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Toronto. Card. Leo all'Arcidiocesi: Quaresima, conversione che ricostruisce la comunione
Chiesa cattolica24 febbraio 2026

Toronto. Card. Leo all'Arcidiocesi: Quaresima, conversione che ricostruisce la comunione

Nel messaggio di inizio del tempo penitenziale l’arcivescovo richiama la dimensione ecclesiale del “ritorno al Signore”: riconciliazione, guarigione delle relazioni e le tre pratiche di preghiera, digiuno ed elemosina come via concreta verso la Pasqua.

Toronto - All'inizio del tempo di Quaresima, il Cardinale Frank Leo, Arcivescovo di Toronto, ha inviato un messaggio profondo e ispiratore all'arcidiocesi, invitando i fedeli a riflettere sul significato di questo periodo liturgico e sul cammino di conversione personale e comunitaria. Il suo messaggio, ricco di riferimenti biblici e teologici, offre una guida spirituale per vivere la Quaresima in modo autentico e significativo.

Un cammino di fede condiviso

Il porporato ha esordito sottolineando che la Quaresima non è un percorso solitario, ma un cammino condiviso con Cristo e con la comunità. Citando Lumen Gentium, ha ricordato che "Dio non salva mai gli uomini individualmente; piuttosto, raduna per sé un popolo". Questo concetto di sinodalità, recentemente approfondito dalla Chiesa universale, evidenzia l'importanza della dimensione ecclesiale e sociale del nostro camminare insieme verso Dio.

Il messaggio invita i fedeli a considerare la Quaresima non solo come un tempo di conversione personale, ma anche come un'opportunità per guarire e rinnovare le relazioni con Dio e con gli altri. "Tornare al Signore significa anche tornare gli uni agli altri e camminare insieme", ha scritto il Cardinale, richiamando l'attenzione sull'importanza della comunità nel disegno salvifico di Dio.

La conversione: un atto personale e comunitario

Un tema centrale del messaggio è la natura della conversione, che il Cardinale descrive come un processo che coinvolge sia l'individuo che la comunità. Ha spiegato che, nell'Antico Testamento, il peccato non è mai considerato un atto puramente privato, ma ha sempre una dimensione sociale, poiché "l'infedeltà di uno ricade sull'intero corpo". Allo stesso modo, la conversione autentica ristabilisce le relazioni, non solo con Dio, ma anche all'interno della comunità.

L’Arcivescovo ha evidenziato come molte comunità oggi sperimentino frammentazione e divisione a causa del peccato, che può manifestarsi in famiglie tese, parrocchie indebolite o relazioni segnate da silenzi e rancori. La Quaresima, ha detto, è un tempo per riconoscere queste realtà e cercare guarigione e perdono, non per attribuire colpe, ma per ricostruire la comunione.

Il Sacramento della Riconciliazione

Un altro punto chiave del messaggio riguarda il ruolo del Sacramento della Riconciliazione nella vita quaresimale. Leo ha sottolineato che la Confessione, pur essendo un atto profondamente personale, non è mai privata, poiché il peccato ferisce non solo il rapporto con Dio, ma anche la comunione con la Chiesa. Attraverso questo sacramento, ha spiegato, "ristabiliamo non soltanto la nostra amicizia con Dio, ma anche i legami all’interno della comunità".

Citando il Catechismo della Chiesa Cattolica, ha ricordato che la Confessione è un ministero affidato agli apostoli e un mezzo attraverso il quale il Signore ripara i legami indeboliti, insegnandoci il linguaggio della misericordia e dell'amore.

Le pratiche quaresimali: preghiera, digiuno ed elemosina

Il Cardinale ha approfondito il significato delle pratiche quaresimali tradizionali, spiegando come queste assumano un valore più profondo se vissute nella prospettiva della comunione con Dio e con gli altri. La preghiera, ha sottolineato, è il mezzo attraverso cui il cuore si apre a Dio, permettendo di unirci a Lui e agli altri, come evidenziato nel Vangelo di Giovanni e nel Catechismo della Chiesa Cattolica. Il digiuno, invece, ci educa a fare spazio a Dio e al prossimo, aiutandoci a riorientare le nostre priorità e a ristabilire giustizia e comunione, come indicato nei testi di Isaia e Gioele. Infine, l’elemosina rappresenta un gesto concreto di solidarietà, che riconosce il legame profondo tra la nostra vita e quella degli altri, un concetto ben espresso nella Prima Lettera di Giovanni (3,16–18).

Un cammino verso la Pasqua

Il messaggio si conclude con un invito a vivere la Quaresima come un cammino di comunione rinnovata, seguendo l'esempio di Gesù, che "anche mentre portava la croce, rimaneva rivolto agli altri e alla missione affidatagli dal Padre". Il presule ha esortato i fedeli a pregare per la grazia non solo della conversione personale, ma anche della guarigione delle relazioni e della ricostruzione della comunione. "È insieme - come un solo Corpo in Cristo - che veniamo condotti dal deserto alla gioia della Risurrezione", ha concluso, affidando il cammino quaresimale alla guida e all'intercessione della Beata Vergine Maria.

d.R.T.
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