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Apple ha fatto un telefono pieghevole, otto anni dopo gli altri
Attualità10 settembre 2026

Apple ha fatto un telefono pieghevole, otto anni dopo gli altri

L'iPhone Duo costa 2.369 euro, nasconde la piega dello schermo e cambia calendario e listini di Apple; sulla cerniera l'azienda ha detto meno del previsto

Gli smartphone pieghevoli sono in vendita dal 2018 e finora hanno convinto pochi: nel 2025, secondo la società di ricerche Counterpoint, ne sono stati venduti circa 20 milioni, meno del 2 per cento di tutti i telefoni spediti nell'anno. Apple ci è arrivata mercoledì 9 settembre, ultima tra i grandi produttori dopo Samsung, Google, Huawei, Xiaomi e Motorola, con un dispositivo che si chiama iPhone Duo, costa 2.369 euro nella versione da 256 GB e in Italia sarà disponibile da fine ottobre. È stata la prima presentazione di John Ternus da amministratore delegato: ha preso il posto di Tim Cook il 1° settembre, dopo anni alla guida dell'ingegneria hardware dell'azienda.

Quasi tutto quello che Ternus ha mostrato sul palco dello Steve Jobs Theater era già noto dalla notte precedente. Mark Gurman di Bloomberg aveva pubblicato nome, prezzi di partenza e mese di uscita, e la presentazione ha confermato ogni dettaglio. L'unica sorpresa vera è stata l'assenza di sorprese, insieme a qualche cosa che Apple ha preferito tacere.

Il Duo si apre a libretto, in orizzontale. Chiuso ha uno schermo da 5,4 pollici e la forma di un passaporto, con gli angoli arrotondati; aperto ne ha uno da 7,6 pollici, del 50 per cento più ampio rispetto a quello dell'iPhone 18 Pro Max, presentato nello stesso evento. Misura 5,2 millimetri di spessore da aperto e 11,3 da chiuso, pesa 254 grammi. Apple lo definisce l'iPhone più sottile mai costruito, cosa vera solo con lo schermo spiegato: ripiegato resta più spesso dei pieghevoli cinesi. Il telaio è in titanio di grado 5, la cerniera ha una copertura in titanio stampata in 3D e oltre cento componenti. La certificazione IP68 copre polvere e acqua fino a sei metri per trenta minuti, un livello che Samsung con i suoi Fold non ha mai dichiarato. Non c'è l'alloggiamento per la SIM fisica in nessun paese: il telefono funziona soltanto con eSIM. Lo sblocco è affidato al Touch ID nel tasto laterale, mentre la Dynamic Island è stata spostata sotto il display.

Chi segue i pieghevoli sa che il difetto riconoscibile a occhio nudo è il solco al centro dello schermo interno, nel punto in cui il pannello si flette. Samsung lo ha attenuato generazione dopo generazione senza mai eliminarlo. Apple ha dedicato a questo un intero segmento della presentazione e la sua soluzione è in buona parte ottica: lo schermo interno ha una finitura nanotexture, opaca, che disperde la luce e rende il solco difficile da distinguere. Sotto la superficie si susseguono strati di polimero, il pannello OLED, due lamine di vetro flessibile e un piano in titanio, tenuti insieme da adesivi che lasciano scorrere gli strati l'uno sull'altro durante l'apertura, così da ridurre la tensione sul punto di piega.

Le prime prove dal vivo raccontano cose diverse a seconda di chi le ha fatte. Lance Ulanoff, su TechRadar, ha scritto che la piega si sente sotto il dito ma non si vede, e che Apple l'ha risolta «nel modo più elementare possibile». 9to5Google, sito dedicato ad Android, ha guardato i video di Brian Tong e ha concluso che il solco è visibile quanto quello del Galaxy Z Fold 8. Un recensore di Gosotrack l'ha vista da certe angolazioni e la considera comunque la migliore tra quelle che ha provato. La piega quindi esiste, la finitura opaca la maschera bene, e come si comporterà dopo migliaia di aperture lo sapranno gli acquirenti tra un anno.

Su questo punto Apple è stata reticente. Nel comunicato stampa e sul sito non compare il numero di cicli di apertura per cui la cerniera è garantita, il dato che gli altri produttori pubblicano da anni e che chi compra un pieghevole chiede per primo. Mancano anche misure della profondità o della larghezza del solco. Il comunicato parla di «resistenza fluida e bilanciata per un'affidabilità duratura» e nulla più; The Mac Observer ha osservato che, di qui al 23 ottobre, le informazioni su cerniera e piega arriveranno dalle prove dei recensori, non dall'azienda. PhoneArena ha colto un altro dettaglio: Apple ha detto di usare algoritmi di intelligenza artificiale per abbinare in fabbrica ogni cerniera alla scocca in cui si incastra meglio, una selezione pezzo per pezzo che dice molto su quanto siano strette le tolleranze meccaniche.

