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Martedì, 1 settembre 2026 · Anno V
La Germania accusa la Russia per il drone esplosivo trovato all’aeroporto di Lipsia
Attualità01 settembre 2026

La Germania accusa la Russia per il drone esplosivo trovato all’aeroporto di Lipsia

Il governo tedesco sostiene che dietro l’episodio del 4 agosto ci siano i servizi russi: ha annunciato la chiusura del consolato di Bonn e della Casa Russa di Berlino, oltre a nuove misure contro Mosca.

Il governo tedesco ritiene che dietro il drone carico di esplosivo trovato la sera del 4 agosto sulla pista dell'aeroporto di Lipsia/Halle ci sia la Russia. Lo hanno detto martedì 1° settembre, in una conferenza stampa a Berlino, il ministro dell'Interno Alexander Dobrindt (CSU) e il ministro degli Esteri Johann Wadephul (CDU), annunciando insieme una serie di misure: la chiusura del consolato generale russo a Bonn, la disdetta dell'accordo che regola la Casa Russa di Berlino, controlli più severi all'ingresso per i cittadini russi e l'innalzamento del livello di minaccia interno da «generale» ad «alto». Quasi quattro settimane erano passate dall'episodio, durante le quali il governo aveva evitato di indicare pubblicamente un responsabile.

Cosa è successo la sera del 4 agosto

L'aeroporto di Lipsia/Halle si trova a Schkeuditz, in Sassonia, al confine con la Sassonia-Anhalt. Nel 2024 vi sono transitate quasi 1,4 milioni di tonnellate di merci: è il principale hub europeo di DHL e ospita anche AeroLogic, Amazon Air e la compagnia cargo ucraina Antonov Airlines, che vi si è trasferita nel 2022 dopo che l'esercito russo aveva distrutto la sua base di Hostomel, vicino a Kiev, nei primi giorni dell'invasione. Da Lipsia partono regolarmente voli con materiale militare destinato all'Ucraina, per conto di vari paesi della NATO.

Intorno alle 19:30 un piccolo drone ha superato le recinzioni dell'aeroporto, ha colpito l'ala di un aereo Antonov parcheggiato ed è rimbalzato a terra senza esplodere. Un dipendente dell'aeroporto lo avrebbe fatto cadere con un calcio e, secondo un resoconto di stampa, uno degli aerei ucraini fermi a Lipsia era carico di munizioni. L'ordigno è stato scoperto poco prima di mezzanotte e l'aeroporto è stato chiuso. Gli artificieri della Bundespolizei hanno rimosso il detonatore e in seguito, ha riferito la polizia della Sassonia (LKA), la carica è stata fatta brillare in modo controllato.

Mentre lo scalo veniva sgomberato, un cargo di DHL in fase di atterraggio è stato costretto a riattaccare e, a circa 400 metri di quota, ha urtato un oggetto in volo. È atterrato ad Hannover con danni lievi alla parte anteriore. L'oggetto non è mai stato recuperato: la Procura federale ritiene si trattasse di un secondo drone. Alla fine di agosto, durante le perlustrazioni in un campo vicino all'aeroporto, sono stati trovati un terzo drone e apparecchiature per il comando a distanza.

Le indagini

Il 6 agosto il Generalbundesanwalt, la Procura federale di Karlsruhe che si occupa di terrorismo e spionaggio, ha tolto il fascicolo alla Procura generale di Dresda «per la particolare rilevanza del caso». I reati ipotizzati sono il tentativo di provocare un'esplosione (§ 308 del codice penale tedesco) e l'intervento pericoloso nel traffico aereo (§ 315). Nel comunicato la Procura ha precisato che sul drone erano stati montati «esplosivo professionale e un detonatore» e ha definito l'accaduto un grave attentato contro le infrastrutture di trasporto e logistica del Paese.

Già la sera del 5 agosto Dobrindt, che aveva interrotto le vacanze per raggiungere l'aeroporto, aveva parlato di una «nuova qualità della minaccia» e di uno «scenario di attentato ibrido». L'esplosivo, aveva detto, era di tipo militare; il livello di competenza tecnica escludeva un'azione di dilettanti; non si potevano escludere «potenze straniere». Non aveva però pronunciato la parola Russia, e l'8 agosto il Tagesspiegel osservava che la reticenza gli veniva rimproverata da tutte le parti politiche, mentre gli indizi puntavano verso Mosca. A fine agosto la CNN ha riferito che un funzionario della difesa statunitense in Europa attribuiva il drone a un servizio di intelligence russo.

