Martedì
1 settembre 2026
Anno V
QUOTIDIANO INTERNAZIONALE INDIPENDENTE
Martedì, 1 settembre 2026 · Anno V
Il saluto inatteso di Haakon VIII davanti al Palazzo Reale
Attualità31 agosto 2026

Il saluto inatteso di Haakon VIII davanti al Palazzo Reale

Dopo il trasferimento della salma di Harald V nella cappella reale, il nuovo sovrano è uscito a sorpresa su Slottsplassen con Mette-Marit, Sonja e Märtha Louise per deporre alcune rose tra i fiori lasciati dai norvegesi. Da martedì il feretro sarà aperto all’omaggio pubblico, mentre Haakon presterà giuramento allo Storting.

Oslo - La salma di Harald V ha lasciato oggi il Salone Rosso del Palazzo Reale di Oslo, dove riposava dalla sera di venerdì, per essere trasferita nella Slottskapellet, la cappella reale nella quale rimarrà esposta fino ai funerali di Stato, in programma mercoledì 9 settembre. Ad accompagnare il feretro lungo il percorso interno al palazzo, attraverso il Salone Giallo, la Sala degli Specchi, la sala da pranzo quotidiana, la Piccola e la Grande Sala di Gala, sono stati i figli e i nipoti del sovrano scomparso. Tra coloro che hanno portato la bara vi era anche Marius Borg Høiby, il figlio che la regina Mette-Marit ha avuto da una relazione precedente al matrimonio con Haakon.

Nella cappella si è quindi svolto un momento di raccoglimento strettamente privato, riservato alla famiglia reale, ai membri della corte e allo staff degli aiutanti di campo.

Poco più tardi, intorno alle 17.30, la giornata ha però conosciuto un momento del tutto inatteso. Le porte del palazzo affacciate su Slottsplassen si sono aperte e sulla piazza sono comparsi re Haakon, la regina Mette-Marit, la regina Sonja e la principessa Märtha Louise. Era la prima apparizione pubblica del nuovo sovrano e della nuova regina dopo la successione, e la loro presenza ha colto di sorpresa tanto i cronisti quanto i cittadini norvegesi e i turisti raccolti davanti alla residenza reale.

Ognuno portava con sé alcune rose rosse, poi deposte nel vasto tappeto di fiori, fotografie, disegni e messaggi che continua ad allargarsi davanti al palazzo da quando Harald V è morto al Rikshospitalet, venerdì alle 6.35. I membri della famiglia reale si sono fermati a leggere alcuni dei biglietti lasciati dalla folla. Mette-Marit, rivolgendosi alle persone presenti, ha pronunciato soltanto poche parole: «Tusen takk», grazie mille.

Un gesto simile non appartiene al protocollo né alle consuetudini consolidate della monarchia norvegese. Quando la famiglia reale è apparsa sulla piazza, tra i presenti è sceso un silenzio pressoché assoluto. Soltanto al momento del rientro qualcuno ha gridato «Heia kongen», forza il re. La folla ha risposto dapprima con un lungo applauso e poi, spontaneamente, ha iniziato a intonare l'inno nazionale.

È stato uno di quei momenti nei quali il cerimoniale, per qualche minuto, ha lasciato spazio al rapporto diretto tra la famiglia reale e il Paese che stava salutando il suo re. Nora Handelsby, ventiquattro anni, arrivata da Sarpsborg con la zia Elisabeth Johannessen per vedere il mare di fiori, si è trovata davanti a quella scena senza aspettarsela: «era completamente irreale», ha raccontato, aggiungendo di aver percepito il dolore della famiglia reale in un modo diverso rispetto allo schermo della televisione. La zia Elisabeth ricorda soprattutto la regina ferma con la mano sul cuore: un'immagine, dice, che le ha fatto una forte impressione. Da domani, martedì, la Slottskapellet sarà aperta al pubblico ogni giorno dalle 10 alle 18, fino alla vigilia dei funerali, consentendo a chiunque lo desideri di rendere omaggio a Harald V e prendere congedo dal sovrano davanti al feretro. Nel pomeriggio, allo Storting, Haakon VIII presterà giuramento di fedeltà alla Costituzione.

SOSTIENI SILERE NON POSSUM

Se questo articolo è online, è anche grazie al tuo sostegno.

Silere non possum sceglie di rendere accessibili gratuitamente gran parte delle proprie inchieste e dei propri contenuti, perché il giornalismo indipendente deve poter raggiungere tutti.

Sostenere il nostro lavoro significa permetterci di continuare a verificare, raccontare e pubblicare ciò che altri preferirebbero restasse nascosto.

SOSTIENICIABBONATI
Articoli correlati
L’ultimo giorno di Tim Cook alla guida di Apple
Attualità
L’ultimo giorno di Tim Cook alla guida di Apple
Come Vannacci usa il cattolicesimo nel suo programma
Attualità
Come Vannacci usa il cattolicesimo nel suo programma
Perché sempre più persone vanno a feste dove i telefoni sono vietati
Attualità
Perché sempre più persone vanno a feste dove i telefoni sono vietati