Nella collana Grandi Libri Arte di Giunti Editore è arrivato in libreria il 14 gennaio 2026 Della Santissima Trinità. La Divina Proporzione dall’inganno dell’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci, firmato da Roberto Concas. Il volume si presenta come un saggio di ricerca: propone un impianto interpretativo che intreccia geometria, semiotica e lettura teologica dell’arte cristiana, chiedendo al lettore un confronto sul metodo prima ancora che sulle conclusioni.

Concas dichiara fin dall’avvio l’obiettivo: individuare, attraverso “linee artificiali” ricostruite sul piano compositivo, un possibile linguaggio trinitario che rimanderebbe alla Divina Proportione di Luca Pacioli. La tesi è impegnativa perché attribuisce intenzionalità progettuale e coerenza interna a un sistema di proporzioni e allineamenti che attraverserebbe secoli e contesti diversi. Il libro non si limita a enunciare un’ipotesi: costruisce un percorso, insiste sulla verificabilità delle procedure, amplia progressivamente il campo delle applicazioni. Il capitolo dedicato a Leonardo funziona da snodo. L’Uomo Vitruviano viene trattato come oggetto di segni e stratificazioni simboliche; Concas vi legge corrispondenze cristologiche e richiami iconografici, fino a ricondurlo a una grammatica trinitaria. È un passaggio destinato a dividere: per alcuni è un’interpretazione ardita; per altri offre una chiave coerente con l’impianto complessivo. In ogni caso, la scelta di affrontarlo frontalmente indica l’impostazione del volume: tesi esplicitate e messe alla prova sui casi.

Una parte rilevante, utile anche per chi resta scettico, riguarda la distinzione tra Divina Proporzione e fortuna moderna della sezione aurea. Concas ricostruisce come, nel tempo, il discorso sulle proporzioni abbia alimentato letture naturalistiche, psicologiche ed esoteriche; il libro prova a riportare il baricentro su un contesto storico e concettuale più controllabile, con l’intento di evitare sovrapposizioni tra piani differenti.

La sezione applicativa è ampia: dai retabli della Sardegna a un corpus che include maestri e opere molto diverse per epoca e finalità, con una seconda parte che estende ulteriormente il perimetro. Il nodo della proposta riguarda quanto il reticolo geometrico descriva effettivamente un progetto dell’artista e quanto, invece, finisca per imporre un ordine interpretativo che ogni composizione figurativa può accogliere. Il libro sceglie una risposta forte, ma lascia spazio al controllo del lettore: l’argomento poggia sulla ripetizione di schemi e ricorrenze, e chiede di essere giudicato sulla tenuta dei riscontri.

Il tratto più concreto del lavoro appare quando Concas entra nel terreno della conservazione. Il testo richiama l’attenzione su cornici, coprifili, altari e finiture: elementi che incidono sulle misurazioni e che, se modificati, possono alterare la lettura proporzionale dell’opera. La questione ha effetti diretti sulle pratiche di restauro e sulle scelte di musealizzazione. Nel complesso, Concas propone un libro costruito per accumulo di riscontri, più che per suggestioni.La sua forza sta nella sistematicità e nella volontà di proporre un protocollo di lettura replicabile. Proprio per questo, la pubblicazione Giunti merita attenzione: offre materiale per una discussione seria su metodo, intenzionalità compositiva e rapporto tra forma, teologia e storia dell’arte.

La presentazione del volume è in programma venerdì 6 marzo 2026, alle ore 17.30, a Cagliari, negli spazi di Sa Manifattura (Viale Regina Margherita 33), nella Sala Contemporanea al secondo piano di Opificio Innova.

G.B.
Silere non possum