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Tre nuove consacrate nell’Ordo Virginum a Milano. Delpini: "Presenza discreta"
Chiesa cattolica06 settembre 2025

Tre nuove consacrate nell’Ordo Virginum a Milano. Delpini: "Presenza discreta"

Nella Basilica di San Simpliciano mons. Delpini ha presieduto la celebrazione in cui Sarah Bragonzi, Annamaria Cecchetto e Silvia Piro hanno detto il loro “sì” al Signore, inviate come “brezza leggera” nel mondo.

Milano – Nella mattinata di sabato 6 settembre 2025, nella Basilica di San Simpliciano, l’arcivescovo di Milano, S.E.R. Mons. Mario Enrico Delpini, ha presieduto la Santa Messa con il rito di consacrazione nell’Ordo Virginum.

Le protagoniste della celebrazione sono state Sarah Bragonzi, Annamaria Cecchetto e Silvia Piro, che hanno scelto di consacrarsi definitivamente al Signore come vergini nel mondo. Alla liturgia hanno preso parte, tra gli altri, l’arcivescovo di Ravenna-Cervia, S.E.R. Mons. Lorenzo Ghizzoni, e diversi sacerdoti, insieme a familiari, amici e fedeli delle comunità di provenienza delle nuove consacrate.

Mons. Delpini: la verginità come brezza leggera

Nella sua omelia, mons. Delpini ha proposto un’immagine suggestiva, prendendo spunto dal libro della Genesi: «Il Signore passeggiava nel giardino alla brezza del giorno» (Gn 3,8). Da qui, ha paragonato la verginità consacrata a quella “brezza leggera” che non si chiude in confini rigidi, non si identifica con un compito preciso, ma accompagna la vita della Chiesa con discrezione e libertà.

«La verginità consacrata nell’Ordo Virginum è come una brezza leggera: non sta chiusa tra quattro mura, non si lascia definire in un compito specifico. […] Sono una presenza discreta, docile al soffio di Dio, allo Spirito Santo».

Delpini ha sottolineato che le vergini consacrate non cercano riconoscimenti, ma testimoniano con la loro vita la gioia del Vangelo, diventando incoraggiamento per i fratelli e le sorelle che faticano nella fede: «La verginità consacrata non porta frutto, ma trasporta il polline perché ogni albero produca il suo frutto» .

Una missione di speranza

Secondo l’arcivescovo, la fecondità delle vergini consacrate non consiste nel generare figli, ma nel propiziare il futuro, visitando i luoghi dove gli uomini e le donne vivono tribolazioni, angosce o persecuzioni. È lì che la loro presenza discreta diventa testimonianza che nulla potrà mai separarci dall’amore di Cristo.

Concludendo, Delpini ha affidato le tre nuove consacrate a questo stile di vita semplice e gioioso: «Ecco queste sorelle che oggi il Signore consacra sono inviate come una brezza leggera, sempre in movimento per cercare l’Amato, sempre a servizio per incoraggiare la speranza, sempre docili allo Spirito»

d.M.F.
Silere non possum




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