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Città del Vaticano - Questa mattina, nella Sala del Concistoro, il Santo Padre Leone XIV ha ricevuto in udienza i Presidenti e i rappresentanti dei College e delle Università dei Gesuiti del Nord America, giunti a Roma per rinsaldare i legami con il Successore di Pietro e con il governo della Compagnia di Gesù, impegnata da secoli nel campo dell'educazione.

Il Pontefice si è rivolto a loro con un discorso articolato attorno alle quattro Preferenze Apostoliche Universali della Compagnia leggendole come altrettanti percorsi per affrontare le sfide dell'istruzione superiore in un tempo che lo stesso Papa ha definito un'epoca di «cambiamenti epocali».

Leone XIV ha richiamato la crescente secolarizzazione delle società, nelle quali «molti cercano di espellere ogni riferimento a Dio dalla sfera pubblica e persino dalla cultura popolare», l'incapacità dei sistemi politici di rispondere al grido dei poveri, dei migranti e degli emarginati, la disillusione dei giovani dinanzi a un mondo privo della promessa di un futuro migliore, il degrado ambientale e l'impatto crescente dell'intelligenza artificiale.

La via verso Dio

La prima Preferenza - mostrare la via verso Dio attraverso gli Esercizi Spirituali e il discernimento - si accorda, secondo il Papa, con la stessa vocazione accademica: chi cerca la verità «in ultima analisi cerca Dio, ne sia consapevole oppure no». Leone XIV ha esortato gli atenei a continuare a offrire nei campus occasioni di partecipazione agli Esercizi, richiamando quanto osservato durante il recente viaggio in Spagna, dove ha constatato come «molti giovani e adulti stanno riscoprendo la fede cristiana» dopo essersene allontanati. Dinanzi a questa «concreta e crescente sete di Dio», il discernimento ignaziano viene proposto come strumento per restare aperti alle ispirazioni dello Spirito nelle decisioni quotidiane.

Camminare con i poveri

La seconda Preferenza assume, nelle parole del Pontefice, particolare urgenza «in un tempo nel quale un numero record di nostri fratelli e sorelle vive in condizioni di povertà», costretti spesso ad abbandonare le proprie case a causa di guerre, persecuzioni religiose o politiche, fame e conseguenze del cambiamento climatico. Le istituzioni gesuite, ha detto, sono chiamate non solo a insegnare le ingiustizie subite da chi vive ai margini, ma a farsi «canali efficaci nel promuovere un cambiamento strutturale», aprendo le porte della formazione avanzata a immigrati, rifugiati e persone provenienti da contesti svantaggiati.

Costruire un futuro di speranza

La terza Preferenza riguarda l'accompagnamento dei giovani. Leone XIV ha riconosciuto l'idealismo con cui gli studenti iniziano il loro percorso e ha indicato negli studi, nelle amicizie e nel confronto con i grandi pensatori del passato e del presente le sorgenti di una speranza concreta. Il fondamento ultimo, ha ricordato citando la Prima Lettera di Pietro, resta la risurrezione di Cristo, con il quale «tutto è possibile».

La cura del creato

La quarta Preferenza chiama gli atenei a un duplice compito: educare ai pericoli del cambiamento climatico e dello sfruttamento delle risorse «a danno del bene comune», ma anche fare delle proprie comunità «esempi di sostenibilità ecologica, semplicità e gratitudine per i doni di Dio», educando così attraverso l'esempio e non soltanto nella teoria.

L'intelligenza artificiale.

Citando l’enciclica Magnifica Humanitas, Leone XIV ha osservato come le nuove tecnologie aprano «un orizzonte che si estende in direzioni immaginabili ma non ancora pienamente prevedibili», riconoscendo ai collegi e alle università un ruolo speciale: imprimere nuovo slancio alla Dottrina sociale della Chiesa «in modo che sia pertinente ed efficace nell'affrontare la rivoluzione digitale». Nel congedo, il Pontefice ha affidato i presenti all'intercessione di sant'Ignazio di Loyola affinché la tradizione gesuita continui a formare «uomini e donne per gli altri».

p.T.D.
Silere non possum

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