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Estonia, l'addio di Stato a Siim Kallas
Attualità29 agosto 2026

Estonia, l'addio di Stato a Siim Kallas

Il corteo funebre ha attraversato Viimsi e Tallinn toccando le tappe della sua carriera, da Eesti Pank al Riigikogu. L'ex primo ministro, morto a 77 anni, fu tra gli artefici della riforma monetaria del 1992 e dell'ingresso del Paese in Ue e Nato

Tallinn - Il viaggio è cominciato a Viimsi, dove Siim Kallas viveva e dove, tra il 2017 e il 2019, aveva ricoperto l’incarico di sindaco del comune. Sabato 29 agosto l’Estonia ha accompagnato l’ex primo ministro nel suo ultimo viaggio con gli onori di Stato, una settimana dopo la morte avvenuta nella notte tra il 21 e il 22 agosto. Aveva 77 anni. La notizia della sua morte era stata resa pubblica dalla figlia Kaja Kallas, ex premier estone e attuale Alta rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri. 

Il governo aveva proclamato il 29 agosto giornata nazionale di lutto. Dalle 8 alle 21 la bandiera estone è esposta a mezz’asta sugli edifici dello Stato e delle amministrazioni locali, compresa la torre di Pikk Hermann, sopra Toompea, dove ogni mattina viene issato uno dei simboli più riconoscibili dell'indipendenza estone. Bandiere a lutto anche presso il monumento alla Guerra d’indipendenza e in altri luoghi pubblici del Paese.

Il percorso scelto per il feretro ha ripercorso buona parte della carriera pubblica di Kallas. Alle 9.40 il primo momento di commemorazione si è svolto davanti al municipio di Viimsi. Da lì il carro funebre è entrato a Tallinn, fermandosi alle 10.10 davanti al ministero degli Esteri, alle 10.15 davanti a Eesti Pank, la banca centrale, alle 10.20 al ministero delle Finanze, alle 10.26 davanti al Riigikogu e quattro minuti più tardi a Stenbock House, sede del governo. 

Sono le istituzioni nelle quali Kallas ha trascorso gran parte della sua vita politica: governatore di Eesti Pank dal 1991 al 1995, ministro degli Esteri tra il 1995 e il 1996, ministro delle Finanze dal 1999 al 2002, primo ministro dal 2002 al 2003 e più volte deputato al Riigikogu. Il governo estone lo considera inoltre uno dei protagonisti della costruzione dell’assetto economico della Repubblica restaurata e del percorso che portò il Paese nell’Unione europea e nella NATO.

Alle 10.40 il feretro è arrivato davanti all’Estonia Concert Hall, nel centro di Tallinn. Ad attenderlo c’erano la compagnia d’onore del Guard Battalion delle Forze di difesa e la banda militare. All’interno dell’edificio si sono alternati nella guardia d’onore rappresentanti del comune di Viimsi, del Reformierakond, dei ministeri degli Esteri e delle Finanze, della banca centrale e del Parlamento. Dalle 11 la sala è stata aperta anche ai cittadini che volevano rendere omaggio a Kallas e firmare il libro delle condoglianze. 

La cerimonia all’Estonia Concert Hall

La commemorazione ufficiale è iniziata alle 13 con l’inno nazionale e la partecipazione dell’Orchestra sinfonica nazionale estone, diretta da Olari Elts. Sono intervenuti il presidente Alar Karis, il primo ministro Kristen Michal, il governatore di Eesti Pank Ülo Kaasik, l’ex commissario europeo e attuale governatore della Banca di Finlandia Olli Rehn e Arne Mikk, membro onorario della Estonia Society. Il ricordo della famiglia Kallas è stato letto dall’attrice Helena Lotman.

Karis ha ricordato soprattutto la capacità di Kallas di trasformare idee che negli anni Ottanta potevano apparire molto ambiziose in decisioni politiche concrete. Secondo il presidente, fu anche attraverso il suo lavoro che l’Estonia poté diventare uno Stato moderno, legato all’Europa e fondato sulla tutela delle libertà. Dopo il discorso del capo dello Stato, gli attuali ed ex primi ministri hanno deposto sulla bara il martelletto utilizzato nelle sedute di governo.