L'accusa e le prove

Il 1° settembre Dobrindt ha detto che il governo è arrivato alla conclusione che la responsabilità sia russa dopo aver esaminato «le tecnologie impiegate» e altre informazioni, comprese quelle di intelligence. Ha aggiunto che i servizi tedeschi osservano da tempo azioni ibride dirette contro il sostegno all'Ucraina. Non ha però presentato elementi verificabili: ha parlato, secondo quanto riportato dalla stampa tedesca, di una «valutazione complessiva» (Gesamtwürdigung). «Non siamo in guerra, ma siamo ogni giorno bersaglio di attacchi ibridi», ha detto, definendo «proporzionata» la reazione decisa dal governo.

Le misure contro la Russia

Wadephul ha elencato i provvedimenti. Il consolato generale russo di Bonn, l'unica rappresentanza consolare russa rimasta in Germania fuori dall'ambasciata di Berlino dopo la chiusura di quello di Lipsia alla fine del 2023, cesserà l'attività il 18 settembre. Viene disdetto l'accordo intergovernativo che regola la Casa Russa della scienza e della cultura sulla Friedrichstraße a Berlino: l'edificio appartiene alla Federazione Russa, il terreno è concesso con un contratto di locazione di lungo periodo, e il governo tedesco accusa da anni l'istituto di fare propaganda per il Cremlino. Saranno intensificati i controlli sui cittadini russi che entrano nel paese, aumenterà il numero di persone sotto osservazione dei servizi nel quadro delle minacce ibride e crescerà la pressione sulle petroliere della cosiddetta flotta ombra che aggirano le sanzioni. L'ambasciatore russo è stato convocato al ministero degli Esteri.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato che i ministri degli Esteri dell'Unione presenteranno entro la settimana una «risposta chiara» a Mosca, comprese «sanzioni aggiuntive». Il segretario generale della NATO Mark Rutte ha detto che l'alleanza è «pienamente solidale con la Germania» e che «le prove sono chiare».

La risposta russa

Mosca ha respinto le accuse su due livelli. Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha accusato Berlino di una scelta di escalation e ha sottolineato che la Germania non ha accompagnato l'attribuzione con alcuna prova. La portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, in una dichiarazione all'emittente RTVI, ha sostenuto che la Casa Russa e il consolato di Bonn «da tempo non davano pace ai vertici tedeschi» e che il governo «ha inventato un pretesto» per chiuderli. Ha promesso una «risposta degna» senza precisarne il contenuto e ha definito il pretesto «del tutto artificioso e tirato per i capelli». Nelle settimane precedenti la diplomazia russa aveva già negato ogni legame con il drone di Lipsia e suggerito che a trarre vantaggio da un «attacco ibrido» sarebbe stata Kiev.

Il contesto

L'episodio di Lipsia è il primo caso in Germania di drone armato di esplosivo trovato su un aeroporto. Nell'autunno del 2025 avvistamenti di droni non identificati avevano portato alla chiusura temporanea degli aeroporti di Monaco, Copenaghen e Oslo; nello stesso periodo droni russi erano entrati nello spazio aereo polacco e caccia russi avevano sorvolato per dodici minuti il territorio estone. Da allora i governi europei attribuiscono alla Russia una sequenza di sabotaggi che comprende incendi, danneggiamenti di cavi sottomarini nel Baltico, pacchi esplosivi e tentati omicidi.

In risposta agli avvistamenti del 2025, il governo tedesco aveva inaugurato il 17 dicembre a Berlino un Centro comune di difesa antidroni della Bundespolizei, con 130 agenti, in cui dovrebbero coordinarsi polizie federali e regionali, Bundeswehr e servizi. La sua efficacia è contestata: la portavoce per gli affari interni della Linke, Clara Bünger, dopo una visita con la commissione Interni del Bundestag a giugno, ha detto al Tagesspiegel di non avervi trovato «alcun quadro della situazione». Il dibattito tedesco delle prossime settimane si concentrerà su tre punti: le indagini della Procura federale, che finora non ha reso noti né sospettati né arresti; la richiesta, avanzata anche dall'associazione di categoria dei droni civili BVZD, di consentire agli aeroporti di abbattere direttamente i velivoli intrusi; e la scadenza del 18 settembre, giorno in cui il consolato di Bonn dovrà chiudere e Mosca ha promesso di reagire.

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