Città del Vaticano - In una Piazza San Pietro gremita di fedeli per la Domenica della Divina Misericordia, Papa Leone XIV ha guidato la recita del Regina Cæli, offrendo una profonda riflessione sul valore della fede e lanciando accorati appelli per la pace nelle zone martoriate dai conflitti. Al termine della preghiera, il Pontefice ha chiesto sostegno spirituale per l'imminente viaggio apostolico in Africa che inizierà domani.
L'incontro con il Risorto nella comunità
Prendendo spunto dal Vangelo di Tommaso, il Papa ha sottolineato come la fede non sia un atto isolato, ma nasca dall'incontro con Cristo all'interno della comunità riunita. «La fede ha bisogno di essere nutrita e sostenuta», ha affermato Leone XIV. «Per questo, ogni domenica, la Chiesa ci invita a fare come i primi discepoli: a riunirci e a celebrare insieme l’Eucaristia».
Citando i Martiri di Abitene, il Santo Padre ha ricordato che per un cristiano l'Eucaristia non è un obbligo formale ma una necessità vitale: «Non possiamo vivere senza celebrare il giorno del Signore». È proprio attraverso il pane eucaristico, ha spiegato, che le mani dei fedeli diventano «mani del Risorto», capaci di portare tenerezza, carità e riconciliazione in un mondo ferito.
Un pensiero alle Chiese d'Oriente e il dramma delle guerre
Dopo la preghiera mariana, il Papa ha rivolto il suo saluto alle Chiese orientali che oggi celebrano la Pasqua secondo il calendario giuliano, legando l'augurio di pace a una preghiera intensa per l'Ucraina. Leone XIV ha esortato la comunità internazionale a non voltare lo sguardo altrove: «Non venga meno l’attenzione verso il dramma di questa guerra!». Il Santo Padre ha poi allargato lo sguardo ad altre ferite aperte nel mondo, esprimendo una profonda e accorata preoccupazione per due crisi internazionali particolarmente gravi. Rivolgendosi alla situazione in Libano, ha lanciato un appello diretto alle parti in conflitto affinché si giunga a un cessate il fuoco immediato, ricordando che la protezione dei civili non è solo un dettame delle leggi internazionali, ma un preciso obbligo morale inscritto nella coscienza umana.
Non meno preoccupate sono state le sue parole per il Sudan: ricordando che mercoledì ricorrerà il terzo anno dall'inizio degli scontri, Leone XIV ha descritto il conflitto come un «dramma disumano» e una «guerra fratricida»che vede nel popolo una vittima innocente. Il Pontefice ha quindi rinnovato l'invito a far tacere le armi per dare spazio a un dialogo sincero e senza precondizioni, unica via per porre fine a tanta sofferenza.
In partenza per l'Africa
L'appuntamento di oggi ha segnato anche l'ultimo saluto prima della partenza per il lungo viaggio apostolico in Africa, che vedrà il Pontefice impegnato per dieci giorni tra Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. «Vi chiedo per favore di accompagnarmi con le vostre preghiere», ha concluso il Papa, salutando i numerosi gruppi di pellegrini presenti, tra cui i giovani del Movimento dei Focolari e i fedeli giunti da Austria, Polonia e Francia.
d.G.N.
Silere non possum