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Cosa è successo alle elezioni in Sassonia-Anhalt
Attualità06 settembre 2026

Cosa è successo alle elezioni in Sassonia-Anhalt

L'AfD ha preso il 44 per cento dei voti e ha più che raddoppiato il risultato di cinque anni fa. Le mancano tre seggi per la maggioranza assoluta, ma nessuno degli altri partiti sa come mettere in piedi un governo senza di lei

Domenica 6 settembre si è votato in Sassonia-Anhalt, un Land della Germania orientale con poco più di due milioni di abitanti e capitale Magdeburgo, per rinnovare il Landtag, cioè il parlamento regionale. Secondo le proiezioni diffuse in serata da ARD e ZDF, i due grandi canali pubblici, Alternative für Deutschland (AfD), il partito di estrema destra, ha ottenuto il 44 per cento dei voti. Nessun partito aveva raggiunto una percentuale simile in un'elezione regionale tedesca negli ultimi dieci anni, e l'AfD stessa non era mai andata così in alto in nessuna elezione: alle regionali del 2021, nello stesso Land, si era fermata al 20,8 per cento.

La CDU, il partito cristiano-democratico che governa la Sassonia-Anhalt ininterrottamente dal 2002 e che a livello nazionale guida la coalizione del cancelliere Friedrich Merz, ha perso metà dei suoi voti: dal 37,1 per cento di cinque anni fa a circa il 17,5. Il suo candidato, il presidente uscente Sven Schulze, si è congratulato con l’AfD per congratularsi del risultato e ha detto in televisione che «non è stato un bel giorno per la CDU». Il candidato dell'AfD, Ulrich Siegmund, 35 anni, ha rivendicato il diritto di formare il prossimo governo. Il problema è che, con ogni probabilità, i numeri per farlo da solo non li ha, e nessun altro partito vuole governare con lui.

I numeri

Alle 22 di Domenica, con lo scrutinio ancora in corso, le proiezioni della Forschungsgruppe Wahlen per la ZDF e di Infratest dimap per la ARD davano l'AfD al 44 per cento e la CDU tra il 17,5 e il 17,8. Seguivano, quasi appaiati, tre partiti intorno al 9 per cento: la SPD (i socialdemocratici, tra il 9 e il 9,2, in leggera crescita rispetto all'8,4 del 2021), i Verdi (tra l'8,9 e il 9, il loro miglior risultato di sempre in Sassonia-Anhalt, dove nel 2021 avevano preso il 5,9) e la Linke (tra l'8,6 e l'8,9, in calo dall'11). Il BSW, il partito fondato nel 2024 dall'ex leader della Linke Sahra Wagenknecht, oscillava tra il 5 e il 5,1 per cento, cioè esattamente sulla soglia di sbarramento del 5 per cento sotto la quale un partito resta fuori dal parlamento. La FDP, i liberali che facevano parte del governo uscente, è crollata dal 6,4 al 2,5 per cento e ha perso tutti i seggi.

Tradotto in seggi, il Landtag di Magdeburgo ne ha 83 e la maggioranza assoluta è a 42. Le proiezioni assegnano all'AfD 39 seggi, alla CDU 16, a SPD, Verdi e Linke 8 ciascuno e al BSW 4. Sono numeri che potrebbero cambiare di qualche unità con il risultato ufficiale provvisorio, atteso nella notte, e la variabile più importante è proprio il BSW: se alla fine restasse sotto il 5 per cento, i suoi quattro seggi verrebbero ridistribuiti tra gli altri partiti in proporzione ai voti, e l'AfD si avvicinerebbe molto alla soglia dei 42.

L'affluenza è stata altissima. Le proiezioni la collocano tra il 76,9 e il 78,1 per cento degli 1,7 milioni di aventi diritto, contro il 60,3 per cento del 2021. È un record per il Land, e smentisce l'idea che l'avanzata dell'AfD dipenda dall'astensionismo degli altri: questa volta hanno votato quasi tutti, e l'AfD ha vinto comunque.

Come si era arrivati a questo voto

La Sassonia-Anhalt è governata dalla CDU dal 2002. Per quindici anni, dal 2011 al gennaio del 2026, il presidente del Land è stato Reiner Haseloff, un cristiano-democratico dell'ala moderata che aveva costruito la propria immagine politica sull'opposizione frontale all'AfD. Nel 2021 Haseloff aveva vinto le elezioni con il 37,1 per cento e aveva formato una coalizione con SPD e FDP, chiamata in Germania «coalizione Germania» perché i colori dei tre partiti (nero, rosso e giallo) sono quelli della bandiera: era l'unica del genere in tutto il Paese. A gennaio Haseloff ha lasciato l'incarico a Sven Schulze, che era il suo ministro dell'Economia, con l'idea di dargli il tempo di farsi conoscere prima del voto. Non è bastato.

