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Una fascia ricamata per Leone XIV: il dono della Pia Unione Santa Rita che sigilla un legame di fedeltà agostiniana
Città Del Vaticano24 novembre 2025

Una fascia ricamata per Leone XIV: il dono della Pia Unione Santa Rita che sigilla un legame di fedeltà agostiniana

Al termine dell’udienza generale del 5 novembre 2025 la Fraternità lombarda offre al Papa una fascia con il suo stemma personale, una fotografia di Prevost a Pavia e gemelli in argento: segni di affetto e riconoscenza. 

Città del Vaticano – Mercoledì 5 novembre 2025 la Fraternità Agostiniana “Pia Unione Santa Rita” della Lombardia ha partecipato all’udienza generale del Santo Padre Leone XIV, portando in Piazza San Pietro una presenza che unisce devozione popolare, tradizione agostiniana e un concreto servizio ecclesiale alle famiglie.

Al termine dell’udienza generale, i membri della Pia Unione hanno donato al Pontefice una fotografia che ritrae l’ultima visita del cardinale Robert Francis Prevost a Pavia, dinanzi all’urna che custodisce le spoglie di Sant’Agostino d’Ippona. Oltre alla foto, hanno offerto una fascia con lo stemma personale del Papa finemente ricamata e una coppia di gemelli in argento e madreperla raffiguranti il Sacro Cuore di Gesù, segni di stima e filiale vicinanza al ministero petrino.

Il Santo Padre ha salutato personalmente da Francesco Roccio, priore della Pia Unione; Maurizio Gadolini, vicepriore; e la loro guida spirituale, padre Antonio Baldoni O.S.A.. A Leone XIV è stato anche chiesto di benedire la statua di Santa Rita, che la Pia Unione fa circolare tra le famiglie come segno di consolazione e sostegno alla preghiera domestica: una tradizione semplice e antica, che continua a generare vicinanza e fede nelle comunità lombarde.

Il discorso del Papa: il cuore della Pasqua nella vita quotidiana

Nel suo intervento, Leone XIV ha ricordato che la Pasqua è un avvenimento vivo, non un ricordo lontano, e si rinnova ogni giorno nell’Eucaristia dove Cristo compie la sua promessa: «Io sono con voi tutti i giorni» (Mt 28,20). Il Papa ha spiegato che il cuore umano, pur segnato da dolore e limiti, resta orientato alla pienezza: una tensione che Edith Stein descrive come desiderio di ricevere ancora l’essere. La Risurrezione è l’annuncio capace di colmare questa sete, perché attesta la vittoria dell’amore sulla morte. Dal sepolcro vuoto nasce il titolo di Cristo “il Vivente”, luce che orienta anche i momenti più oscuri della vita. Meditare la Pasqua – ha detto – trasforma la Via Crucis in Via Lucis, cura le ferite e dona speranza nelle sfide personali e globali. Credere nella Risurrezione significa permettere a questa speranza di trasfigurare la vita e diventare testimoni anche dove sembra non esserci più luce.

Il Papa ha poi rivolto un appello per il Myanmar, esortando la comunità internazionale a non dimenticare la popolazione birmana e a garantire aiuti umanitari. Ha salutato i gruppi presenti, tra cui le Suore di Nostra Signora della Carità del Buon Pastore, i fedeli di Asti, Castel del Piano, Lauria, l’Istituto alberghiero “Filippo De Cecco” di Pescara e l’Associazione Italiana Maestri Cattolici. Ha ringraziato i partecipanti alla Giornata Giubilare di Agro-ambiente per il loro lavoro nella cura del Creato. Infine, rivolgendosi ai giovani, ai malati e agli sposi novelli, Leone XIV ha ricordato che tutti sono chiamati alla santità, invitandoli a seguire Cristo con autenticità, secondo l’esempio dei Santi.

p.L.A.
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