In vista delle celebrazioni per il VII centenario dell’arrivo a Praia a Mare della venerata effigie della Madonna della Grotta, Papa Leone XIV affida al cardinale Francesco Montenegro il compito di rappresentarlo in Calabria e, nella lettera indirizzata all’arcivescovo emerito di Agrigento, propone una riflessione sul posto della Vergine Maria nella vita della Chiesa e sulla speranza cristiana davanti alle sofferenze del presente.
Montenegro era stato nominato Inviato Speciale del Pontefice il 18 luglio 2026 per le celebrazioni previste il 14 e 15 agosto presso il Santuario diocesano di Santa Maria della Grotta, a Praia a Mare, nella diocesi di San Marco Argentano-Scalea. La lettera del Santo Padre chiarisce il significato che Leone XIV attribuisce all’anniversario e alla missione affidata al cardinale.
Prevost parte dalla celebrazione del mistero di Cristo. È all’interno di questo mistero, osserva, che la Chiesa contempla la Beata Vergine Maria, intimamente unita al Figlio. La presenta attraverso alcune delle categorie centrali della mariologia cattolica: Maria è la «donna nuova», redenta in modo singolare fin dal concepimento in vista della morte di Cristo; è la Madre che, per opera dello Spirito Santo, genera verginalmente il Figlio; è la discepola che custodisce attentamente nel proprio cuore le parole del Maestro; è colei che, secondo il disegno di Dio, si consacra interamente all’opera redentrice del Figlio.
Leone XIV richiama inoltre la figura di Maria come membro eminente della Chiesa, ricolmo di virtù, e come compagna dei credenti nel cammino della fede e nelle difficoltà dell’esistenza. Il riferimento è alla tradizione liturgica della solennità dell’Assunzione, che proprio il 15 agosto costituirà il contesto delle celebrazioni di Praia a Mare.
Nell’Assunzione della Vergine, spiega il Pontefice riprendendo il Messale Romano, la Chiesa contempla anticipatamente l’immagine della propria futura gloria. Maria, già accolta nel Regno dei cieli presso il Figlio, diventa così «inizio e immagine» della Chiesa destinata al compimento e, per il popolo cristiano ancora pellegrino nella storia, segno di «sicura speranza e consolazione».
È su questa base teologica che il Papa colloca il settimo centenario legato alla Madonna della Grotta. Leone XIV esprime la propria gioia per la ricorrenza e ricorda la venerata effigie mariana legata alla costa calabrese di Praia a Mare, accogliendo la richiesta avanzata dal vescovo di San Marco Argentano-Scalea, mons. Stefano Rega, affinché alle solenni celebrazioni fosse presente un rappresentante pontificio capace di manifestare concretamente la vicinanza del Papa alla comunità riunita.
La scelta è ricaduta sul cardinale Francesco Montenegro. Leone XIV sottolinea la conoscenza che il porporato possiede delle realtà e delle necessità del territorio, una familiarità che lo rende, nelle parole del Pontefice, particolarmente adatto a rappresentarlo. Al cardinale viene affidato il compito di rendere presente la vicinanza del Papa attraverso la propria presenza e la propria parola durante le celebrazioni del 14 e 15 agosto.
Montenegro potrà inoltre salutare e benedire a nome del Pontefice il vescovo Stefano Rega, l’intera comunità dei fedeli e le autorità pubbliche presenti.
È nella parte conclusiva della lettera che Leone XIV collega più direttamente la devozione mariana alle inquietudini dell’uomo contemporaneo. Maria Assunta in cielo, scrive il Papa, continua a intercedere con amore materno per gli uomini e offre una «serena prospettiva» a quanti sono colpiti dalle sofferenze.
Il Pontefice guarda in particolare agli uomini e alle donne di oggi, che descrive come frequentemente sospesi «tra angoscia e speranza». La presenza materna di Maria viene quindi proposta come riferimento per attraversare le prove della vita senza perdere la fiducia e come testimonianza del destino ultimo al quale è chiamata l’esistenza cristiana.
Il centenario di Praia a Mare assume così, nella lettura proposta da Leone XIV, un significato che supera la semplice commemorazione storica dell’antica effigie. La celebrazione diventa occasione per riscoprire Maria all’interno del mistero di Cristo, come Madre, discepola e compagna del popolo cristiano, e per ritrovare nella sua Assunzione una promessa di consolazione e di speranza.
Leone XIV conclude assicurando la propria preghiera per la missione del cardinale Montenegro e impartendo la benedizione a tutti coloro che parteciperanno alle celebrazioni, chiedendo a Dio che il Giubileo possa produrre «molteplici frutti» nella vita della comunità cristiana.



