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Leone XIV invia Parolin al IX centenario di Sant’Agata: «La grazia vince sulla violenza»
Chiesa cattolica08 agosto 2026

Leone XIV invia Parolin al IX centenario di Sant’Agata: «La grazia vince sulla violenza»

Il Papa nomina il Segretario di Stato Legato Pontificio per le celebrazioni del 16 e 17 agosto a Catania e richiama il significato del martirio, delle reliquie e della testimonianza cristiana della patrona etnea.

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In vista delle celebrazioni per il IX centenario del ritorno a Catania delle reliquie di Sant’Agata, Papa Leone XIV ha affidato al cardinale Pietro Parolin il compito di rappresentarlo nei giorni 16 e 17 agosto 2026. Nella lettera indirizzata al Segretario di Stato, nominato Legato Pontificio per l’occasione, il Pontefice offre soprattutto una lettura teologica del martirio della patrona catanese e del significato che la sua memoria continua ad avere per la Chiesa e per la città.

La nomina di Parolin era stata disposta il 20 giugno. La lettera, datata 13 luglio 2026, accompagna formalmente la missione del cardinale e chiarisce il senso che il Papa attribuisce alle celebrazioni del centenario. Il punto di partenza è il martirio di Agata. Leone XIV la presenta come un «fulgido esempio di fedeltà a Cristo» e di amore portato fino alla completa offerta di sé. Nella vicenda della giovane martire, scrive il Pontefice, la comunità ecclesiale contempla la vittoria della grazia sulla violenza, della fede sulla paura e della carità sulla morte.

Il Papa ricorda come la Chiesa celebri nei martiri coloro che hanno testimoniato con il sangue la fede nel Figlio di Dio e per i quali è preparata la corona della gloria eterna. Sant’Agata, la «Santuzza» come viene chiamata dalla devozione popolare catanese, viene descritta nella lettera come colei che, con volontà libera e invitta, offrì la propria vita a Dio quale sacrificio di amore incorruttibile, attraverso la forza del martirio e il merito della castità.

Il sacrificio della martire viene così interpretato come partecipazione piena alla Pasqua di Cristo. Per Leone XIV, Agata costituisce anche una testimonianza della forza che Dio infonde in coloro che restano saldi nei momenti della tentazione e della prova. Il martirio, quindi, non viene presentato semplicemente come un episodio del passato o come l'atto eroico di una singola persona, ma come una manifestazione della fedeltà cristiana capace di attraversare la sofferenza senza rinunciare alla fede.

Da questa prospettiva il Pontefice passa al rapporto particolare tra Sant’Agata e Catania. Prevost considera «quanto mai opportuno» che la città abbia nella martire la propria patrona e madre spirituale. La sua presenza viene definita viva: è una figura che custodisce la memoria cristiana del popolo e continua a richiamarlo alla coerenza evangelica, alla speranza e alla carità.

Un passaggio significativo riguarda proprio le reliquie, al centro delle celebrazioni del IX centenario. Leone XIV attribuisce alla loro venerazione un significato pienamente ecclesiale. La devozione verso il corpo della martire esprime il riconoscimento del corpo umano come tempio dello Spirito Santo e rende visibile la comunione dei santi. Attraverso le reliquie, secondo il Papa, nei fedeli si rafforza la consapevolezza che la Chiesa ancora pellegrina sulla terra è sostenuta dall'intercessione e dall'esempio di coloro che già partecipano alla gloria celeste.

È in questo quadro che il Pontefice manifesta la propria gioia per il novecentesimo anniversario del ritorno delle reliquie di Sant’Agata nella città etnea. Accogliendo la richiesta dell'arcivescovo metropolita di Catania, mons. Luigi Renna, Leone XIV ha deciso di inviare un proprio rappresentante affinché la presenza e la parola del Legato rendano manifesta la vicinanza del Papa alla comunità dei fedeli riunita per le celebrazioni.

La scelta è ricaduta sul cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, che il Papa considera particolarmente adatto a rappresentarlo anche per i legami che lo stesso porporato mantiene con Catania. Parolin è così chiamato a presiedere, in nome del Pontefice, le celebrazioni previste il 16 e 17 agosto e a manifestare alla comunità ecclesiale catanese la prossimità di Leone XIV.

 Al Legato Pontificio viene conferito inoltre il mandato di salutare e benedire, a nome del Papa, l'arcivescovo di Catania, tutti i fedeli e le autorità pubbliche presenti. Il Pontefice chiede al cardinale di esortarli a guardare all'esempio di Sant’Agata, «buona Sposa di Cristo», e, contemplando continuamente la Croce gloriosa, ad apprendere dalla sua testimonianza la necessità di orientarsi senza esitazione verso il vero bene, che è Dio.

La conclusione della lettera assume il tono della preghiera. Leone XIV accompagna la missione di Parolin con la propria benedizione per tutti coloro che prenderanno parte alle celebrazioni e invoca Dio affinché, per intercessione di Sant’Agata, il centenario produca «molteplici frutti».

La commemorazione del ritorno delle reliquie viene così collocata dal Papa in una prospettiva che supera la dimensione storica e cittadina dell'anniversario. Per Leone XIV, la memoria di Sant’Agata continua a interrogare la vita cristiana contemporanea: la martire indica alla Chiesa la fedeltà a Cristo nella prova, richiama Catania alla propria memoria cristiana e, attraverso la venerazione delle sue reliquie, rende concreta quella comunione tra la Chiesa pellegrina sulla terra e i santi che hanno già raggiunto la gloria.

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