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Incendio alla Bernaga, in salvo le monache Romite Ambrosiane
Attualità13 ottobre 2025

Incendio alla Bernaga, in salvo le monache Romite Ambrosiane

Le fiamme hanno distrutto il monastero seicentesco di Perego, luogo caro alla memoria di san Carlo Acutis. L’arcivescovo Delpini: «Perse cose preziose, ma salve le vite e la fede che non si consuma».

Milano - La sera di sabato 11 ottobre 2025, un violento incendio ha quasi completamente distrutto il Monastero della Bernaga, situato nella frazione di Perego, nel comune di La Valletta Brianza (Lecco). Le fiamme, sviluppatesi poco dopo il tramonto, hanno rapidamente avvolto la struttura seicentesca, riducendola in gran parte in cenere.

All’interno del monastero vivevano 22 monache Romite Ambrosiane dell’Ordine di Sant’Ambrogio ad nemus, tutte tratte in salvo senza conseguenze. Le religiose, molte delle quali anziane, sono state evacuate dai Vigili del Fuoco e ora sono ospitate temporaneamente in altre comunità della diocesi. Il monastero, fondato nel 1628 e recuperato nel 1963come nuova sede della comunità monastica, rappresentava un luogo simbolico per la Chiesa ambrosiana. Qui, nel 1998, Carlo Acutis - il giovane proclamato santo lo scorso 7 settembre - ricevette la sua Prima Eucarestia.

Le cause dell’incendio sono ancora in fase di accertamento, ma le autorità locali parlano di un probabile corto circuitocome origine del rogo. Le fiamme, alimentate dalla struttura lignea del complesso, hanno reso vani gli sforzi dei soccorritori, che hanno comunque impedito il propagarsi dell’incendio alle aree circostanti.







Le parole dell’Arcivescovo Mario Delpini

Nella giornata odierna, l’Arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, ha diffuso un messaggio di solidarietà e speranza: «Le monache Romite Ambrosiane dell’Ordine di Sant’Ambrogio ad nemus sono tutte salve! Non ci sono state ferite! È stato un grande sollievo, mentre si vedono e si rivedono le fiamme impressionanti che hanno avvolto l’antico monastero recuperato nel 1963 come casa per la nuova fondazione delle Romite. L’incendio spietato ha distrutto un patrimonio di documentazione, di segni di devozione, quei pochi effetti personali di cui vivono le monache. In questo disastro voglio esprimere la solidarietà di tutta la Chiesa Ambrosiana e la mia vicinanza e preghiera. So che le monache continueranno a pregare e la fiducia in Dio sarà l’incoraggiamento più necessario. San Paolo VI che ha incoraggiato Madre Candida nella fondazione, san Carlo Acutis che nel monastero ha ricevuto giovanissimo la Prima Comunione, Madre Candida e le altre romite sepolte nel cimitero interno al monastero certo continuano ad essere vicini alle monache. E in questo momento di spavento e di dolore, di precarietà e di incertezza sul futuro, le monache possono essere certe della prossimità, della solidarietà, della assistenza dei tanti amici della Bernaga e di tutti noi».

Un luogo di silenzio e di luce

La Bernaga è sempre stato un luogo di silenzio, contemplazione e preghiera, ma anche di radicamento nella spiritualità ambrosiana più autentica. Il rogo ha distrutto non solo edifici e oggetti, ma una parte della memoria spirituale della diocesi: documenti, reliquie, icone, e le tracce di una vita dedicata alla clausura e alla lode di Dio. Oggi, davanti alle macerie fumanti del monastero, la Chiesa di Milano rinnova la sua vicinanza alle Romite, riconoscendo in loro una testimonianza viva di fede anche nella prova. Le parole dell’Arcivescovo risuonano come una promessa: dalle ceneri della Bernaga, potrà forse rinascere una nuova fiamma di preghiera, segno che la speranza non arde invano.

F.A.
Silere non possum

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