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Leone XIV rinnova il Pontificio Comitato di Scienze Storiche: tre studiosi tra Europa e Stati Uniti
Chiesa cattolica13 agosto 2026

Leone XIV rinnova il Pontificio Comitato di Scienze Storiche: tre studiosi tra Europa e Stati Uniti

Umberto Longo, Francesco Cesareo e Anna Barańska entrano nell’organismo della Santa Sede: tre profili diversi, dal Medioevo alla Riforma cattolica fino ai rapporti tra Vaticano, Polonia e Impero russo.

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Il Pontificio Comitato di Scienze Storiche, l'organismo della Santa Sede che sovrintende agli studi storici sulla Chiesa e agli archivi ecclesiastici, si arricchisce di tre nuovi membri. Papa Leone XIV designato alcuni nuovi storici: Umberto Longo, Francesco Cesareo e Anna Barańska, rispettivamente di nazionalità italiana, statunitense e polacca. La composizione geografica della terna, insieme ai rispettivi ambiti di specializzazione, restituisce l'immagine di un organismo che il pontificato di Leone XIV intende rafforzare guardando a tradizioni storiografiche differenti.

Il Comitato affonda le proprie radici nell'Ottocento. Fu Leone XIII, con la lettera apostolica Saepenumero considerantes del 18 agosto 1883, a istituire la Commissione Cardinalizia per gli studi storici, da cui nel 1954 papa Pio XII fece nascere l'attuale Pontificio Comitato di Scienze Storiche. Da settant'anni l'ente promuove la ricerca sul patrimonio archivistico della Chiesa, con particolare riguardo agli archivi vaticani, e cura la collana di Atti e Documenti edita dalla Libreria Editrice Vaticana. Alla sua guida siede dal settembre 2023 il gesuita polacco Marek Andrzej Inglot, succeduto al premostratense francese Bernard Ardura, che aveva presieduto l'organismo per quattordici anni. 

Umberto Longo insegna storia medievale alla Sapienza Università di Roma, dove presiede il corso di laurea magistrale in Scienze storiche, e dal febbraio 2024 dirige l'Istituto Storico Italiano per il Medioevo, fondato nel 1883 e annoverato fra i più antichi enti di ricerca storica del Paese. In precedenza, aveva insegnato storia medievale e storia della Chiesa medievale all'Università di Pisa. I suoi studi, riassumibili in circa centocinquanta fra volumi, saggi e voci enciclopediche, indagano le istituzioni ecclesiastiche e monastiche, la storia della santità e il ruolo delle fonti agiografiche nella costruzione dei rapporti fra sacralità, potere e territorio, con un'attenzione recente anche al medievalismo, cioè al modo in cui il Medioevo viene reinterpretato nella cultura contemporanea. 

Francesco Cesareo porta invece l'esperienza di una carriera trascorsa fra ricerca storica e governo di istituzioni cattoliche statunitensi. Nato a New York da famiglia di origini italiane, si è formato al Cathedral College of the Immaculate Conception e alla Fordham University, dove ha conseguito master e dottorato; una borsa Fulbright lo ha portato a studiare a Roma, fra la Sapienza e la Pontificia Università Gregoriana. I suoi interessi di ricerca vertono sulla Riforma cattolica e sul papato rinascimentale: il suo studio più noto ricostruisce l'episcopato salernitano di Girolamo Seripando negli anni immediatamente successivi al Concilio di Trento. Dopo l'insegnamento a John Carroll University, dove fondò l'Institute of Catholic Studies, e il decanato alla Duquesne University, Cesareo ha guidato per quindici anni, dal 2007 al 2022, la Assumption University di Worcester, aprendovi anche un campus romano dell'ateneo. Al curriculum accademico si affianca un elemento che colloca la sua figura in un dibattito più ampio rispetto alla pura ricerca storica: dal 2013 presiede il National Review Board, l'organismo laico costituito dai vescovi statunitensi nel 2002 per vigilare sull'applicazione delle norme contro gli abusi sessuali nella Chiesa. In quel ruolo Cesareo ha più volte richiamato pubblicamente l'episcopato a maggiore trasparenza, sollecitando l'estensione dei controlli anche ai vescovi e denunciando il rischio che il sistema si riducesse, con espressione sua, a una condizione in cui "i vescovi vigilano su altri vescovi". 

Anna Barańska è nata a Lublino nel 1965, si è laureata in storia alla Katolicki Uniwersytet Lubelski Jana Pawła II nel 1989, dove ha poi conseguito il dottorato nel 1996 con una tesi sulle donne nell'insurrezione di novembre del 1830-31 e, nel 2009, l'abilitazione con uno studio sui rapporti fra Chiesa e Stato nel Regno di Polonia fra il 1815 e il 1830. Dal 2020 dirige la cattedra di Storia dell'Ottocento presso l'Istituto di Storia della stessa università, dove insegna dal 1995. Le sue ricerche si concentrano sulla diplomazia della Santa Sede verso i territori polacchi sotto occupazione russa, sui rapporti fra Vaticano e Impero zarista e sulla storia delle donne nell'Ottocento polacco; è inoltre membro del consiglio scientifico del Polski Słownik Biograficzny e del comitato redazionale del Kwartalnik Historyczny, oltre che stata borsista dell'École française de Rome e dell'American Academy in Rome. La Katolicki Uniwersytet Lubelski, intitolata a Giovanni Paolo II, resta uno degli atenei più marcatamente cattolici del panorama polacco.

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