Pavia - Il 20 giugno 2026 sarà una giornata che la Chiesa lombarda attende con sobria gratitudine. Papa Leone XIV - Robert Francis Prevost, agostiniano di Chicago salito al soglio di Pietro nel maggio 2025 - lascerà il Vaticano in elicottero alle ore 13 per atterrare, a metà pomeriggio, nel Campo di Rugby del CUS di Cravino. Da quel prato pavese comincerà un pellegrinaggio breve, intenso, dichiaratamente filiale: il primo Pontefice agostiniano della storia recente torna sulla tomba del padre del suo Ordine. Lo stesso giorno, prima di rientrare a Roma, sosterà a Sant'Angelo Lodigiano, città natale di Santa Francesca Saverio Cabrini, morta a Chicago nel 1917. Un itinerario che lega due santi e due continenti, e che si compone - più che progettarsi a tavolino - per una geografia del cuore.

Pavia, "ritorno a casa"

L'annuncio della visita pavese era stato dato il 19 febbraio scorso, nel calendario delle visite pastorali italiane del 2026. Mons. Corrado Sanguineti, vescovo di Pavia, aveva accolto la notizia con una lettera alla diocesi nella quale parlava di "contentezza e gratitudine" per la scelta del Pontefice di inserire Pavia nel proprio itinerario di giugno. La Diocesi pavese sarà la prima della Lombardia a ricevere il nuovo Successore di Pietro: un primato che il presule ha invitato a vivere "anzitutto come dono spirituale", non come occasione celebrativa.

La ragione profonda della visita è sotto gli occhi di tutti, e lo stesso Sanguineti l'ha detta senza giri di parole: il Papa è figlio di Agostino prima ancora che agostiniano. "Si sente e si vede che è un figlio di Agostino: non c'è quasi discorso in cui non lo citi", ha osservato il vescovo. La Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro - citata anche da Dante nel decimo canto del Paradiso - custodisce dall'VIII secolo le reliquie del Vescovo di Ippona, traslate dall'Africa attraverso la Sardegna per volontà del re longobardo Liutprando. Quattro Pontefici, in tutta la storia di Pavia, hanno sostato davanti a quell'arca: nel 743 Zaccaria, San Giovanni Paolo II nel novembre 1984, Benedetto XVI nell'aprile 2007. Ora si aggiunge Leone XIV.

A San Pietro in Ciel d'Oro la comunità agostiniana che custodisce le reliquie attende l'evento con un misto di commozione e trepidazione. Padre Antonio Baldoni ricorda che la visita non era del tutto inattesa: il Pontefice aveva già pregato a Pavia come Priore generale dell'Ordine e poi come Cardinale, in occasione del ritorno delle spoglie nell'Arca restaurata. Ora torna come Papa, e per Baldoni si tratta di "un ritorno a una casa comune, da Sant'Agostino". Il priore del convento, padre Gianfranco Casagrande, ha affermato: "L'attesa ha ricevuto la risposta e questo è molto bello". Casagrande conosce personalmente il Pontefice, e lo descrive come uomo dell'ascolto, capace di riflettere a lungo prima di rispondere. La sosta agostiniana, già da alcuni mesi, sta producendo effetti tangibili. Le visite all'Arca sono cresciute, riferiscono i religiosi, e con esse un rinnovato interesse popolare per una figura - quella di Agostino - talvolta percepita come "troppo culturale per il popolo". Con un Papa agostiniano, ha osservato Baldoni, la gente si avvicina più facilmente.  È, in fondo, l'effetto di questo pontificato che in pochi mesi ci ha riportati a un'aria antica: a quando Benedetto XVI, nella piazza gremita, si rivolgeva ai fedeli con la sapienza pacata del parroco che racconta la vita dei santi. Oggi Leone XIV fa qualcosa di analogo con il Concilio Vaticano II, e quando cita Agostino - cosa che gli accade quasi ad ogni discorso - il Vescovo di Ippona ci appare vicino, accanto a noi, uno di noi.

© Diocesi Pavia

Il programma: poche ore, molti significati

Il programma ufficiale della giornata pavese, definito d'intesa fra la Prefettura della Casa Pontificia, la Diocesi e le autorità civili, è scandito al minuto. Alle 14.45 l'elicottero papale atterrerà al Campo di Rugby del CUS di Cravino, dove il Pontefice sarà accolto da Mons. Sanguineti, dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, dal prefetto, dal sindaco e dal presidente della Provincia. Da lì il trasferimento immediato sarà al Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO), eccellenza pavese nella cura dei tumori. All'ingresso accoglieranno il Papa il presidente Gianluca Vago e il direttore Sandro Rossi. Leone XIV incontrerà dirigenti, personale medico e - momento che si annuncia come il più sensibile di questa sosta - alcuni bambini in cura con le loro famiglie.

