Città del Vaticano - Questa mattina, martedì 22 aprile, il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, si è recato in forma privata alla Domus Santa Marta per rendere omaggio alla salma del Santo Padre Francesco, esposta nella cappella al pianterreno della residenza vaticana.
Un gesto silenzioso ma profondamente simbolico, quello del Capo dello Stato, che si è soffermato in raccoglimento di fronte al corpo del Pontefice scomparso lo scorso 21 aprile, manifestando così la vicinanza dell’Italia intera al dolore della Chiesa universale. La visita assume un significato ancora più rilevante alla luce delle recenti condizioni di salute del Presidente, che nei giorni scorsi ha subito un delicato intervento al cuore, dal quale sembra essersi ripreso positivamente.
Alla notizia della morte di Papa Francesco, Mattarella aveva espresso un commosso cordoglio, definendo la perdita del Pontefice “un grave vuoto” e riconoscendo in lui “un punto di riferimento” costante. In un messaggio ufficiale, il Presidente aveva affermato: «Ho appreso con grande dolore personale la notizia della morte di Papa Francesco, avvertendo il grave vuoto che si crea con il venire meno del punto di riferimento che per me ha sempre rappresentato. […] La riconoscenza nei suoi confronti va tradotta con la responsabilità di adoperarsi, come lui ha costantemente fatto, per questi obiettivi».
Il giorno successivo, in un videomessaggio indirizzato alla nazione, Mattarella ha voluto ricordare il valore umano e spirituale del Papa venuto “quasi dalla fine del mondo”, sottolineando l’eredità lasciata nei gesti e nei testi più significativi del suo pontificato: «Ha conquistato il mondo, sin dal primo momento, già con la scelta del nome. […] Come non ricordare Laudato si’ sull’equità nell’uso delle risorse naturali? O Fratelli tutti sulla unicità della famiglia umana? […] Francesco è stato sempre uomo di speranza, convinta, contro ogni difficoltà».
Particolarmente toccante il passaggio in cui Mattarella ha ricordato l’ultimo gesto del Pontefice, il giorno di Pasqua, quando Francesco ha voluto salutare il mondo con un ultimo giro tra i fedeli in Piazza San Pietro: «Oggi, appare come un saluto alla Chiesa e alle donne e agli uomini di tutto il mondo. […] La risposta a questo saluto da parte di tutti nel mondo non deve limitarsi al ricordo e alla riconoscenza ma deve tradursi in responsabilità».
d.L.M.
Silere non possum

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