Città del Vaticano – Questa mattina il Santo Padre Leone XIV ha ricevuto in udienza i Dirigenti e il Personale dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano, rinnovando una consuetudine che apre l’anno civile e che intende riconoscere pubblicamente un servizio spesso silenzioso ma essenziale.
L’incontro si è collocato in un contesto particolarmente significativo. Il Papa ha voluto anzitutto esprimere gratitudine per il lavoro svolto a tutela della propria sicurezza, di quella dei collaboratori e dei milioni di pellegrini e visitatori che ogni anno affluiscono in Vaticano. Un ringraziamento esplicito è stato rivolto per l’impegno profuso durante il Giubileo appena concluso e nei giorni segnati dalla morte di Papa Francesco, dai funerali e dal Conclave: eventi complessi, talora imprevedibili, affrontati - ha sottolineato Leone XIV - con spirito di sacrificio, professionalità, duttilità e discrezione.
Nei mesi scorsi oltre trentatré milioni di persone hanno visitato Roma e i luoghi giubilari, in particolare la Basilica Vaticana e le aree circostanti. File interminabili, folle numerose, turni prolungati e condizioni spesso faticose hanno richiesto una presenza costante e affidabile. Il Papa ha voluto includere nel suo ringraziamento anche le famiglie degli operatori, coinvolte indirettamente da orari gravosi e rinunce quotidiane. Il discorso ha messo in luce una dimensione che va oltre l’aspetto operativo. Garantire ordine e sicurezza significa creare un clima sereno e raccolto, capace di favorire la preghiera. Molti pellegrini, ha ricordato il Pontefice, hanno potuto vivere un’esperienza spirituale autentica anche grazie a un ambiente protetto, reso possibile dal lavoro degli agenti. Nel richiamare la Preghiera a San Michele Arcangelo, Patrono della Polizia di Stato, Leone XIV ha indicato uno stile di servizio fondato su rettitudine, vigore morale e onestà degli affetti, parole che offrono agli agenti un vero programma di vita personale e comunitaria.
Un cammino che, ha spiegato il Papa, è sostenuto anche dalla presenza discreta e costante degli assistenti spirituali, i cappellani della Polizia di Stato, i quali, nello stesso silenzio operativo che caratterizza il servizio degli agenti, esercitano il loro ministero presbiterale a servizio di questo corpo di polizia, accompagnandone la vita professionale e personale. A conclusione, il Pontefice ha fatto proprie le parole rivolte da Benedetto XVI all’Ispettorato nel 2013, ribadendo che una presenza discreta e competente rappresenta una garanzia concreta di quel buon ordine e di quella tranquillità che rendono possibile una vita sociale pacifica e composta.

La storia
L’Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano affonda le sue radici nel secondo dopoguerra, nel quadro dei rapporti definiti dai Patti Lateranensi, e nasce formalmente nel 1945 come Ufficio speciale di Pubblica Sicurezza di San Pietro. Si tratta di una sezione della Polizia di Stato della Repubblica Italiana, incaricata di garantire la sicurezza nelle aree di confine e nelle zone immediatamente adiacenti allo Stato della Città del Vaticano. La distinzione delle competenze è chiara: all’interno dello Stato vaticano opera la Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano; negli spazi esterni e nelle aree limitrofe, che restano territorio italiano, interviene la Polizia di Stato. Ci sono poi, alla luce dei Patti, delle zone comuni come Piazza San Pietro. In questo perimetro rientrano anche le attività più visibili: alla Polizia italiana sono affidati il controllo degli accessi alla Basilica di San Pietro e la sicurezza di Piazza San Pietro, punti nevralgici per la gestione quotidiana dei flussi e per la tutela di fedeli, pellegrini e visitatori.
Nel corso dei decenni l'Ispettorato ha assunto l’attuale configurazione, operando alle dipendenze del Dipartimento della Pubblica Sicurezza italiano e svolgendo compiti di vigilanza, controllo del territorio in coordinamento con la Guardia Svizzera Pontificia e la Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano. Una struttura che rappresenta un presidio stabile e altamente specializzato al servizio della sicurezza vaticana .
Affidando tutti alla protezione di Maria Santissima e di San Michele Arcangelo, Leone XIV ha assicurato la propria preghiera per gli operatori e per le loro famiglie, impartendo infine la benedizione apostolica.
s.B.U.
Silere non possum