Città del Vaticano - Tre decreti firmati nell’arco di sei mesi hanno assottigliato il Registro delle persone giuridiche dello Stato della Città del Vaticano. Il 27 novembre 2025 è toccato alla Fondazione Nostra Aetate, il 9 aprile 2026 all’Unione Superiori Generali, il 20 maggio 2026 all’Associazione Internazionale Lateranense. In calce a ciascun provvedimento compaiono la firma di suor Raffaella Petrini, Presidente del Governatorato, e il visto dei Segretari Generali. La promulgazione segue un rito quasi notarile, che di rado varca le Mura leonine: affissione nel Cortile di San Damaso, alla porta degli Uffici Postali e del Palazzo del Governatorato e, da ultimo, inserimento nel Supplemento degli Acta Apostolicae Sedis. In realtà, la normativa dovrebbe essere pubblicata anche sul sito istituzionale dello Stato. Sotto questo profilo, tuttavia, l’elezione di Leone XIV non ha ancora prodotto quella svolta in termini di trasparenza che ci si attendeva e che, ormai, rappresenta uno standard ordinario negli Stati di diritto.
Dietro la prosa asciutta di questi atti, comunque, emerge una linea di governo che merita di essere osservata con attenzione.
La cornice normativa
Per comprendere la portata dei decreti occorre risalire al 5 dicembre 2022, giorno in cui Francesco promulgò la Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio sulle persone giuridiche strumentali della Curia Romana e, in parallelo, la Legge N. DL sulle persone giuridiche dello Stato della Città del Vaticano. Le due normative disegnano un percorso rigoroso per l’estinzione degli enti: soppressione disposta dall’Istituzione curiale da cui la persona giuridica dipende canonicamente, nomina di uno o più commissari liquidatori, redazione del bilancio finale, approvazione da parte del Consiglio per l’Economia, comunicazione della Segreteria per l’Economia al Presidente del Governatorato, il quale, con proprio decreto, prende atto dell’avvenuta estinzione e ordina la cancellazione dal Registro tenuto presso l’Ufficio Giuridico. Le scritture contabili e i libri sociali dell’ente soppresso restano custoditi per un decennio presso il medesimo Ufficio. Il decreto presidenziale rappresenta dunque l’epilogo di un iter avviato mesi prima: la pietra tombale apposta al termine della liquidazione.
Nostra Aetate: la fondazione si spegne nell’anno del sessantesimo
Il decreto N. XXXVII, datato 27 novembre 2025, chiude la vicenda della Fondazione Nostra Aetate. Eretta nel 1990 presso l’allora Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, l’istituzione concedeva borse di studio a studiosi di altre religioni desiderosi di approfondire la conoscenza del cristianesimo negli atenei pontifici romani, nella convinzione che, rientrati nei Paesi d’origine, sarebbero divenuti artefici credibili di dialogo. Presidente e rappresentante legale ne era, per statuto, il Segretario pro tempore del Dicastero. Il Consiglio per l’Economia ha approvato il bilancio definitivo di liquidazione nella seduta del 16 settembre 2025; la Segreteria per l’Economia lo ha comunicato al Governatorato con lettera del 23 settembre (Prot. 00688/A/2025); due mesi dopo è giunta la cancellazione. La circostanza ha un sapore amaro: l’ente che portava il nome della dichiarazione conciliare sul rapporto con le religioni non cristiane si è estinto proprio mentre la Chiesa celebrava il sessantesimo anniversario della sua promulgazione, avvenuta il 28 ottobre 1965.
L’Unione Superiori Generali e un iter differente
Il decreto N. LXII, del 9 aprile 2026, segue un tracciato peculiare. A fondamento della cancellazione dell’Unione Superiori Generali viene richiamato l’articolo 19 della Legge N. DL, mentre manca qualsiasi riferimento a lettere della Segreteria per l’Economia o a bilanci di liquidazione. Il dato suggerisce che l’organismo, sodalizio che da quasi settant’anni riunisce i moderatori supremi degli istituti religiosi maschili, abbia semplicemente cessato di essere iscritto nel Registro vaticano, senza che ciò ne comporti la fine canonica.
