All’interno delle nostre comunità, quelle della Chiesa cattolica, esiste una pratica tanto comune quanto pervasiva, che di volta in volta colpisce il nemico designato: il vescovo che non piace, il prete scomodo, il laico considerato ostile, il seminarista preso di mira. Abitando i social network, possiamo osservare questa tecnica nella sua forma più esasperata, ma si tratta dello stesso metodo che molti applicano quotidianamente nelle parrocchie, nei seminari e nei monasteri. Cambiano i luoghi, ma il problema resta identico. È anche la conferma che il problema non sono «sempre gli altri», come ripetono queste persone quando vengono smascherate. Il problema sei tu.

Quella domanda che nessuno ha il diritto di fare. Seminari, orientamento sessuale e il celibato dimenticato
Dietro il pretesto del discernimento, alcuni superiori violano l’intimità dei seminaristi e trasformano l’orientamento sessuale in una colpa preventiva.
SOSTIENI SILERE NON POSSUM
Se questo articolo è online, è anche grazie al tuo sostegno.
Silere non possum sceglie di rendere accessibili gratuitamente gran parte delle proprie inchieste e dei propri contenuti, perché il giornalismo indipendente deve poter raggiungere tutti.
Sostenere il nostro lavoro significa permetterci di continuare a verificare, raccontare e pubblicare ciò che altri preferirebbero restasse nascosto.