Alle 15.30 il trasferimento alla Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro. Quindici minuti dopo, in convento, ad accogliere il Pontefice saranno il Priore generale degli Agostiniani padre Joseph L. Farrell, il Priore provinciale padre Gabriele Pedicino e padre Casagrande. Un breve incontro con la comunità agostiniana, e nel chiostro il saluto ai vescovi della Lombardia. Alle 16.15, in Basilica, davanti al clero, ai consacrati e ai diaconi permanenti, Mons. Sanguineti rivolgerà al Papa il proprio saluto. Seguirà la celebrazione della Parola, la venerazione delle reliquie di Agostino e il discorso del Santo Padre. Alle 17 il trasferimento in Piazza Duomo. Sul sagrato, il Pontefice riceverà l'omaggio floreale dei bambini e saluterà la comunità sudamericana, particolarmente significativa per un Papa che ha conosciuto da vicino il continente latinoamericano. In Cattedrale, accolto dai membri del Capitolo, sosterà davanti all'altare di San Siro, primo vescovo e patrono della diocesi e della città. Alle 17.15 raggiungerà a piedi Piazza Vittoria. Alle 17.30 l'incontro con la cittadinanza: il saluto del sindaco, quello del vescovo, infine il discorso del Pontefice. Alle 18.30 il congedo dalle autorità al Campo di Rugby; alle 18.45 il decollo.

La preparazione spirituale

Il vescovo Sanguineti ha più volte ricordato che il senso della giornata non si esaurisce nei minutaggi né nelle coreografie. "Desidero che questi mesi siano di preparazione del cuore, come si attende un amico", ha detto. La Diocesi ha avviato un cammino articolato che ha già lasciato segni visibili. Il primo è stato sonoro: domenica 15 marzo, alle 12 in punto, le campane di tutte le parrocchie pavesi - dal centro storico alle estreme periferie, dalle chiese cittadine a quelle dei piccoli paesi della diocesi - sono suonate insieme. Un gesto corale, quasi sinodale nel senso più autentico del termine, che ha aperto formalmente il tempo di preparazione. La comunicazione era stata trasmessa dal Vicario episcopale per la Pastorale, don Davide Rustioni, ai sacerdoti diocesani. Ieri, 24 marzo, sulla facciata della Cattedrale, è stato apposto lo striscione di benvenuto al Pontefice, frutto del lavoro congiunto della Diocesi, del Capitolo del Duomo e del parroco Mons. Gian Pietro Maggi. Un segno di accoglienza visibile a tutti i pavesi che attraversano Piazza Duomo.

Sul piano culturale, il Comitato organizzativo ha promosso due incontri pubblici aperti alla cittadinanza. Il primo, "Agostino e il tumulto del cuore", si è tenuto giovedì 23 aprile nell'Aula Magna dell'Università di Pavia con la filosofa Roberta De Monticelli e il biblista Roberto Rossella. Il secondo, in programma martedì 12 maggio alle ore 21 nell'Aula Magna del Collegio Ghislieri, si intitola "Leone XIV: testimone mite di pace e unità" e vedrà dialogare il vaticanista della RAI e l'agostiniano Giuseppe Pagano. Don Rustioni ha presentato i due appuntamenti come strumenti per disporre il cuore ad accogliere il Pontefice, accostando la figura di Agostino al magistero del Papa che - osserva - "fin dall'inizio del suo pontificato ha richiamato con forza il valore dell'unità e il dono della pace".

L'Ufficio dell'Economato diocesano, retto da don Gabriele Romanoni, ha aperto un conto corrente dedicato per consentire a fedeli, enti e privati di sostenere l'organizzazione della visita: l'IBAN è IT07I0503411301000000012193, con causale "Visita di Leone XIV".

La preghiera del vescovo Sanguineti

Per accompagnare l'attesa, Mons. Sanguineti ha composto una preghiera che è stata distribuita nelle parrocchie su un'immaginetta, recitata nella preghiera dei fedeli durante le celebrazioni domenicali e affissa alle porte delle chiese diocesane.