L’Unione, del resto, prosegue la propria attività: convoca le consuete assemblee semestrali a Sacrofano, mantiene la sede romana e opera in crescente sinergia con l’omologa femminile, l’Unione Internazionale delle Superiore Generali, con cui condivide commissioni e incontri congiunti. La cancellazione attiene pertanto alla veste civile vaticana dell’ente, tassello di un riordino che distingue con maggior nettezza ciò che appartiene allo Stato da ciò che vive di diritto canonico.
L’Associazione Internazionale Lateranense
Assai meno conosciuta è la terza protagonista di questa stagione. L’Associazione Internazionale Lateranense figurava da anni negli Ordo della Pontificia Università Lateranense fra gli uffici e i servizi dell’ateneo del Papa, accanto alla Fondazione Civitas Lateranensis, quale strumento di collegamento e sostegno alla comunità accademica. Anche in questo caso la procedura ha rispettato la sequenza prescritta: il Consiglio per l’Economia ha licenziato il bilancio definitivo di liquidazione nella seduta del 4 maggio 2026, la Segreteria per l’Economia lo ha notificato con lettera del 12 maggio e il decreto N. LXXII, del 20 maggio, ha suggellato l’estinzione.
Il Comitato soppresso e la Giornata annullata
Il capitolo più eloquente riguarda però un organismo di recentissima creazione. Con chirografo del 12 febbraio 2026 Leone XIV ha soppresso il Pontificio Comitato per la Giornata Mondiale dei Bambini, istituito da Francesco nel novembre 2024 e affidato alla guida di padre Enzo Fortunato, trasferendone le competenze al Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, cui spettano ora il coordinamento generale, la definizione delle questioni pendenti e la presentazione del bilancio finale di liquidazione alla Segreteria per l’Economia. Le conseguenze si sono viste in fretta. Con nota del 27 marzo, resa pubblica a fine mese, il Dicastero guidato dal cardinale Kevin Farrell ha annunciato che, dopo attenta riflessione e d’intesa con il Santo Padre, veniva annullata la celebrazione della seconda Giornata Mondiale dei Bambini, in calendario a Roma dal 25 al 27 settembre 2026. Le iniziative per i più piccoli potranno svolgersi, a discrezione degli Ordinari, in ambito diocesano o parrocchiale, con il coinvolgimento delle famiglie, definite luogo naturale della crescita umana e spirituale di ogni bambino. Un organismo pontificio nato con squilli di tromba si è così dissolto dopo appena quindici mesi di vita, insieme all’evento che avrebbe dovuto organizzare.
Inoltre, al comportamento spesso plateale e sprezzante di Enzo Fortunato si sono aggiunte criticità relative ai bilanci e al coinvolgimento degli organizzatori, più volte documentate negli anni da Silere non possum.
Una linea di governo
Il quadro d’insieme restituisce l’immagine di un’amministrazione che applica con puntualità le regole volute dal Papa e che, dinanzi a conti in affanno, lascia estinguere ciò che ha esaurito la propria funzione. La proliferazione di comitati, fondazioni e organismi che aveva contrassegnato il pontificato precedente cede il passo a un criterio di essenzialità: ogni ente è chiamato a giustificare la propria esistenza dinanzi allo scopo per cui fu eretto e dinanzi ai numeri che la Segreteria per l’Economia scruta con rinnovato rigore. Leone XIV predilige la gradualità dei piccoli passi, come dimostra la scelta di sopprimere prima il Comitato e soltanto in seguito la Giornata; la direzione, però, appare tracciata. C’è da attendersi che il Registro delle persone giuridiche, specchio fedele dell’amministrazione d’Oltretevere, continui ad assottigliarsi nei mesi a venire.