L'altro difetto storico dei pieghevoli riguarda il software, cioè come il sistema operativo gestisce due schermi di dimensioni diverse. La scelta di Apple è di dare ai due display lo stesso rapporto tra larghezza e altezza: passando dall'uno all'altro i contenuti si ridimensionano in proporzione, senza le bande nere o le compressioni che affliggono i concorrenti con il formato interno quasi quadrato. iOS 27 accompagna l'apertura con un'animazione che segue il movimento fisico del telefono, permette di affiancare due app sullo schermo grande, aggiunge un dock laterale raggiungibile in entrambe le configurazioni. Appoggiato su un tavolo a metà apertura, il Duo usa la metà inferiore come superficie di controllo, oppure trasforma lo schermo esterno in una sveglia da comodino con la funzione StandBy. Ulanoff ha provato il passaggio tra i due schermi con un videogioco e con Netflix e lo ha trovato fluido. CNN ha scritto che a 1.999 dollari queste funzioni non sono un motivo per comprare un pieghevole: rendono l'uso naturale, ma il Duo dovrà dimostrare di essere qualcosa di più di un iPhone con due schermi.

Il resto della scheda tecnica ricalca la gamma Pro. Il processore è l'A20 Pro con raffreddamento a camera di vapore, le fotocamere posteriori sono due da 48 megapixel, quella esterna anteriore da 12; la videocamera per FaceTime sta dietro lo schermo interno e una funzione chiamata Acquisizione doppia trasmette contemporaneamente le immagini della fotocamera frontale e di quella posteriore. Le batterie sono due, una per lato, gestite come fossero una sola, e Apple dichiara un giorno di autonomia; sul dato reale bisognerà aspettare i test indipendenti.

I 2.369 euro italiani corrispondono ai 1.999 dollari americani; la versione da 2 TB sale a 3.869 euro, 3.199 dollari. Negli Stati Uniti Apple lo propone anche a 57,99 dollari al mese con il programma Apple Upgrade, una formula di noleggio che è stata introdotta insieme ai rincari. Perché di rincari si è trattato: l'iPhone 18 Pro parte da 1.199 dollari e il Pro Max da 1.299, e i modelli dell'anno scorso, iPhone 17, iPhone Air e 17e, sono aumentati di 100 dollari ciascuno. Per anni Apple aveva fatto il contrario, abbassando il listino dei vecchi modelli all'arrivo dei nuovi. Gli analisti collegano la decisione al costo dei chip di memoria, spinto in alto dalla domanda dei data center per l'intelligenza artificiale; Morningstar prevede che il margine lordo di Apple si riduca di oltre un punto percentuale nell'esercizio 2027 prima che le forniture migliorino nel 2028.

Sul Duo in sé le opinioni di chi segue il titolo in borsa divergono. Gene Munster di Deepwater ha raddoppiato la sua stima sulla quota del Duo nei ricavi da iPhone dell'esercizio 2027, dal 5 al 10 per cento. Jefferies mantiene il giudizio negativo e legge il prezzo dei 256 GB come una scelta di volumi a scapito dei margini, sensata ma costosa. IDC prevede che Apple venderà tutti i pieghevoli che riuscirà a produrre e che entro fine 2027 avrà il 40 per cento di questa nicchia. Le azioni hanno perso l'1 per cento nel pomeriggio di mercoledì, una reazione che secondo Wamsi Mohan di Bank of America si ripete quasi a ogni evento iPhone e viene di solito recuperata nei due mesi successivi.

C'è poi un cambiamento che riguarda il calendario. Da quindici anni l'evento di settembre serviva a presentare tutta la nuova gamma di iPhone; mercoledì sono arrivati soltanto il Duo e i due modelli Pro. Degli iPhone 18 base, quelli che sostituiranno i 17, non si è parlato e i siti di settore li danno per i primi mesi del 2027. Secondo Munster il ciclo di lancio sdoppiato potrebbe portare la crescita dei ricavi nel trimestre di marzo 2027 vicino al 20 per cento, contro il 14 stimato da Wall Street.

Sul nome, infine, il mondo della tecnologia ha ironizzato molto. "Duo" era già stato usato da Google per un'app di videochiamate chiusa nel 2022 e da Microsoft per i Surface Duo, telefoni a doppio schermo che non hanno mai avuto successo; SmartWorld ha definito la scelta «curiosa, per usare un eufemismo». Duolingo, la cui mascotte si chiama Duo, ha scritto su X di sentirsi copiata e Samsung Mobile US ha risposto esprimendo solidarietà: hanno copiato anche noi. Ternus, nel comunicato, ha chiamato il Duo «il cambiamento più trasformativo dell'iPhone dall'originale». Toccherà a lui, ex responsabile hardware con un profilo pubblico quasi inesistente fino a due settimane fa, convincere i clienti di un marchio costruito sul lusso di massa che un telefono da duemila dollari ha senso. I preordini negli Stati Uniti aprono il 16 ottobre, le consegne cominciano il 23.

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