Città del Vaticano - Sarà il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, a presiedere l'ordinazione episcopale di Mons. Renzo Pegoraro. La celebrazione si terrà domenica 21 giugno, alle ore 16, all'Opera della Provvidenza Sant'Antonio (Opsa) di Sarmeola di Rubano.
La scelta del luogo non è casuale. L'Opsa è la grande casa della diocesi di Padova che accoglie persone con disabilità gravi e gravissime, anziani non autosufficienti, vite segnate dalla fragilità. È proprio lì, in mezzo a chi più di ogni altro ha bisogno di cura, che mons. Pegoraro vuole iniziare il suo ministero episcopale: un gesto che parla da sé, e che disegna fin dal primo giorno la cifra del suo servizio.
La nomina di Leone XIV
Il 25 marzo scorso Leone XIV aveva nominato mons. Pegoraro vescovo titolare di Gabi, conferendogli il titolo personale di arcivescovo. Una nomina che si inserisce in un cammino già segnato, quello di un sacerdote padovano la cui vita si è intrecciata da decenni con i grandi temi della bioetica e della cura della vita.
Un percorso tra medicina, teologia e bioetica
Padovano, classe 1959, Pegoraro si è laureato in Medicina e Chirurgia all'Università di Padova nel 1985 ed è stato ordinato presbitero per la diocesi di Padova nel giugno 1989. Dopo la licenza in Teologia Morale alla Gregoriana e il perfezionamento in Bioetica all'Università Cattolica di Roma, ha legato a lungo il suo nome alla Fondazione Lanza, di cui è stato segretario generale e poi direttore scientifico. Per quasi trent'anni ha insegnato Bioetica alla Facoltà Teologica del Triveneto, formando generazioni di studenti e contribuendo al dibattito sui nodi più delicati della vita umana.
Cancelliere della Pontificia Accademia per la Vita dal 2011 per nomina di Benedetto XVI, lo scorso 27 maggio è stato chiamato da Leone XIV a presiederla, assumendo così la guida di uno dei dicasteri più sensibili e dialoganti del pontificato.

Il legame mai interrotto con la Chiesa di Padova
In questi anni romani Pegoraro non ha mai reciso il filo con la sua Chiesa di origine. Ha continuato a prestare aiuto festivo in diverse parrocchie del territorio padovano: da San Paolo ad Altichiero, da Polverara al Bassanello, fino a Rossano Veneto. Un servizio discreto e fedele, che racconta di un pastore rimasto vicino al popolo nonostante gli incarichi internazionali.
«Perché abbiano la vita in abbondanza»
Nel messaggio diffuso il giorno della nomina, il neoeletto vescovo aveva indicato la traccia del suo ministero richiamando il Vangelo di Giovanni: «Sono venuto perché abbiano la vita e la abbiano in abbondanza». E aveva affidato il cammino davanti a sé alle parole pronunciate da Leone XIV nell'udienza generale del 26 novembre 2025, sul «coraggio di vivere e di generare vita» come richiamo urgente in un mondo dove rischia di diffondersi una «mancanza di fiducia nella vita».
A quel coraggio, alla cura dei più vulnerabili, alla testimonianza di un Dio «amante della vita», mons. Pegoraro ha detto di voler dedicare il suo servizio episcopale. L'appuntamento del 21 giugno all'Opsa, in mezzo agli ospiti della grande casa della diocesi, sarà il primo segno concreto di questa promessa.
d.B.M.
Silere non possum