Castel Gandolfo - Leone XIV ha recitato oggi l’Angelus da Piazza della Libertà, a Castel Gandolfo, davanti al Palazzo Apostolico delle Ville Pontificie, in occasione della XXII domenica del Tempo ordinario. Il Papa si trova nella cittadina dei Castelli Romani da ieri, quando ha celebrato la Messa nella chiesa di Maria Santissima del Lago per la festa della Madonna del Lago e ha poi preso parte alla tradizionale processione. Per la prima volta nella storia di questa devozione, un Pontefice ha percorso in barca un tratto del Lago Albano accompagnando il simulacro della Vergine.
Al centro della riflessione di Leone XIV è stato il brano del Vangelo di Matteo nel quale Gesù annuncia ai discepoli la propria passione, morte e risurrezione. Un passaggio che mette Pietro davanti a qualcosa che non riesce ancora a comprendere: il Messia che poco prima ha riconosciuto come «il Cristo, il Figlio del Dio vivente» non corrisponde all’immagine del vincitore potente che egli si attende.
Il Papa si è soffermato proprio sulla reazione dell’apostolo, che davanti all’annuncio della sofferenza rimprovera Gesù: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Per Leone XIV, in quelle parole c’è certamente l’affetto di Pietro per Cristo, ma anche la difficoltà dell’uomo ad accettare un modo di agire di Dio che contraddice le proprie aspettative.
È una dinamica che, ha osservato il Pontefice, riguarda anche la vita di fede di ogni cristiano. Quando ciò che accade appare distante da quanto si era sperato o chiesto nella preghiera, può insinuarsi l’idea che sia Dio a sbagliare, che non ascolti oppure che non si interessi dell’uomo. Pietro, proprio attraverso la sua reazione impulsiva, diventa allora per Leone XIV un esempio di come affrontare questi momenti.
Il Papa ha indicato due atteggiamenti. Il primo consiste nel non interrompere il dialogo con Dio quando non si comprende ciò che sta accadendo, ma nel continuare a rivolgersi a lui con sincerità, esprimendo anche la propria fatica e il proprio dissenso. Il secondo richiede invece di non trasformare quella difficoltà in un giudizio sull’operato di Dio, mantenendo un atteggiamento di ascolto e di disponibilità anche quando ciò che viene chiesto non coincide con le proprie attese.
Leone XIV ha letto in questa prospettiva anche la severa risposta di Gesù a Pietro, «Va’ dietro a me, Satana!». Cristo riporta l’apostolo nella posizione del discepolo, chiamato a seguire piuttosto che a stabilire quale debba essere la strada del Maestro. Pietro, ha ricordato il Papa, finirà per accettare quella logica e rimarrà fedele a Cristo fino al martirio.
Da qui la preghiera conclusiva perché i cristiani sappiano conservare «la stessa sincerità di Pietro» nel rivolgersi a Dio anche quando il cuore è confuso, insieme alla docilità necessaria per accogliere ciò che viene richiesto oltre le proprie aspettative. Leone XIV ha quindi affidato questa intenzione alla Vergine Maria, ricordandone l’obbedienza al disegno di Dio «fin sotto la Croce» del Figlio.

Dopo la recita dell’Angelus, il Pontefice ha rivolto anzitutto il pensiero ad Haiti, dove nelle ultime ore sono giunte notizie di un massacro a Kenscoff, con numerose vittime e persone sequestrate. Leone XIV ha chiesto il rilascio immediato degli ostaggi e ha rivolto un appello ai responsabili perché sia garantita la sicurezza della popolazione e venga posta fine alla violenza.
Il Papa ha poi assicurato la propria preghiera per le vittime dell’alluvione che ha colpito Nepal e Tibet, ricordando i morti, i feriti, i dispersi, le loro famiglie e quanti sono impegnati nelle operazioni di soccorso. Ha chiesto che gli aiuti possano raggiungere rapidamente le popolazioni coinvolte e contribuire ad alleviarne le sofferenze.
È tornato quindi sul tema della pace, richiamando Sant’Agostino, la cui memoria liturgica è stata celebrata nei giorni scorsi. Leone XIV ha citato un’immagine del vescovo di Ippona secondo cui la pace assomiglia al pane del miracolo evangelico, che cresce mentre viene spezzato e distribuito. Da qui l’auspicio che aumentino coloro che lavorano concretamente per superare le divisioni, promuovere la giustizia e praticare il perdono.
Un ulteriore passaggio è stato dedicato alla Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, che sarà celebrata martedì 1° settembre e aprirà il Tempo del Creato, quest’anno dedicato al tema «Acqua viva». Riprendendo il messaggio pubblicato per la ricorrenza, il Papa ha parlato della necessità di una «conversione del cuore», affinché ciò che è stato impiegato per produrre distruzione possa essere orientato alla vita. Ha quindi invitato i cristiani delle diverse confessioni a unire preghiera e azione e a diventare «canali di acqua viva della pace di Dio» per un mondo ferito.
Prima di congedarsi, Leone XIV ha salutato i fedeli presenti a Castel Gandolfo, i partecipanti alla manifestazione benefica “Run to Rome”, i giovani della Via Lucis itinerante, i Devoti della Madonna dei Miracoli di Corbetta e i motociclisti giunti per il loro tradizionale incontro annuale. Proprio durante i saluti c’è stato anche un piccolo momento informale: il Papa ha faticato per qualche secondo a sfogliare le pagine del testo, si è bloccato nella lettura e si è scusato sorridendo con i presenti, prima di riprendere l’elenco dei gruppi.
Ha infine ringraziato le Forze dell’Ordine e quanti hanno prestato servizio durante il suo soggiorno estivo nelle Ville Pontificie e in occasione degli incontri con i pellegrini. Un saluto è stato rivolto anche ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro, che hanno seguito da Roma la recita dell’Angelus attraverso gli schermi.



