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Bamenda - Dopo l'intensa mattinata trascorsa nella Cattedrale di San Giuseppe per l'Incontro per la pace con la Comunità di Bamenda, e dopo il pranzo consumato in Arcivescovado, il Santo Padre Leone XIV si è trasferito nel pomeriggio all'Aeroporto di Bamenda, dove ad attenderlo c'era una folla immensa di fedeli giunti da ogni angolo della regione per la celebrazione della Santa Messa per la pace e la giustizia. L'arrivo del Pontefice, alle ore 14.45 locali, è stato salutato da canti, battiti di mani e manifestazioni di entusiasmo che hanno riempito l'ampio spiazzo trasformato per l'occasione in una grande cattedrale a cielo aperto. Prima di raggiungere l'altare, il Papa ha voluto compiere un lungo giro in papamobile tra i fedeli, fermandosi a benedire bambini, anziani e ammalati, in un clima di commozione e di festa che ha caratterizzato l'intera liturgia.

L'omelia: la Parola che apre spazi nuovi

Nella sua omelia Leone ha scelto come filo conduttore il versetto del Salmo proclamato poco prima nella Liturgia della Parola: «Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato, egli salva gli spiriti affranti» (Sal 34,19). Un'espressione che il Papa ha voluto mettere subito in dialogo con la realtà concreta del Camerun e dell'intero continente africano. «Come pellegrino di pace e di unità», ha esordito il Santo Padre, «vengo in mezzo a voi e vi esprimo la gioia di trovarmi qui a visitare la vostra regione e soprattutto a condividere il vostro cammino, le vostre fatiche, le vostre speranze». Un riconoscimento, quello del Pontefice, verso le «manifestazioni festose» e la gioia della preghiera del popolo camerunense, lette come «segno del vostro abbandono fiducioso» in Dio e di una speranza incrollabile nonostante le prove. Il Papa non ha taciuto, però, le ferite che segnano questa terra. Con parole franche ha elencato «le numerose forme di povertà», la «crisi alimentare in corso», la «corruzione morale, sociale e politica, legata soprattutto alla gestione della ricchezza», i «gravi e conseguenti problemi che interessano il sistema educativo e quello sanitario», e la dolorosa emorragia della «grande migrazione all'estero, in particolare dei giovani». A questo quadro interno, Leone XIV ha aggiunto una denuncia chiara e forte del «male causato dall'esterno, da coloro che in nome del profitto continuano a mettere le mani sul continente africano per sfruttarlo e saccheggiarlo».

«Oggi e non domani»: l'urgenza del cambiamento

Di fronte al rischio della rassegnazione, il Pontefice ha rilanciato con forza l'appello alla speranza attiva: «Oggi e non domani, adesso e non in futuro, è giunto il momento di ricostruire, di comporre nuovamente il mosaico dell'unità mettendo insieme le diversità e le ricchezze del Paese e del Continente». Un invito a «edificare una società in cui regnino la pace e la riconciliazione», perché - ha ricordato il Papa - «Dio è novità, Dio crea cose nuove, Dio ci rende persone coraggiose che, sfidando il male, costruiscono il bene». Commentando la Prima Lettura tratta dagli Atti degli Apostoli, Leone XIV ha posto al centro dell'omelia la risposta di Pietro al sinedrio: «Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini» (At 5,29). Un'obbedienza che, ha spiegato il Santo Padre, «non è un atto di sottomissione che ci opprime o annulla la nostra libertà»; al contrario, «ci rende liberi, perché significa affidare la nostra vita a Lui e lasciare che sia la sua Parola a ispirare il nostro modo di pensare e di agire». Chi obbedisce a Dio - ha aggiunto richiamando il dialogo tra Gesù e Nicodemo nel Vangelo odierno - «ritrova la propria libertà interiore, riesce a scoprire il valore del bene e a non rassegnarsi al male, riscopre la via della vita, diventa costruttore di pace e di fraternità».

L'ammonimento contro i sincretismi

Uno dei passaggi più incisivi dell'omelia ha riguardato il tema dell'inculturazione del Vangelo e, insieme, la necessità di vigilare sulla genuinità della fede. Il Papa ha messo in guardia i fedeli dal rischio «di cadere nell'inganno di seguire quei percorsi che mescolano la fede cattolica con altre credenze e tradizioni di tipo esoterico o gnostico, che in realtà hanno spesso delle finalità politiche ed economiche». Un richiamo netto, pronunciato con tono paterno ma fermo, che ha ribadito come «solo Dio libera, solo la sua Parola apre sentieri di libertà, solo il suo Spirito ci rende persone nuove che possono cambiare questo Paese». Leone XIV ha concluso l'omelia con una benedizione particolare alla Chiesa locale - «tanti sacerdoti, missionari, religiosi e laici che lavorano per essere fonte di consolazione e di speranza» - affidando il popolo camerunense all'intercessione di Maria Santissima, Regina degli Apostoli e Madre della Chiesa.

Il ringraziamento dell'Arcivescovo e il rientro a Yaoundé

Al termine della Santa Messa, S.E.R. Mons. Andrew Nkea Fuanya, Arcivescovo di Bamenda, ha rivolto al Santo Padre alcune sentite parole di ringraziamento a nome dell'intera comunità diocesana, sottolineando il significato profondo di questa visita in un momento tanto delicato per la regione. Il Papa è quindi rientrato in sagrestia e, dopo essersi congedato da alcune autorità locali, alle ore 17.30 è ripartito alla volta di Yaoundé. L'atterraggio nella capitale è avvenuto intorno alle ore 18.05, dopodiché il Pontefice ha fatto ritorno alla Nunziatura Apostolica per la cena e il riposo notturno, al termine di una giornata che resterà certamente tra le più significative di questo viaggio apostolico in terra camerunense.

Lo sguardo a domani: Douala e il mondo universitario

La giornata di domani vedrà Leone XIV impegnato in un fitto programma tra Yaoundé e Douala. Alle nove il Santo Padre partirà dall'Aeroporto di Yaoundé-Nsimalen per raggiungere l'Aeroporto Internazionale di Douala, la capitale economica del Paese. Alle undici è prevista la celebrazione della Santa Messa al "Japoma Stadium", che si annuncia come uno dei momenti più partecipati dell'intero viaggio apostolico. Seguirà, alle 13.20, una visita privata all'Ospedale Cattolico Saint Paul, segno della costante attenzione del Pontefice ai malati e alle opere di carità della Chiesa locale. Nel pomeriggio il Papa ripartirà da Douala per rientrare a Yaoundé, dove atterrerà alle 15.15. La giornata si concluderà alle 17.30 con l'atteso incontro con il mondo universitario all'Università Cattolica dell'Africa Centrale, occasione in cui Leone XIV rivolgerà la propria parola a studenti e docenti, in un dialogo che si preannuncia denso di spunti sul ruolo della cultura e dell'educazione nel cammino di pace e riconciliazione del continente.

p.F.V.
in Camerun, per Silere non possum



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