Montecassino - Una visita privata all’Abbazia di Montecassino, nel cuore della tradizione benedettina. Leone XIV ha incontrato questa mattina la comunità monastica, ha visitato l’abbazia e ha salutato gli ospiti e i visitatori presenti. Ha quindi pregato l’Ora Sesta insieme ai monaci, prima di condividere con loro il pranzo. Nel corso della permanenza ha visitato anche l’archivio e la biblioteca, per poi ripartire alla volta di Castel Gandolfo.
Robert Francis Prevost aveva conosciuto questa realtà soltanto molti anni fa, quando era ancora studente a Roma. Il Pontefice ha pregato nello stesso luogo in cui sostò san Paolo VI quando, nel 1964, si recò a Montecassino per riconsacrare la basilica e proclamare san Benedetto «Pacis Nuntius», messaggero di pace. Leone XIV ha acceso la stessa lampada che allora accese Paolo VI: una luce consegnata alla storia come simbolo e invocazione di pace.

Il Papa visita…e osserva
La visita ha inoltre offerto al Papa l’occasione di constatare direttamente il dramma prodotto dagli ultimi due abbaziati: prima quello di Donato Ogliari, poi quello di Luca Fallica.
Ogliari fu nominato da Papa Francesco nel momento in cui si rese necessario liberare l’abbazia di Noci da una presenza ormai divenuta ingombrante. Il suo passato è noto e non necessita di ulteriori presentazioni. A Montecassino ha creato molti problemi ed ha alimentato divisioni e contrasti con la diocesi limitrofa oltre a favorire e rilanciare personaggi problematici cacciati dai seminari.
Anche Luca Fallica venne scelto da Francesco in circostanze quantomeno singolari: al momento della nomina ad abate di Montecassino non era ancora stato ordinato sacerdote. L’ordinazione arrivò soltanto in seguito, imposta dalla necessità di rendere possibile l’assunzione dell’incarico abbaziale.
Leone XIV ha così potuto vedere con i propri occhi in quali condizioni versi oggi la comunità chiamata a custodire le spoglie di san Benedetto: pochi monaci, peraltro caratterizzati da profili e presenze che non possono non suscitare interrogativi. Una realtà ben lontana dal peso storico, spirituale e simbolico che Montecassino continua a rappresentare per il monachesimo occidentale e per l’intera Chiesa.
Per Leone XIV è stata certamente un’occasione di preghiera, di incontro e anche di riposo. La visita conferma l’attenzione del Papa per quanto di bello e significativo si trova attorno a Roma, ma soprattutto la sua volontà di conoscere da vicino, sostenere e ascoltare le comunità monastiche, realtà che egli mostra di apprezzare profondamente. Proprio per questo, la tappa di Montecassino assume un significato ancora più eloquente: non soltanto una sosta spirituale, ma anche il contatto diretto con una delle ferite più evidenti lasciate dagli ultimi anni nella vita benedettina italiana.
d.F.D.
Silere non possum



