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Mons. Paglia: «Assoluta contrarietà verso qualsiasi forma di eutanasia e suicidio assistito»
Città Del Vaticano08 agosto 2024

Mons. Paglia: «Assoluta contrarietà verso qualsiasi forma di eutanasia e suicidio assistito»

Al termine dell'udienza con il Pontefice il presule ha chiarito che la Chiesa non ha fatto nessuna apertura al fine vita

Questa mattina, 8 agosto 2024, S.E.R. Mons. Vincenzo Paglia è stato ricevuto in udienza dal Santo Padre Francesco. Il Presidente della Pontificia Accademia per la Vita ha portato al Pontefice il Piccolo Lessico del Fine Vita ed ha relazionato in merito alle attività dell'Accademia. 

Nel pomeriggio, intervistato dai media vaticani, l'Arcivescovo ha affermato: «Ricordo che già Pio XII nel 1956 – come si riporta nel Lessico – affermò la liceità della sospensione della ventilazione se ricorrevano alcune gravi condizioni. E già nel 2007 la stessa Congregazione per la Dottrina della Fede, dopo aver affermato una presupposizione positiva per il loro utilizzo, ha riconosciuto che possano essere lecitamente interrotte (o non iniziate) quando comportano “un’eccesiva gravosità o un rilevante disagio fisico”. Sono due criteri che fanno parte della definizione dei trattamenti non proporzionati, cioè quelli che sono da sospendere. È una valutazione che richiede sempre, per quanto possibile, il coinvolgimento della persona malata. Il Lessico va letto tutto». Il presule ha, altresì chiarito: «La Chiesa ribadisce la sua assoluta contrarietà verso qualsiasi forma di eutanasia e suicidio assistito. Ed è anche la mia convinzione, anche se qualcuno vuole farmi dire il contrario. Ma anche la Chiesa invita a riflettere su quanto l’ostinazione irragionevole (accanimento terapeutico) non sia espressione di una medicina e di cure davvero a misura e a favore della persona malata. La morte è purtroppo una dimensione della vita. È inevitabile. Certo, non dobbiamo mai accorciare la durata della vita, ma neppure ostinarci a voler ostacolare in ogni modo il suo corso. Siamo fragili. Ed ecco, allora, il perché dobbiamo prenderci cura gli uni degli altri. Dobbiamo impegnarci molto di più di quel che normalmente si fa per accompagnare le persone nelle fasi finali della loro esistenza, sapendo che per noi credenti la morte non è l’ultima parola!».

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