi con disabilità del Gruppo Sorriso, accompagnati dagli scout, 30 scout indipendenti e 25 bambini e ragazzi dei foulard gialli, questi ultimi con un programma pensato apposta per loro. Il filo pastorale dell'anno, “Rallegrati piena di grazia, il Signore è con te”, chiude un percorso mariano triennale iniziato nel 2024.
La settimana si è svolta secondo un copione collaudato negli anni, ma con qualche variazione. Il 17 agosto, giorno dell'arrivo, i malati sono passati alla Grotta e nel pomeriggio è stata celebrata la Santa Messa di apertura nella Basilica del Rosario, con l'offerta del cero a nome della diocesi. Il giorno dopo è toccato al sacramento dell'unzione degli infermi nella chiesa di Santa Bernadette, al saluto dell’amministratore ai malati alla Prairie e, in serata, alla processione aux flambeaux. Il 20 agosto, tra Via Crucis, Messa internazionale e passaggio alle piscine, de Raemy ha tenuto una conferenza sull'enciclica di Leone XIV, Magnifica humanitas. L'ultimo giorno pieno, il 21, è stato riservato all'adorazione eucaristica. Il rientro, avvenuto oggi, ha seguito lo stesso percorso dell'andata, in senso inverso: Chiasso alle 7, Lugano alle 8.14, Bellinzona alle 9.20.

Da Lourdes, nel frattempo, de Raemy ha firmato una seconda tornata di cambi di presbiteri per l'anno pastorale 2026-2027, con nuove destinazioni in una parrocchia di confine e in un comune della Leventina, oltre a movimenti nel Bellinzonese, nel Malcantone e nel Gambarogno.
Resta il nodo di fondo, quello che accompagna la diocesi dal 10 ottobre 2022, giorno in cui papa Francesco accettò la rinuncia del vescovo Valerio Lazzeri e nominò de Raemy amministratore apostolico “sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis”. Un anno dopo, fu lo stesso de Raemy a chiedere chiarimenti al nunzio apostolico a Berna, monsignor Martin Krebs, sulla durata e sui poteri effettivi dell'incarico. La risposta del nunzio confermò che avrebbe mantenuto la guida pastorale “fino a nuova decisione della Santa Sede”, con tutti i diritti e le facoltà di un vescovo diocesano.
De Raemy, classe 1959, è nato a Barcellona da padre friburghese e madre vallesana. Dopo il liceo dai benedettini di Engelberg e gli studi di filosofia e teologia a Friburgo, proseguiti alla Gregoriana e all'Angelicum a Roma, fu ordinato sacerdote nel 1986. Dal 2006 al 2013 è stato cappellano della Guardia Svizzera Pontificia in Vaticano. Vescovo ausiliare di Losanna, Ginevra e Friburgo dal novembre 2013, consacrato nel gennaio 2014, in seno alla Conferenza dei vescovi svizzeri è responsabile dei dicasteri di giovani, media e cappellani militari, e presiede la Commissione per il dialogo con i musulmani.
Il rientro dei pellegrini ticinesi anticipa di poche settimane un altro viaggio a Lourdes. Leone XIV visiterà il santuario mariano domenica 27 settembre, tappa conclusiva del suo viaggio apostolico in Francia, in programma dal 25 al 28 dello stesso mese.



