Città del Vaticano - Leone XIV ha destinato l’arcivescovo Angelo Accattino, titolare di Sabiona, alla sede diplomatica di Bogotà, ponendo fine alla vacanza apertasi lo scorso marzo. Il presule, finora rappresentante pontificio a Dar es Salaam, torna così in un Paese che aveva già conosciuto agli esordi della propria carriera diplomatica.
La nunziatura colombiana risultava scoperta dal 30 marzo scorso, quando Paolo Rudelli - che la guidava dal luglio 2023 - venne promosso Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, subentrando al disastroso Edgar Peña Parra. Da allora gli affari correnti sono stati gestiti in via provvisoria, in attesa che il Pontefice individuasse un successore stabile.
Piemontese di Asti, classe 1966, Accattino ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale il 25 giugno 1994 per la diocesi di Casale Monferrato. Conseguita la licenza in Diritto Canonico, è entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede il 1° luglio 1999: un percorso che lo ha condotto a operare, negli anni successivi, presso le nunziature di Trinidad e Tobago e - per l'appunto - Colombia, dove prestò servizio come segretario agli inizi degli anni Duemila, prima del trasferimento in Perù. Ha lavorato inoltre nella Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, oltre che nelle rappresentanze pontificie negli Stati Uniti e in Turchia.
Il 12 settembre 2017 Papa Francesco lo eleva alla dignità arcivescovile e lo invia come Nunzio Apostolico in Bolivia, conferendogli la sede titolare di Sabiona. L’ordinazione episcopale ha luogo il successivo 25 novembre a Calliano, suo paese natale, per l’imposizione delle mani del cardinale Pietro Parolin, co-consacranti i vescovi Gianni Sacchi e Alceste Catella.
Il 2 gennaio 2023 arriva il trasferimento in Tanzania, incarico ricoperto fino alla nomina odierna.
Il capitolo tanzaniano, chiuso ora dopo tre anni e mezzo, si è svolto in un contesto diplomatico storicamente sobrio: i rapporti fra la Santa Sede e il Paese est-africano risalgono al 19 aprile 1968, ma nessun pontefice regnante lo ha più visitato dal settembre 1990, quando vi si recò san Giovanni Paolo II nell'ambito di un più ampio tour del continente. Né Francesco - che pure toccò dieci nazioni africane in cinque viaggi - né Leone XIV, il cui itinerario dell'aprile 2026 ha incluso Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale, hanno mai fatto tappa a Dar es Salaam. Con quest'ultimo, tuttavia, la Tanzania vanta un legame meno istituzionale e più personale: da priore generale degli Agostiniani, tra il 2001 e il 2013, l'allora Robert Prevost vi si recò più volte, spingendosi fino a percorrere di persona, al volante, il tragitto fra Songea e Morogoro per assistere alla professione perpetua di alcune religiose. Un rapporto riaffiorato lo scorso gennaio, quando il Pontefice ha ricevuto in udienza il ministro degli Esteri Mahmoud Thabit Kombo e ha espresso la propria disponibilità a pregare per la pace e la riconciliazione del Paese.
Con l'insediamento a Bogotà, Accattino assume la guida di una delle nunziature più rilevanti del continente latinoamericano, in un Paese che resta tra quelli a maggioranza cattolica più popolosi della regione e dove la Chiesa continua a svolgere un ruolo di primo piano nei processi di pacificazione interna. Tra i suoi primi impegni figureranno la presentazione delle lettere credenziali al governo colombiano e l'avvio dei rapporti con l'episcopato locale, riunito nella Conferenza Episcopale della Colombia.