L'AfD siede nel Landtag di Magdeburgo dal 2016, quando entrò con il 24,3 per cento. Nel 2021 era scesa al 20,8. Poi, a partire dal 2023, i sondaggi hanno cominciato a segnalare una crescita costante: già a settembre 2025, un anno prima del voto, un'indagine di Infratest dimap per la Volksstimme, la Mitteldeutsche Zeitung e la MDR dava l'AfD al 39 per cento e la CDU al 27. Nelle ultime settimane di campagna le rilevazioni superavano il 40, e la domanda che tutti si facevano non era se l'AfD avrebbe vinto, ma se avrebbe preso la maggioranza assoluta dei seggi.

Il contesto ha un elemento in più rispetto ad altri Länder. Dall'autunno del 2023 l'Ufficio regionale per la protezione della Costituzione (il Landesamt für Verfassungsschutz, cioè il servizio di intelligence interna, che in Sassonia-Anhalt dipende dal ministero dell'Interno) classifica la sezione regionale dell'AfD come «sicuramente di estrema destra» (gesichert rechtsextremistisch), il livello più alto della sua scala. La motivazione, riportata dalla Bundeszentrale für politische Bildung, è che il programma del partito è «permeato dall'ideologia razzista dell'etnopluralismo» e mira alla «creazione di società etnicamente pure». L'AfD contesta la classificazione in tribunale, ma il procedimento è al momento sospeso. Nel 2025, secondo la MDR, un rapporto dell'Ufficio federale per la protezione della Costituzione citava per nome 20 dei 30 deputati regionali dell'AfD in Sassonia-Anhalt, una proporzione che non ha eguali in nessun altro Land.

Chi è Ulrich Siegmund

Ulrich Siegmund è nato nel 1990 a Havelberg, una cittadina dell'Altmark, la regione settentrionale e più rurale del Land, e vive a Tangermünde, sull'Elba. Ha fatto un apprendistato come commerciante all'ingrosso, ha lavorato nelle vendite e come account manager per una clinica oculistica di Berlino, e nel 2016 ha completato per corrispondenza una laurea triennale in economia e psicologia economica. Nel 2014 ha aperto una piccola azienda di marketing. A diciannove anni si era iscritto alla CDU; l'ha lasciata nel 2014 per entrare nell'AfD, appena fondata, ed è stato eletto nel Landtag due anni dopo, a 25 anni. Dall'agosto del 2022 guida il gruppo parlamentare insieme a Oliver Kirchner. Nel maggio del 2025 il congresso regionale del partito lo ha scelto come candidato presidente con 231 voti su 237.

Fuori dalla Sassonia-Anhalt il suo nome è diventato noto nel gennaio del 2024, quando la testata investigativa Correctiv rivelò che il 25 novembre 2023 Siegmund aveva partecipato a una riunione riservata in una villa di Potsdam con esponenti dell'estrema destra tedesca e austriaca, tra cui Martin Sellner, leader del movimento identitario, in cui si era discusso di un piano di «remigrazione», cioè di espulsione di massa di persone di origine straniera, compresi cittadini tedeschi. Secondo Correctiv, Siegmund disse in quella sede che «l'aspetto delle strade» doveva cambiare, che i ristoranti stranieri andavano messi sotto pressione e che la Sassonia-Anhalt doveva diventare per quelle persone un posto «il più possibile poco attraente in cui vivere». Nella stessa occasione raccolse donazioni per la campagna elettorale del 2026. Siegmund ha sempre negato di aver partecipato a progetti contrari alla Costituzione, ha definito l'incontro «un caffè tra amici» e ha parlato di «colpa per contatto». Nel febbraio del 2024 il Landtag lo rimosse dalla presidenza della commissione Affari sociali.

