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"Magnifica Humanitas". Leone XIV lavora all'enciclica sulle nuove sfide antropologiche
Città Del Vaticano01 ottobre 2025

"Magnifica Humanitas". Leone XIV lavora all'enciclica sulle nuove sfide antropologiche

Leone XIV lavora ad una enciclica sulle nuove sfide antropologiche e l'intelligenza artificiale

Città del Vaticano - Leone XIV sta lavorando a un testo di ampio respiro sulle nuove sfide antropologiche e sull’intelligenza artificiale. Vi si sta dedicando nonostante i ritmi serrati, e alcuni Dicasteri sono coinvolti per supportare questo impegno. Il titolo, verosimilmente, sarà Magnifica Humanitas. Non un vezzo retorico, ma una tesi: la dignità dell’uomo resta “magnifica” anche quando il potere tecnico tende a comprimerla. Per capire la portata di un simile documento è utile una chiave d’interpretazione: il Papa ha più volte spiegato di aver scelto il nome “Leone” pensando a Leone XIII e alla Rerum Novarum. Se l’analogia non è solo simbolica, Magnifica Humanitas potrebbe proporsi come una Rerum Novarum del Terzo Millennio.

La Rerum Novarum (1891) interveniva su una frattura storica: la questione operaia. Leone XIII descriveva un mondo ridisegnato da “portentosi progressi delle arti e nuovi metodi dell’industria”, con ricchezza concentrata, povertà estesa, monopoli e usura; e indicava criteri per comporre il conflitto tra capitale e lavoro: il diritto di proprietà come principio naturale, la giusta mercede, il riposo festivo, la difesa dei deboli, il ruolo sussidiario dello Stato, il valore delle associazioni e della carità. Non era un nostalgico ritorno al passato: era la pretesa che la tecnica si misurasse con la dignità umana.

Oggi, la frattura non passa più soltanto nelle fabbriche, ma negli ecosistemi digitali. Dove stanno i nuovi “monopoli”? Nell’accumulo di dati e nelle piattaforme che li governano. Chi ha in mano le “macchine” non è soltanto chi possiede i capannoni, ma chi controlla modelli, algoritmi, infrastrutture cloud, standard e interfacce. La subordinazione non è solo salariale: spesso è informazionale, quando l’identità dell’utente viene profilata e mercificata. Non si tratta di demonizzare la tecnica. La domanda è un’altra: qual è l’uomo che l’IA presuppone, e quale uomo produce?

Dire che questa prima enciclica di Leone XIV si colloca nell’ascendenza di Leone XIII non è un’operazione d’immagine. È un metodo. Allora come oggi, non si parte dall’apologia dell’innovazione né dal suo rifiuto, ma dal realismo morale: riconoscere i beni che la tecnica porta e insieme i disordini che innesca. Lo sguardo è prudenziale: chiede istituzioni capaci di limitare gli eccessi, proteggere i fragili, orientare il potere verso il bene comune. È plausibile che il Papa sottolinei il primato della coscienza e della responsabilità personale: davanti a sistemi opachi, il cristiano è chiamato a praticare verità, trasparenza, giustizia sociale, e a rifiutare ogni strumentalizzazione dell’umano.

d.I.A.
Silere non possum

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