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Su cosa punta il Vaticano nella formazione dei nuovi vescovi?
Santa Sede03 settembre 2026

Su cosa punta il Vaticano nella formazione dei nuovi vescovi?

Abusi, sinodalità, liturgia, gestione delle crisi, formazione del clero e rapporti con la Santa Sede: cosa studieranno i 147 presuli arrivati a Roma per il corso annuale

Città del Vaticano -  Sono 147 i vescovi di recente nomina arrivati in Vaticano per il corso di formazione che i Dicasteri per i Vescovi e per l’Evangelizzazione organizzano ogni settembre. Nel 2025 erano stati 192, nel 2024 ben 267. In due edizioni il gruppo si è quasi dimezzato.

La flessione si distribuisce in modo diseguale. Il corso del Dicastero per i Vescovi, destinato principalmente ai presuli delle circoscrizioni della Chiesa latina che rientrano nella competenza del Dicastero, passa da 153 iscritti nel 2024 a 114 nel 2025 e a 98 quest’anno. Quello del Dicastero per l’Evangelizzazione, che raccoglie i vescovi dei territori affidati alla Sezione per la prima evangelizzazione e le nuove Chiese particolari, l’erede di Propaganda Fide, scende da 114 a 78 e poi a 49: meno della metà rispetto a due anni fa.

Il corso è rivolto ai vescovi di recente nomina e ordinazione. La riduzione degli iscritti riflette quindi almeno in parte il minor numero di nuovi presuli, anche se i partecipanti non costituiscono una statistica completa delle nomine pontificie. I 267 del 2024 appartenevano ancora interamente alla fase finale del pontificato di Francesco; il gruppo del 2025 attraversava invece il passaggio tra Francesco e Leone XIV. Quello di quest’anno è il primo formato in larga parte da vescovi scelti e ordinati durante il nuovo pontificato.

Le due tradizioni hanno origini distinte. I seminari per i vescovi dei territori di missione risalgono al 1994, quando l’allora Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli cominciò a proporli ai suoi nuovi pastori. Il corso della Congregazione per i Vescovi nacque nel 2000 per volontà di san Giovanni Paolo II. Per oltre vent’anni i due gruppi hanno lavorato separatamente; dal 2024 una parte delle sessioni si tiene in comune alla Pontificia Università Urbaniana.  Il corso che Prevost ha diretto per due edizioni, il 10 settembre lo chiuderà da Papa, ricevendo in udienza i 147 partecipanti.

Il percorso offerto quest’anno dal Dicastero per i Vescovi ha per titolo «In Cristo, custodi della Magnifica Humanitas in tempi di trasformazione». Si è aperto ieri sera con una relazione del cardinale Arthur Roche, prefetto del Dicastero per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti. Stamani hanno parlato il cardinale Claudio Gugerotti, prefetto delle Chiese orientali, sul ministero episcopale, e l’Arcivescovo francescano Vittorio Viola, segretario del Culto divino, sulla liturgia; nel pomeriggio circoli minori per gruppi linguistici e incontro con i superiori del Dicastero. Domani, 4 settembre, monsignor Luis Javier Argüello García, presidente della Conferenza episcopale spagnola, tratterà della missione del pastore verso la famiglia e la società; nel pomeriggio monsignor Thibault Verny, presidente della Pontificia Commissione per la tutela dei minori, si occuperà di prevenzione e gestione dei casi di abuso; in serata il cardinale Pietro Parolin parlerà dell’azione della Santa Sede nel mondo globalizzato e della pace. Sabato 5 toccherà al cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto della Cultura e dell’Educazione, sui cambiamenti culturali, e al penitenziere maggiore Angelo De Donatis sul foro interno. 