Kristen Michal, oggi capo del governo e presidente del Reformierakond, ha ricordato invece che la misura di uno statista si vede anche dalla capacità delle sue decisioni di reggere alla prova dei decenni. Per Michal, Kallas aveva unito capacità politica, coraggio e perseveranza. I due avevano lavorato insieme per molti anni all’interno del partito fondato dallo stesso Kallas nel 1994.

Olli Rehn ha portato alla cerimonia il ricordo degli anni trascorsi insieme nella Commissione europea guidata da José Manuel Barroso. Ha definito Kallas «a remarkable Estonian, a great European» e ha ricostruito il filo che unì la sua attività nella fase finale dell’Unione Sovietica alla scelta europeista compiuta dall’Estonia indipendente. Rehn ha ricordato anche la stretta relazione di Kallas con la Finlandia, la sua conoscenza della lingua finlandese e la collaborazione tra Eesti Pank e Suomen Pankki. 

Dall’IME alla corona estone

Per capire il rilievo attribuito in Estonia alla morte di Kallas bisogna tornare al 1987, quando il Paese faceva ancora parte dell’Unione Sovietica. Il 26 settembre di quell’anno Kallas, insieme a Tiit Made, Edgar Savisaar e Mikk Titma, pubblicò sul quotidiano Edasi la proposta nota con la sigla IME, Isemajandav Eesti: un progetto che chiedeva una sostanziale autonomia economica dell’Estonia sovietica e conteneva già l’idea di una propria organizzazione monetaria.

Dopo il ripristino dell’indipendenza, il 20 agosto 1991, Kallas assunse la guida di Eesti Pank. Fu uno degli uomini centrali nella preparazione della riforma monetaria del giugno 1992, quando il rublo sovietico fu sostituito dalla corona estone. Il nuovo kroon venne agganciato al marco tedesco nel rapporto di otto corone per un marco e fu adottato un sistema basato sul currency board. La riforma consentì all’Estonia di separarsi rapidamente dall’area del rublo, allora colpita da una fortissima inflazione. 

Quella stagione politica continuò con la fondazione del Reformierakond nel novembre 1994. Kallas ne fu presidente per dieci anni. In seguito entrò nel governo, prima agli Esteri, poi alle Finanze e infine come primo ministro. Durante il suo mandato da capo del governo, tra il 2002 e il 2003, l’Estonia concluse i negoziati per l’adesione all’Unione europea. Il Paese entrò nell’UE e nella NATO nel 2004.

Nello stesso anno Kallas si trasferì a Bruxelles come primo commissario europeo dell’Estonia. Rimase nella Commissione per dieci anni e fu vicepresidente nei due esecutivi guidati da Barroso. Tra il 2010 e il 2014 ebbe la delega ai Trasporti. Tornato in Estonia, nel 2016 tentò senza successo l’elezione alla presidenza della Repubblica; quindi, guidò Viimsi e nel 2019 tornò al Riigikogu. 

Nel settembre 2024 lasciò il Parlamento e concluse la propria carriera politica. Il segretario generale del Reformierakond aveva spiegato allora a ERR che la decisione era legata a un peggioramento delle condizioni di salute, anche se Kallas, intervistato il giorno successivo, aveva presentato la scelta soprattutto come il momento naturale per lasciare spazio a una nuova generazione.

La cerimonia di sabato si è conclusa davanti all’Estonia Concert Hall con gli onori della compagnia militare, la banda delle Forze di difesa e i colpi a salve. È terminata così la parte pubblica delle esequie di un politico la cui carriera ha attraversato quasi per intero la storia dell’Estonia restaurata: dagli ultimi anni sovietici alla corona, dalla nascita del sistema politico degli anni Novanta fino all’ingresso del Paese nelle istituzioni europee.

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