Città del Vaticano - Questa mattina il Papa ha partecipato nell’Aula Paolo VI alla prima predica di Quaresima 2026, tenuta dal Predicatore della Casa Pontificia, padre Roberto Pasolini. Il tema della meditazione era la conversione, letta attraverso san Francesco d’Assisi e la via dell’umiltà.
Pasolini ha spiegato che convertirsi non significa soltanto correggere i comportamenti, ma vivere una “trasformazione dello sguardo” e una “rivoluzione della sensibilità”. Ha preso come punto di partenza l’incontro di Francesco con i lebbrosi, quando ciò che gli sembrava amaro gli fu cambiato in dolcezza. Per Pasolini, quello è il cuore della conversione: non anzitutto uno sforzo della volontà, ma un cambiamento interiore provocato dalla grazia.
Ha poi detto che il peccato non va banalizzato, perché tocca la libertà e la responsabilità dell’uomo e richiede una guarigione profonda, non un semplice aggiustamento. Ha insistito molto sull’umiltà, spiegando che non umilia l’uomo ma lo restituisce alla verità di se stesso: “L’umiltà non impoverisce l’uomo: lo restituisce a sé stesso”. Infine, ha indicato la piccolezza evangelica come forma concreta della vita cristiana, capace di generare misericordia, comunione e perfino pace nel mondo.
Il prossimo appuntamento sarà venerdì 13 marzo alle ore 9.00, sempre nell’Aula Paolo VI.
p.G.C.
Silere non possum