Il vescovo di Oslo, Fredrik Hansen, ha reso nota l'indizione del primo sinodo nella storia della diocesi cattolica norvegese. L'annuncio è giunto il 29 luglio, giorno dedicato al martirio di Sant'Olav, nel corso della messa pontificale celebrata nella cattedrale di St. Olav, a poco più di dodici mesi dal suo ingresso alla guida del bispedømme.
Nell'omelia il presule ha richiamato la figura del sovrano norvegese quale edificatore della Chiesa nel Nord Europa, ricordando che il suo impegno riguardò soprattutto la chiamata di vescovi e sacerdoti in grado di garantire l'annuncio della parola e la celebrazione dei sacramenti in ogni angolo del regno. Un'eredità, ha sottolineato Hansen, ben lontana dall'essersi esaurita: «Costruire la Chiesa nel nostro Paese e nella nostra diocesi non è cosa che Sant'Olav abbia terminato».
Da qui la decisione di convocare un'assemblea sinodale, motivata anche dall'obsolescenza degli strumenti pastorali attualmente in vigore. Il piano pastorale diocesano risale al 2015, quello dedicato a bambini e ragazzi al 2017, le linee guida per la cura pastorale degli immigrati al 2014, quelle sulla catechesi addirittura al 1999. Gli statuti dei consigli parrocchiali e dei consigli per gli affari economici delle parrocchie portano la data del 2007 e del 2008. Il consiglio pastorale diocesano, i cui statuti erano stati rinnovati nel 2023, è invece decaduto per legge canonica al momento dell'avvicendamento episcopale dello scorso anno.
Hansen ha collocato la scelta in una cornice storica e giuridica, ripercorrendo l'evoluzione dell'istituto sinodale: dalle assemblee dei primi secoli fino ai sinodi diocesani veri e propri, resi obbligatori con cadenza annuale dal concilio di Trento e poi decennale dal Codice del 1917, mentre la legislazione canonica oggi vigente (can. 461 §1) ne rimette la convocazione alla libera discrezione del vescovo. Il documento Apostolorum successores, ha ricordato il presule, definisce comunque questo strumento come il principale organismo consultivo attraverso cui i fedeli concorrono al governo pastorale di una diocesi.
Prima di procedere, il vescovo ha adempiuto agli obblighi canonici previsti: ha sentito il consiglio presbiterale e ha informato la nunziatura apostolica, il proprio predecessore alla guida della diocesi e il vescovo di Trondheim, che presiede la conferenza episcopale nordica. Il decreto di indizione è stato firmato in sacrestia subito dopo la celebrazione.
Il percorso prevede a breve la nomina di una commissione preparatoria, di una segreteria e di un moderatore. Seguirà una consultazione capillare rivolta a tutte le parrocchie, ai monasteri, ai consigli e alle commissioni diocesane, alle associazioni e alle istituzioni, oltre che ai singoli fedeli; ai parroci è stato chiesto di organizzare incontri di ascolto nelle rispettive comunità. Sul materiale raccolto lavoreranno gruppi incaricati di redigere un nuovo piano pastorale organico e nuovi statuti per il consiglio pastorale, destinato a essere ricostituito, oltre che per i consigli parrocchiali e finanziari locali. Le bozze saranno poi discusse in assemblee allargate, con rappresentanti provenienti da tutto il territorio diocesano.
L'orizzonte temporale indicato da Hansen è il 29 luglio 2029, data in cui il vescovo intende promulgare solennemente i documenti conclusivi. Il cammino si inserisce così nell'avvicinamento al 2030, anno in cui ricorrerà il millenario del martirio di Sant'Olav, celebrazione per cui la diocesi ha già avviato diverse iniziative, tra cui il pellegrinaggio alla fonte di Olavskilden, a Vatnås, che nei giorni successivi all'omelia ha atteso l'arrivo di circa ottocento fedeli.
Nella medesima celebrazione il vescovo ha inoltre ammesso David Ottersen e André Nguyen tra i candidati all'ordinazione sacerdotale, cogliendo l'occasione per invitare i presenti a pregare per la loro formazione e per nuove vocazioni. Richiamando la Prima lettera ai Corinzi e la costituzione conciliare Lumen gentium sulla varietà dei carismi che edificano un solo corpo, Hansen ha voluto legare l'annuncio sinodale all'immagine di una Chiesa costruita dal contributo corale dei suoi membri.



