È morto re Harald V di Norvegia. Aveva 89 anni. Il sovrano era salito al trono il 17 gennaio 1991, alla morte del padre Olav V, e aveva regnato per oltre trentacinque anni. Il principe ereditario Haakon Magnus, suo figlio, è il successore al trono.
Nato il 21 febbraio 1937 nella residenza reale di Skaugum, nell'Akershus, Harald era l'unico figlio maschio del futuro re Olav V e della principessa Märtha di Svezia. Con lui tornò sul trono norvegese, molti decenni più tardi, un sovrano nato nel Paese: prima di Harald, l'ultimo monarca nato in Norvegia era stato Olav IV, nel XIV secolo.
La sua infanzia fu segnata dall'occupazione tedesca. Nell'aprile del 1940, quando aveva tre anni, la famiglia reale dovette lasciare Oslo. Harald, la madre e le sorelle Ragnhild e Astrid raggiunsero prima la Svezia e poi gli Stati Uniti, mentre re Haakon VII e il principe ereditario Olav rimasero a Londra insieme al governo norvegese in esilio. Harald trascorse gli anni della guerra soprattutto a Washington e nel 1945 assistette alla cerimonia in cui Franklin Delano Roosevelt prestò giuramento per il suo quarto mandato presidenziale. Tornò in Norvegia con la famiglia alla fine della guerra.
Nel dopoguerra seguì un percorso che univa formazione civile e militare. Frequentò la scuola pubblica, si diplomò a Oslo, studiò all'Università della capitale e completò la preparazione militare all'Accademia norvegese. Nel 1960 entrò al Balliol College dell'Università di Oxford, dove studiò storia, economia e politica. Dopo la morte del nonno Haakon VII, nel 1957, e l'ascesa al trono del padre Olav V, divenne principe ereditario.
Una delle vicende che più caratterizzarono la sua vita privata fu la relazione con Sonja Haraldsen. I due si conobbero alla fine degli anni Cinquanta e mantennero a lungo riservato il loro rapporto perché Sonja non apparteneva all'aristocrazia. Harald arrivò a prospettare la rinuncia ai propri diritti dinastici qualora gli fosse stato impedito di sposarla. Re Olav V, dopo essersi consultato con il governo, diede infine il consenso. Le nozze furono celebrate il 29 agosto 1968 nella cattedrale di Oslo. Dal matrimonio nacquero Märtha Louise, nel 1971, e Haakon Magnus, nel 1973.

Harald divenne re il 17 gennaio 1991. Quattro giorni dopo prestò giuramento davanti al Parlamento e il 23 giugno ricevette insieme alla regina Sonja la solenne benedizione nella cattedrale di Trondheim. La Norvegia aveva abolito la cerimonia dell'incoronazione nel 1908. Durante il suo regno Harald ha svolto le funzioni previste dalla monarchia costituzionale norvegese, presiedendo il Consiglio di Stato, incontrando regolarmente il primo ministro e il ministro degli Esteri, ricevendo ambasciatori e rappresentando il Paese nelle visite di Stato.
Il rapporto con lo sport accompagnò praticamente tutta la sua vita. Harald fu un velista di livello internazionale e rappresentò la Norvegia alle Olimpiadi di Tokyo del 1964, Città del Messico nel 1968 e Monaco di Baviera nel 1972. A Tokyo fu anche portabandiera della delegazione norvegese. Continuò a gareggiare anche dopo l'ascesa al trono, ottenendo risultati nei campionati mondiali ed europei e partecipando ancora a competizioni internazionali in età avanzata.
Negli ultimi anni la salute del sovrano aveva imposto diverse sospensioni dell'attività pubblica. Già tra il 2003 e il 2005 aveva dovuto affrontare un carcinoma della vescica e una stenosi aortica; altri periodi di assenza si erano verificati nel 2020. Ogni volta il principe ereditario Haakon aveva assunto temporaneamente le funzioni di reggente. Nell'agosto 2026 Harald era stato nuovamente ricoverato e Haakon aveva ancora una volta preso in carico le funzioni costituzionali del padre.
Harald V lascia la regina Sonja, i figli Märtha Louise e Haakon e i nipoti. Con la sua morte termina un regno iniziato nel gennaio 1991, in una monarchia che durante quei trentacinque anni ha conservato un ruolo prevalentemente rappresentativo ma fortemente radicato nella vita istituzionale del Paese. Alla Corona succede ora Haakon Magnus, nato nel 1973, che per decenni ha affiancato il padre negli impegni pubblici e lo ha sostituito nei periodi di malattia.