Il suo strumento politico principale è TikTok. Con il profilo «Mutzurwahrheit90» (coraggio per la verità, più l'anno di nascita) ha circa 760mila follower, uno dei numeri più alti tra i politici tedeschi. I video lo mostrano mentre spilla birra alle feste di paese, fa selfie, parla con gli anziani davanti agli ambulatori chiusi. Il tono è cordiale e privo delle asprezze retoriche di Björn Höcke, il leader dell'AfD in Turingia con cui però Siegmund è politicamente molto vicino. Nella riunione di Potsdam, sempre secondo Correctiv, Siegmund aveva descritto proprio questa come la sua strategia: prima conquistare simpatia, e portare i contenuti politici alla fine.

Cosa c'è nel programma

L'AfD della Sassonia-Anhalt non chiama il suo documento elettorale «programma», ma «programma di governo» (Regierungsprogramm). Si intitola «Das Land zuerst», «prima il Land», ed è lungo 258 pagine, dopo una prima versione di 156 approvata in aprile. L'architetto del testo è Hans-Thomas Tillschneider, vicepresidente regionale del partito, un ex docente universitario di studi islamici considerato tra i dirigenti più radicali. Il partito ha presentato anche un «programma dei primi 100 giorni» con le misure che intende adottare subito. Di seguito i punti principali, con le valutazioni che ne hanno fatto i giuristi della Legal Tribune Online (LTO), la principale rivista giuridica online tedesca, in un'analisi pubblicata il 29 agosto.

Migrazione. È il capitolo più lungo e il cuore del programma. L'AfD chiede una «offensiva di espulsioni e remigrazione», uno «stop all'accoglienza per i cittadini non comunitari» e l'abolizione del diritto d'asilo garantito dalla Costituzione tedesca; su quest'ultimo punto il programma ammette che un governo regionale non può farlo, e promette di proporlo al Bundesrat, la camera dei Länder. Prevede la confisca di contanti e beni di valore dei richiedenti asilo al momento dell'arrivo, l'alloggio in centri collettivi lontani dai centri urbani e un obbligo di lavoro per chi è in attesa di espulsione. Secondo un'analisi del Verfassungsblog citata da LTO, meno di un quarto delle richieste in materia di migrazione è realizzabile con la legge attuale a livello regionale, perché asilo e stranieri sono materie federali.

Sicurezza. Il programma vuole istituire una «guardia civica volontaria» (Bürgerwacht) accanto alla polizia, sotto la responsabilità degli uffici comunali dell'ordine pubblico, per garantire «presenza e pulizia». Corpi simili esistono già in Baviera, Sassonia e Assia, con poteri di osservazione e segnalazione e senza facoltà di usare la forza. Il testo dell'AfD lascia volutamente indefinito quali poteri avrebbero i volontari, e Chris Schulenburg, portavoce per gli affari interni del gruppo CDU nel Landtag, ha parlato del rischio di «squadre di picchiatori vestiti di scuro». L'AfD vuole inoltre che l'estremismo di sinistra, e in particolare l'«Antifa», sia dichiarato la minaccia principale per l'ordine pubblico, e che le contromanifestazioni siano tenute a una «distanza minima» dai cortei, imponibile con la forza.

Servizi segreti e amministrazione. L'AfD vuole ridurre il Verfassungsschutz regionale, l'ufficio che l'ha classificata come estremista, a compiti «classicamente di intelligence» come controspionaggio e antiterrorismo, togliendogli il monitoraggio dei partiti. Siegmund ha annunciato che in caso di vittoria sostituirebbe tra 150 e 200 funzionari dell'amministrazione regionale, compresi i dirigenti che «bloccano attivamente» la politica del partito. Secondo LTO, un'abolizione completa dell'ufficio sarebbe difficilmente legale, perché la legge federale presuppone che ogni Land ne abbia uno; una riorganizzazione rientra invece nei poteri del governo regionale. Quanto al personale, solo i cosiddetti funzionari politici (per esempio il presidente dell'ufficio) possono essere rimossi senza motivazione; gli altri godono di tutele forti e possono ricorrere ai tribunali amministrativi.

Giustizia. Il programma chiede processi più rapidi, pene più severe, l'abbassamento a dodici anni dell'età della responsabilità penale e l'eliminazione del trattamento attenuato per i giovani adulti: tutte materie che dipendono dal parlamento federale. Contiene però una disposizione che riguarda direttamente i giudici: «Incoraggeremo i giudici a punire con la massima durezza, contro lo spirito malato della sinistra, ogni assassino, omicida, stupratore, ladro». A livello regionale l'AfD vorrebbe introdurre commissioni per l'elezione dei giudici, come esistono in altri Länder, composte in maggioranza da magistrati. LTO osserva che una commissione del genere è comunque eletta dal parlamento, e che un partito con la maggioranza semplice nel Landtag potrebbe controllarne la composizione e con essa le nomine.

