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L’ultimo giorno di Tim Cook alla guida di Apple
Attualità31 agosto 2026

L’ultimo giorno di Tim Cook alla guida di Apple

Dopo quasi quindici anni lascia il posto a John Ternus, al quale consegna un’azienda molto più grande e ricca di quella ereditata da Steve Jobs, ma alle prese con la sfida dell’intelligenza artificiale e con la necessità di tornare a sorprendere.

Oggi è l'ultimo giorno di Tim Cook come amministratore delegato di Apple. Da domani, 1° settembre, il ruolo passa a John Ternus, fino a ieri senior vice president della divisione hardware engineering dell'azienda. Cook resterà comunque in Apple, ma come presidente esecutivo del consiglio di amministrazione, con un ruolo concentrato soprattutto sui rapporti con i governi e i regolatori nel mondo.

Il cambio al vertice era stato annunciato lo scorso aprile, al termine di un percorso di pianificazione della successione durato anni e approvato all'unanimità dal consiglio di amministrazione. Nella stessa occasione Apple ha riorganizzato anche altre caselle dirigenziali: a Johny Srouji, che finora si occupava della progettazione dei chip, è stato affidato il nuovo incarico di Chief Hardware Officer.

Cook aveva preso il comando di Apple il 24 agosto 2011, quando Steve Jobs si era dimesso da CEO per motivi di salute. Jobs sarebbe morto circa sei settimane più tardi. Cook non aveva il profilo del fondatore: era arrivato in Apple nel 1998 come vicepresidente senior per le operazioni globali, dopo esperienze in IBM e Compaq, e Jobs lo aveva voluto soprattutto per riorganizzare la catena di fornitura dell'azienda, all'epoca uno dei suoi punti più deboli.

Nei quasi quindici anni successivi la capitalizzazione di Apple è passata da circa 350 miliardi di dollari a oltre 5mila miliardi, soglia raggiunta per la prima volta lo scorso luglio. Il fatturato annuo è salito da 108 miliardi di dollari nel 2011 a quasi 400 miliardi nel 2025, e soltanto quello dell'iPhone è passato da 47,1 a 209,6 miliardi. Sotto la sua guida Apple ha lanciato l'Apple Watch, gli AirPods, Apple Pay, Apple Music, Apple TV+ e il visore Vision Pro, e ha portato a termine il passaggio dai processori Intel ai chip progettati internamente, la linea Apple Silicon, che ha permesso ai Mac di allungare sensibilmente l'autonomia rispetto ai concorrenti. Cook ha anche spinto molto sulla crescita del settore Servizi - App Store, iCloud, Apple Music, le coperture AppleCare - che oggi supera i 100 miliardi di dollari l'anno ed è diventato la seconda fonte di fatturato dell'azienda dopo l'iPhone.

Giovedì scorso Cook ha partecipato alla sua ultima presentazione dei conti trimestrali da CEO, insieme al direttore finanziario Kevan Parekh. Ai dipendenti ha detto di sentirsi in buona salute e di avere ancora energie, e ha indicato tre ragioni dietro la scelta di lasciare proprio ora: i risultati recenti dell'azienda, un piano di prodotti che ha definito incredibile per i prossimi anni, e la maturità raggiunta da Ternus per il nuovo incarico.

Ternus, 51 anni, è nato in California nel 1975 e si è laureato in ingegneria meccanica all'Università della Pennsylvania nel 1997, dove ha gareggiato per anni nella squadra di nuoto dei Penn Quakers. Prima di Apple ha lavorato per un breve periodo alla Virtual Research Systems, un'azienda specializzata in visori per la realtà virtuale. È entrato a Cupertino nel 2001, nel team di progettazione prodotto, e ha lavorato inizialmente sull'Apple Cinema Display. Nel 2013 è diventato vicepresidente dell'ingegneria hardware, nel 2020 ha preso in carico anche la divisione iPhone, tolta a Dan Riccio, e dal 2021 siede nel gruppo dirigente di Apple come senior vice president, con la responsabilità di tutto lo sviluppo hardware dell'azienda: Mac, iPhone, iPad, Apple Watch, AirPods e Vision Pro.

È la prima volta dal 2011 che Apple cambia amministratore delegato. La scelta di promuovere un dirigente cresciuto internamente, con un profilo tecnico da ingegnere di prodotto più che da manager finanziario, viene letta più come una continuità con l'impostazione di Cook che come una rottura. Uno dei primi dossier che Ternus dovrà affrontare riguarda l'intelligenza artificiale, settore in cui Apple ha investito meno rispetto ai principali concorrenti e in cui non ha ancora mostrato pubblicamente i risultati annunciati nel 2024 con Apple Intelligence. Per Ternus comincia quindi una fase piuttosto complicata: dovrà dimostrare che Apple sa ancora inventare prodotti capaci di cambiare abitudini, e non soltanto rendere ogni anno un po’ migliori quelli che già vende. Cook gli lascia un’azienda enormemente più grande, ricca e influente di quella che ricevette da Jobs nel 2011, ma anche con aspettative molto più difficili da soddisfare.

Per quasi quindici anni Cook è stato quello che doveva sostituire Steve Jobs, un compito che all’epoca sembrava quasi impossibile. Alla fine ha fatto una Apple molto diversa da quella di Jobs, e soprattutto una Apple che ha continuato a funzionare benissimo anche senza Jobs.

Grazie, Tim!

 

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