«Signore Gesù, buon Pastore, desideriamo preparare i nostri cuori al dono della visita del Santo Padre. Lo accogliamo come Successore di Pietro, che viene per confermarci nella fede e per ridestare in noi la passione e il coraggio della testimonianza. Ti chiediamo di benedire e accompagnare i suoi passi in mezzo alle nostre case e alle nostre strade. Lo accogliamo come figlio e discepolo di Sant'Agostino, grande santo, dono prezioso per la Chiesa e la città di Pavia. Lo accogliamo come testimone del Vangelo della pace, con lui invochiamo il dono della pace per le nostre famiglie, le nostre comunità e per il mondo, con lui vogliamo essere operatori di pace. Rendi fecondo di bene e di grazia il ministero del nostro Papa Leone XIV, il suo passaggio tra noi, la parola che ci donerà. Aiutaci a essere sempre di più una Chiesa di pietre vive, unita e fondata in Te, pietra angolare senza la quale non possiamo costruire un futuro di vita e di speranza. Amen. + Corrado, Vescovo»

Non è un testo casuale. Sanguineti ha esplicitamente richiamato le prime parole pronunciate da Leone XIV dalla Loggia di San Pietro la sera dell'elezione, l'8 maggio 2025: "La pace sia con voi", il saluto del Risorto ai discepoli. Su questa eco pasquale si innesta la preghiera, che insiste sulla "Chiesa di pietre vive", citazione petrina che torna come un basso continuo nel magistero del nuovo Pontefice.

© Diocesi Lodi

La tappa lodigiana: un filo che attraversa l'oceano

Alle 18.55, dopo dieci minuti di volo da Pavia, l'elicottero papale atterrerà a Sant'Angelo Lodigiano, nello Stadio comunale "Carlo Chiesa", casa della squadra rossonera locale. L'annuncio è stato dato giovedì 23 aprile dal vescovo di Lodi, Mons. Maurizio Malvestiti, in Episcopio, davanti alla stampa, ai canonici della Cattedrale, al clero e ai seminaristi; poi formalizzato in una lettera al clero diocesano.

"Siamo grati al Signore che benedice la terra lodigiana con questa, seppur breve, ma significativa e storica visita del Successore di Pietro", scrive Malvestiti, "a trentaquattro anni da quella di San Giovanni Paolo II avvenuta anch'essa il 20 giugno". Il programma lodigiano è breve ma denso. Ad accogliere il Pontefice allo stadio saranno Mons. Malvestiti e il sindaco Cristiano Devecchi. Trasferimento in auto alla Parrocchia dei Santi Antonio Abate e Francesca Cabrini, dove sarà accolto dal parroco Mons. Enzo Raimondi. In chiesa, l'adorazione del Santissimo Sacramento e la venerazione del Cuore di Santa Francesca Cabrini, reliquia custodita nella basilica. Seguiranno il saluto del vescovo di Lodi e il discorso del Santo Padre. Alle 19.30 il congedo, alle 19.45 il decollo. Alle 21.15 l'atterraggio nell'eliporto del Vaticano chiuderà la giornata.

Il cuore teologico della tappa risiede in un intreccio biografico che ha quasi del provvidenziale. Leone XIV nasce a Chicago, la città dove il 22 dicembre 1917 spirò Francesca Saverio Cabrini, prima cittadina statunitense canonizzata e patrona degli emigranti. La Cabrini era nata proprio a Sant'Angelo Lodigiano il 15 luglio 1850, e nella basilica fu battezzata: lì cominciò il cammino che l'avrebbe portata, nel 1889, ad attraversare l'Atlantico per assistere gli emigranti italiani in Nord America.  Il legame era stato già evocato in presenza del Pontefice. Il 16 giugno 2025, durante il secondo incontro di Leone XIV con i vescovi italiani in Aula delle Benedizioni, lo stesso Malvestiti aveva ricordato al Santo Padre la figura della Cabrini, sottolineando con emozione come la santa fosse "nata a Sant'Angelo Lodigiano e nata al cielo a Chicago". Il Papa aveva accolto quelle parole con evidente partecipazione: forse, in silenzio, è in quell'istante che la tappa lodigiana ha cominciato a profilarsi.

La basilica minore dei Santi Antonio Abate e Francesca Cabrini, eretta tra il 1928 e il 1938 sul sito di una chiesa secentesca, è oggi il cuore spirituale della cittadina e custodisce la memoria viva della santa.

Una geografia spirituale

Resta una domanda che attraversa entrambe le diocesi e che il vescovo Sanguineti ha sintetizzato meglio di chiunque altro: come si attende un Papa? Non come una star, hanno detto a Pavia. Come un amico, ha aggiunto Sanguineti. Come un Successore di Pietro che porta - sono parole della preghiera - la passione e il coraggio della testimonianza.

Quattro ore a Pavia, un'ora a Sant'Angelo. Sei ore, in tutto, in Lombardia. Eppure, in questo pomeriggio strappato alla routine vaticana, si concentreranno parole che porteranno l'impronta di Agostino - perché è da quel maestro che il Papa attinge - e che, in quello stesso gesto, confermeranno la fede dei fedeli, ne incoraggeranno il passo e orienteranno il cammino pastorale di queste Chiese.

p.L.B.
Silere non possum

Commenti

Ancora nessun commento...

Lascia un commento

Per prendere parte alla discussione devi far parte della community. Abbonati ora!