Radio e televisione pubbliche. L'AfD vuole disdire i trattati interstatali sull'emittenza pubblica, ridurre il servizio pubblico a un «Grundfunk», cioè a un servizio minimo, e abolire il canone, sostituendolo con pubblicità, abbonamenti o fondi del bilancio regionale. La disdetta è possibile ma diventerebbe efficace non prima della fine del 2028; la Sassonia-Anhalt uscirebbe dalla MDR, l'emittente comune con Sassonia e Turingia, e perderebbe il programma regionale. La Corte costituzionale federale ha però stabilito da decenni che lo Stato deve garantire un'offerta pubblica ampia e indipendente dal potere politico, e che il finanziamento non può diventare uno strumento di pressione sui programmi. Secondo LTO, il quadro potrebbe essere cambiato in modo profondo, ma non oltre quei limiti.

Scuola e università. Il programma vuole sostituire l'obbligo scolastico con un «obbligo formativo»: i genitori potrebbero istruire i figli a casa, con verifiche scolastiche semestrali. I bambini con disabilità non dovrebbero più frequentare le scuole ordinarie, e i figli di rifugiati dovrebbero essere messi in «classi speciali» per tutta la durata del percorso scolastico, non solo per imparare il tedesco. Su quest'ultimo punto il costituzionalista Felix Hanschmann della Bucerius Law School di Amburgo ha detto al Deutsches Schulportal che la proposta viola «chiaramente il diritto costituzionale e internazionale», e Winfried Kluth, dell'Università di Halle-Wittenberg, l'ha giudicata incompatibile con il diritto dell'Unione Europea e con la Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia. Nelle università l'AfD vuole togliere i finanziamenti agli studi di genere, «spingere» le scienze umane verso quello che considera un vero standard scientifico, contrastare gli studi postcoloniali e abolire la rappresentanza studentesca negli organi di governo. Gli insegnanti dovrebbero essere vincolati a una neutralità più rigida, che secondo LTO servirebbe soprattutto a impedire loro di prendere posizione contro la destra.

Cultura, identità, religione. Lo slogan promozionale del Land, #moderndenken (pensare moderno), diventerebbe #deutschdenken (pensare tedesco). I finanziamenti alla cultura andrebbero ai progetti che contribuiscono alla «ricerca dell'identità tedesca», mentre l'arte «antitedesca» non riceverebbe più soldi pubblici; una mozione del gruppo AfD nel Landtag prevedeva già che gli operatori culturali dichiarassero la propria adesione alla «cultura nazionale tedesca» per ottenere i fondi. I teatri sarebbero finanziati solo se mettono in scena opere tedesche. Il Centro tedesco per la ricerca dei beni culturali sottratti, che si occupa tra l'altro delle opere razziate dai nazisti, perderebbe i fondi, da destinare a monumenti per i soldati tedeschi caduti. La Landeszentrale für politische Bildung, l'agenzia regionale per l'educazione civica che finanzia tra l'altro le visite scolastiche ai campi di concentramento, verrebbe sostituita da un «Istituto regionale per la formazione politica e l'identità culturale». Sull'islam il programma è esplicito: «L'islam non appartiene né alla Germania né alla Sassonia-Anhalt», la libertà religiosa è stata «gonfiata fino a diventare un superdiritto» e va «riportata a misure adeguate», «no al muezzin e al minareto». Le moschee sono definite «edifici di lusso orientali». Il programma parla anche di «lobby islamica», «ideologia arcobaleno», «lobby trans» e «fanatici perversi di sinistra».

Famiglia e demografia. L'AfD teme «l'estinzione del popolo tedesco» e propone un «assegno di benvenuto» per ogni nascita, premi per le famiglie numerose, contributi per la fecondazione assistita, prestiti agevolati e asili gratuiti. Vuole sostituire le consigliere per le pari opportunità con «consigliere per la famiglia», limitare l'attività dei centri che rilasciano i certificati di consulenza necessari per abortire, vietare il linguaggio inclusivo negli atti pubblici e togliere le bandiere arcobaleno dalle scuole.

