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Rupnik Case: la Diocesi di Versailles interrompe la collaborazione con il gesuita
Blog16 dicembre 2022

Rupnik Case: la Diocesi di Versailles interrompe la collaborazione con il gesuita

La diocesi francese interrompe ogni collaborazione con il gesuita Marko Ivan Rupnik. In Italia, però, l'artista sloveno gode di protezione e il cerchio di protezione fatica a rompersi.

The diocese of Versailles breaks off collaboration with Marko Ivan Rupnik.

🇬🇧  Rupnik Case: Diocese of Versailles breaks off collaboration with the Jesuit.

Se in Italia il cerchio di protezione fatica a spezzarsi, in Francia il gesuita Marko Ivan Rupnik non ha santi intercessori. Mentre continuano ad emergere particolari sulla vicenda che riguarda l’artista sloveno, la Diocesi di Versailles ha emesso un comunicato con il quale precisa che la collaborazione con il gesuita è stata prontamente interrotta l’08 dicembre 2022. La decisione, scrive il vescovo Luc Crepy, è stata presa a seguito del comunicato che il Superiore Provinciale ha emesso in risposta all’articolo di Silere non possum.

Nel prendere questa decisione, è alle persone che possono aver subito questi abusi che dobbiamo innanzitutto pensare ed è per loro che preghiamo”, così termina il comunicato.

La parrocchia di Montigny-Voisins, infatti, aveva affidato a Marko Ivan Rupnik il progetto per decorare la nuova Chiesa di  Saint-Joseph-le Bienveillant.

Nel frattempo, la comunità dei credenti sta attendendo risposte in merito ai procedimenti che il gesuita ha subito. Il Preposito Generale della  Compagnia di Gesù, dovrà anche spiegare come mai non vengono presi provvedimenti nei confronti di Rupnik per aver violato i provvedimenti inflitti. In queste ore a Silere non possum stanno giungendo, ancora, segnalazioni di interventi che il sacerdote ha tenuto nei mesi scorsi.

Fra questi figura un intervento che Rupnik ha tenuto in Polonia a maggio 2022. Perchè? Padre Sosa ha detto che Rupnik ha rispettato i provvedimenti. Così non sembra.

Nessuna risposta giunge dal Prelato di Loreto, S.E.R. Mons. Fabio Dal Cin, il quale non ha ancora fatto nulla perchè vengano annullati gli Esercizi Spirituali ai presbiteri in programma per febbraio. Anche su questo, Padre Sosa ha detto che Rupnik “non dovrebbe tenerli”. 

Il 13 dicembre 2022, nonostante quanto emerso, l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum ha permesso a Padre Marko Ivan Rupnik di partecipare ad una discussione di una tesi di cui, lo stesso gesuita, è stato moderatore. Non solo, la cosa è stata pubblicizzata su Facebook. Particolare attenzione, però, è stata riservata nella mail inviata ai docenti, lì, infatti, il nome di Rupnik non compare.

Che dire? Sembra che i provvedimenti vengano adottati solo dove Marko Ivan Rupnik non ha amici che lo proteggono.

L.M.

Silere non possum

COMUNICATO STAMPA DELLA DIOCESI DI VERSAILLES E DELLA PARROCCHIA DI MONTIGNY-VOISINS-LE-BRETONNEUX SULLA NUOVA CHIESA DI SAINT-JOSEPH-LE-BIENVEILLANT

Il 2 dicembre 2022, un comunicato stampa della Compagnia di Gesù ha confermato che padre Marko Rupnik era stato coinvolto per abusi su adulti negli anni ’90 e che era soggetto a sanzioni canoniche. Conosciuto per i suoi mosaici, doveva realizzare la decorazione interna ed esterna della nuova chiesa di Saint-Joseph-le Bienveillant, la cui costruzione è iniziata alcuni mesi fa nella parrocchia di Montigny-Voisins. Dopo aver consultato le équipe parrocchiali e diocesane incaricate di questo progetto, avviato più di dieci anni fa, ci si è subito resi conto che questi fatti rendevano necessaria l’interruzione di ogni collaborazione con padre Marko Rupnik. Questa decisione congiunta è stata presa l’8 dicembre. Abbiamo informato gli interessati. Questa necessaria decisione, comunicata ai parrocchiani domenica 11 dicembre, non mette in discussione né la costruzione della chiesa di Saint-Joseph-le-Bienveillant, né la nostra motivazione a fare di questo cantiere una fonte di unità e di slancio missionario per la parrocchia di Montigny-Voisins-le-Bretonneux. È nel cuore di una realtà ferita – quella della nostra Chiesa che continua il suo cammino di verità e di conversione – che porteremo avanti questo bel progetto perché rimane un segno di speranza da offrire a tutti. Nel prendere questa decisione, è alle persone che possono aver subito questi abusi che dobbiamo innanzitutto pensare ed è per loro che preghiamo. Che il Salvatore che aspettiamo a Natale ci accompagni e ci mantenga fedeli in tutti i nostri sforzi al suo Vangelo.

+ Mons. Luc Crepy, vescovo di Versailles

Padre Pierre-Hervé Grosjean, parroco di Montigny-Voisins le Bretonneux

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