I 49 del corso missionario, intitolato «Servitori della Comunione nella Chiesa», alloggiano al Pontificio Collegio Missionario San Pietro Apostolo, sul Gianicolo. Vengono, tra gli altri Paesi, da Algeria, Bangladesh, Camerun, Colombia, Congo, Costa d’Avorio, Etiopia, Filippine, Ghana, Honduras, India, Indonesia, Kenya, Madagascar, Mali, Myanmar, Namibia, Papua Nuova Guinea, Perù, Repubblica Centrafricana, Senegal, Seychelles, Isole Salomone, Sri Lanka, Sudafrica, Vietnam, Zimbabwe, Kirghizistan e Thailandia. Oggi il cardinale pro-prefetto Tagle presenta il Dicastero e il segretario Fortunatus Nwachukwu tiene una relazione su «tribalismo, castismo, razzismo e regionalismo esclusivo nella Chiesa contemporanea». Nel pomeriggio padre Joseph Koonamparampil illustra le facoltà speciali del Dicastero in materia di disciplina del clero, vita consacrata e amministrazione patrimoniale; monsignor Erwin Balagapo parla delle associazioni di fedeli e padre Anton Paul Padinjarathala della vita consacrata nelle Chiese di missione.

Domani la giornata è dedicata a fede e inculturazione: Messa presieduta da Parolin, poi il cardinale George Jacob Koovakad sul dialogo interreligioso, l’arcivescovo Aurelio García Macías su continuità e novità nella liturgia della prima evangelizzazione e, a chiudere, il cardinale Kurt Koch sul fenomeno delle sette e dei nuovi movimenti religiosi. Sabato, dopo la Santa Messa celebrata da Gugerotti, l’arcivescovo Anthony Randazzo, prefetto dei Testi legislativi, parlerà di strutture diocesane e tribunali alla luce dei motu proprio Mitis Iudex Dominus Iesus e Vos estis lux mundi; l’arcivescovo John Joseph Kennedy, segretario della Sezione disciplinare della Dottrina della fede, spiegherà come trattare i delicta graviora; nel pomeriggio l’arcivescovo Dario Gervasi e Gabriella Gambino, segretario e sottosegretaria del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, interverranno su accompagnamento e formazione nella cura pastorale.

Domenica è libera, con la possibilità di un pellegrinaggio ad Assisi nell’anno giubilare per gli ottocento anni dalla morte di san Francesco.

Lunedì 7 i due gruppi si riuniscono all’Urbaniana. La Messa sarà presieduta dal cardinale Ángel Fernández Artime, pro-prefetto della Vita consacrata; il cardinale Michael Czerny, prefetto emerito dello Sviluppo umano integrale, presenterà l'enciclica Magnifica humanitas; nel pomeriggio i cardinali Mario Grech, segretario generale del Sinodo, e Roberto Repole, arcivescovo di Torino, interverranno su «Per un’ecclesiologia sinodale: comunione, partecipazione, missione». Martedì 8, festa della Natività di Maria, Messa a Santa Maria Maggiore con il cardinale vicario Baldassare Reina; poi i cardinali Lazarus You Heung-sik, prefetto del Clero, e Tagle sulla formazione sacerdotale. La sessione pomeridiana riguarda il «legame missionario con la Santa Sede», vale a dire l’Obolo di San Pietro, il canone 1271, che impegna i vescovi a concorrere secondo le possibilità delle loro diocesi alle necessità della Sede Apostolica, e le Pontificie Opere Missionarie: ne parleranno l’arcivescovo Filippo Iannone, prefetto del Dicastero per i Vescovi, l’arcivescovo Samuele Sangalli, segretario aggiunto per l’amministrazione del Dicastero per l’Evangelizzazione, e padre Tadeusz Nowak, segretario generale della Pontificia Opera della Propagazione della Fede.

Mercoledì 9 i partecipanti si troveranno alla Pontificia Università Gregoriana: monsignor Peter Beer, docente dell’Istituto di Antropologia, sulla gestione delle crisi nel clero; padre Hans Zollner, preside dello stesso Istituto che aveva ignorato le donne che accusarono Marko Rupnik, interverrà sulla responsabilità delle Chiese particolari nella protezione di minori e adulti vulnerabili; nel pomeriggio laboratori per gruppi linguistici guidati dai membri dell’Istituto.

Giovedì 10 la Santa Messa nella Basilica di San Pietro, presieduta dall’arciprete Mauro Gambetti, con la venerazione delle reliquie dell’Apostolo, e l’udienza con Leone XIV. L’11 settembre dell’anno scorso, nella stessa occasione, il Papa aveva detto ai nuovi vescovi che «il dono che avete ricevuto non è per voi stessi, ma per servire la causa del Vangelo», e citando Agostino aveva ricordato che «chi presiede il popolo deve comprendere che è servo di molti». Nell’aula, quel giorno, erano 192.

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