Energia ed economia. Il programma chiede di fermare la costruzione di nuove pale eoliche e di eliminare i vantaggi normativi di cui gode l'eolico, di abbandonare la transizione energetica e, secondo la sintesi della piattaforma Campact, di tornare a importare energia dalla Russia. Su questo punto in agosto aveva fatto discutere un dettaglio raccontato dal giornalista Paul Ronzheimer: nell'ufficio di Tillschneider c'era una tazza promozionale dell'esercito russo. Il programma chiede infine meno medici stranieri, considerati inadatti a curare pazienti tedeschi per «differenze culturali», e più posti nelle facoltà di medicina: in Sassonia-Anhalt circa il 15 per cento dei medici ha un passaporto straniero, e i direttori degli ospedali ripetono da anni che senza di loro i reparti chiuderebbero.

Quanto costerebbe

Il Leibniz-Institut für Wirtschaftsforschung di Halle (IWH), uno dei principali istituti economici tedeschi, ha provato a calcolare il costo del programma. Su 136 misure che comporterebbero spese per il Land, solo 28 erano quantificabili con dati ufficiali, e quelle da sole valgono 1,6 miliardi di euro all'anno. Sommando il nuovo debito già previsto dal bilancio regionale, l'IWH arriva a un fabbisogno di 2,5 miliardi l'anno, a fronte di risparmi documentabili per circa 243 milioni. Il buco sarebbe di almeno 2,2 miliardi di euro all'anno, per un Land il cui bilancio annuale è di circa 15 miliardi. Il Deutsches Institut für Wirtschaftsforschung (DIW) di Berlino ha simulato uno scenario più estremo, con l'AfD al governo anche a livello federale e l'applicazione del suo programma nazionale (uscita dall'euro e dall'Unione Europea, stop all'immigrazione, tagli alla spesa): in Sassonia-Anhalt il reddito medio calerebbe di circa 1.600 euro a persona all'anno e sparirebbero circa 10mila posti di lavoro. Il DIW l'ha chiamato «paradosso AfD»: le zone strutturalmente più deboli, dove il partito prende più voti, sarebbero quelle che pagherebbero di più.

Chi governa adesso

Con 39 seggi su 83 l'AfD è lontana tre seggi dalla maggioranza assoluta. Nessuno degli altri cinque partiti che entrano nel Landtag vuole formare una coalizione con lei, e la CDU lo ha ripetuto anche domenica sera. Siegmund, dal canto suo, ha escluso prima del voto di guidare un governo di minoranza, e domenica in televisione ha detto: «Non vogliamo piegarci per qualche opzione di potere». Alice Weidel, co-presidente nazionale del partito, ha parlato di «un mandato di governo chiarissimo»: il partito più votato, ha detto, ha sempre il compito di formare il governo.

Il meccanismo che rende la situazione delicata è previsto dalla Costituzione regionale. Il presidente del Land viene eletto dal Landtag e, al primo scrutinio, deve ottenere la maggioranza dei membri dell’assemblea. Se nessun candidato ci riesce, entro sette giorni si tiene un secondo voto, ancora a maggioranza assoluta. Se anche questo fallisce, entro i quattordici giorni successivi il Landtag deve prima decidere se sciogliersi anticipatamente: per farlo serve la maggioranza dei suoi membri. Se lo scioglimento non viene approvato, si procede immediatamente a un nuovo scrutinio per eleggere il presidente del Land, e a quel punto è sufficiente la maggioranza semplice dei voti espressi.

È questo passaggio a rendere possibile, almeno in teoria, un’elezione di Ulrich Siegmund anche senza una maggioranza assoluta dell’AfD. Non basterebbero però automaticamente i soli voti del suo partito: servirebbe che gli altri gruppi non riuscissero a convergere su un candidato alternativo e che, nel voto decisivo, astensioni o dispersione dei voti lasciassero Siegmund con il maggior numero di preferenze. Per impedirlo, CDU, SPD, Verdi, Linke ed eventualmente BSW dovrebbero trovare un accordo sufficientemente ampio, superando anche il tradizionale rifiuto di una parte della CDU di dipendere dai voti della Linke.

Il BSW, se dovesse confermare l'ingresso nel Landtag, si è offerto come «terza via». La sua presidente Amira Mohamed Ali ha detto in televisione che il partito è aperto a una collaborazione «su singoli punti» con chiunque, ma tra i dirigenti dell'AfD presenti alla festa elettorale di Magdeburgo prevaleva lo scetticismo: troppo instabile, troppi compromessi. Nella stessa serata circolava un'altra ipotesi, che nelle prossime settimane qualche deputato della CDU passi al gruppo dell'AfD, portandola oltre i 42 seggi. Nel frattempo il governo uscente di Schulze resta in carica per gli affari correnti, e le trattative potrebbero durare a lungo. Il politologo Karl-Rudolf Korte ha riassunto così: «Nessun mandato di governo per nessuno».

