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La cricca di Palazzo Pio riduce Alvarado a una quota rosa. E prepara la guerra alla nuova Prefetta
Città Del Vaticano02 giugno 2026

La cricca di Palazzo Pio riduce Alvarado a una quota rosa. E prepara la guerra alla nuova Prefetta

Andrea Tornielli e Salvatore Cernuzio raccontano la nomina solo attraverso il genere, ignorando curriculum e competenze. Intanto, nel Dicastero, la vecchia rete legata a Ruffini è pronta a resistere.

L’unica cosa che i due geni della comunicazione vaticana, Andrea Tornielli e colui che Tornielli si è portato dietro da La Stampa, secondo quel meccanismo di promozioni e assunzioni ben noto dentro le mura vaticane, sono riusciti a scrivere è che il Papa ha nominato il primo prefetto donna della Santa Sede.

Nessun approfondimento sulle sue competenze, sul suo curriculum, sui suoi studi, sulle battaglie condotte, sulla sua professionalità. Solo un dato: è donna. Come se il Pontefice l'avesse scelta per il suo genere e non per la sua competenza. 

Ecco il livello della comunicazione che per anni ha preteso di raccontare la Chiesa universale
. Sono questi i comunicatori che dovrebbero seguire Paolo Ruffini al più presto

Anche perché, avendo chiamato una donna dall’esterno a guidare il Dicastero, il nuovo Prefetto si troverà ora davanti resistenze pesantissime, soprattutto all’interno della componente femminile di Palazzo Pio. Una componente che, in questi anni, ha già dato prova della propria ferocia. Fra i molti esempi basterebbe ricordare ciò che accadeva fra Murray e Armenti. Per Maria Montserrat Alvarado, dunque, si prospetta una guerra sotterranea ma durissima, destinata probabilmente a cominciare fin dal primo giorno.

In prima linea c’è Nataša Govekar, arrivata a Palazzo Pio grazie a Marko Ivan Rupnik e rimasta intoccabile per tutti questi anni, nonostante le sue evidenti responsabilità e nonostante la difesa ostinata di Rupnik anche davanti a fatti ormai impossibili da ignorare. Per proteggere lei e Rupnik, Paolo Ruffini è arrivato a collezionare gaffe anche davanti ai giornalisti. Se il Papa non vuole rendere impossibile la vita a Maria Montserrat Alvarado, prima del 2027 devono lasciare il Dicastero Andrea Tornielli, Matteo Bruni, Andrea Monda, Nataša Govekar, Massimiliano Menichetti e Salvatore Cernuzio. Diversamente, sarà molto difficile che qualcosa cambi davvero.

d.E.V.
Silere non possum

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