C'è infine una questione che l'AfD ha sollevato prima e durante il voto. Il partito nazionale aveva invitato i propri sostenitori a presentarsi ai seggi come osservatori dello spoglio, cosa lecita in Germania. Dopo un sospetto di irregolarità in una casa di riposo di Dessau-Roßlau, dove sarebbe stato espresso il voto di una donna di 95 anni con demenza, Siegmund aveva parlato di «falsificazione elettorale», senza portare prove. I responsabili degli uffici elettorali hanno respinto le accuse. Il Tagesspiegel nota che questa linea permette al partito di tenersi pronta la narrazione di un'elezione «rubata», nel caso in cui alla fine gli mancassero pochi voti.

Le reazioni

Poco dopo le 18, sul palco dell'Altes Theater di Magdeburgo dove l'AfD festeggiava, non è salito Siegmund ma Björn Höcke, che ha intonato «So ein Tag, so wunderschön wie heute», una canzone popolare da stadio, e ha parlato di «vittoria storica». Tino Chrupalla, co-presidente del partito, ha detto: «Friedrich Merz voleva dimezzarci, noi abbiamo dimezzato la CDU», riferendosi a una frase con cui Merz, anni fa, aveva promesso di dimezzare i consensi dell'AfD. Quasi tutta la dirigenza nazionale del partito era a Magdeburgo. Leif-Erik Holm, il candidato dell'AfD in Meclemburgo-Pomerania Anteriore, dove si vota tra due settimane, ha definito il risultato «uno spostamento di placche continentali».

Sven Schulze ha ammesso che «è stata una grande sfida» e ha promesso che la CDU farà la sua parte per il Land. Sepp Müller, vicepresidente del gruppo CDU al Bundestag ed eletto in Sassonia-Anhalt, ha parlato di «sconfitta storica»; Nina Warken, ministra della Cancelleria, di una «cesura per il Land». Heidi Reichinnek, capogruppo della Linke al Bundestag, ha detto che è stata «una serata crudele». Lars Klingbeil, presidente della SPD e vicecancelliere, ha detto che «molte persone hanno paura» e che il Paese deve restare aperto al mondo. Felix Banaszak, co-presidente dei Verdi, ha rivendicato «il miglior risultato della storia» del partito nel Land.

Cosa cambia per Berlino

La CDU di Merz governa a Berlino con la SPD dalla primavera del 2025, e il risultato della Sassonia-Anhalt è il peggiore che il partito abbia mai avuto in quel Land. Il 20 settembre si vota di nuovo, a Berlino e in Meclemburgo-Pomerania Anteriore. In quest’ultimo Land l’ultima rilevazione di Infratest dimap, pubblicata il 3 settembre, dà l’AfD al primo posto con il 35 per cento, davanti alla SPD al 32. A Berlino la situazione è molto diversa: le rilevazioni dei primi giorni di settembre collocano l’AfD intorno al 18 per cento, dietro alla CDU e alla Linke. La crescita del partito resta molto forte anche negli altri Länder orientali: l’ultima rilevazione disponibile lo dà al 42 per cento in Sassonia, al 40 in Turingia e al 37 in Brandeburgo.

La questione che il voto di oggi riapre è quella che in Germania si chiama Brandmauer, il «muro tagliafuoco»: la regola non scritta per cui nessun partito collabora con l'AfD a nessun livello. Finora ha tenuto ovunque, al prezzo di coalizioni sempre più larghe e sempre più eterogenee. La Sassonia-Anhalt è il primo Land in cui l'aritmetica rende quasi impossibile governare rispettando quella regola e senza includere la Linke, cosa che per una parte della CDU equivale a un altro tabù. È anche il primo Land in cui un partito classificato dai servizi come sicuramente di estrema destra si trova a tre seggi dal governo, con un programma che spiega in dettaglio cosa farebbe della polizia, dei servizi, dei giudici, delle scuole e della televisione pubblica. Se non riuscirà a governare, come ha osservato il Tagesspiegel, ne ricaverà comunque qualcosa: la conferma, agli occhi dei suoi elettori, che la volontà popolare viene ignorata.

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