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Leone XIV rilegge il Vaticano II: la Domenica al centro dell’anno liturgicoVatican Media
Chiesa cattolica12 agosto 2026

Leone XIV rilegge il Vaticano II: la Domenica al centro dell’anno liturgico

Nella sesta catechesi sulla Sacrosanctum Concilium, il Papa richiama Guéranger, Pio XII e Giovanni Paolo II: l’anno liturgico rende presente l’opera di Cristo e la partecipazione alla Messa domenicale resta essenziale anche per chi è costretto a lavorare nei giorni festivi.

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Città del Vaticano - Dallo scorso gennaio Leone XIV attraversa, mercoledì dopo mercoledì, l'intero corpus dei documenti del Concilio Vaticano II. Il pontefice ha scelto una sequenza che rovescia l'ordine della loro promulgazione: ha aperto il percorso con la costituzione dogmatica Dei Verbum, approvata nel novembre 1965 tra le ultime dell'assise conciliare, è passato alla Lumen gentium del novembre 1964 e affronta solo ora la Sacrosanctum Concilium, che il 4 dicembre 1963 fu in realtà il primissimo testo promulgato dai padri conciliari. Una sequenza costruita innanzitutto su una progressione tematica - dalla rivelazione della Parola, alla natura della Chiesa, fino al culto che la Chiesa stessa rende a Dio - anziché sull'ordine cronologico della loro approvazione.

Il ciclo si è inaugurato il 7 gennaio con una catechesi introduttiva sul significato dell'evento conciliare nel suo complesso. Sono seguite, tra il 14 gennaio e l'11 febbraio, le cinque meditazioni dedicate alla Dei Verbum: la rivelazione di Dio agli uomini, Cristo rivelatore del Padre, il rapporto tra Scrittura e Tradizione, la Sacra Scrittura come parola divina in linguaggio umano, il ruolo della Parola nella vita ecclesiale. Dal 18 febbraio al 13 maggio il Papa ha scandito invece nove tappe sulla Lumen gentium, ripercorrendo il mistero della Chiesa quale sacramento dell'unità del genere umano, la sua realtà insieme visibile e spirituale, la fisionomia di popolo di Dio, la dimensione sacerdotale e profetica dei fedeli, il fondamento apostolico e la struttura gerarchica, la vocazione dei laici, la chiamata alla santità, il cammino della Chiesa pellegrina verso la patria celeste e, a chiudere, la Vergine Maria quale modello dell'assemblea credente.

Dal 20 maggio si è aperta la terza sezione dell'itinerario, quella sulla Sacrosanctum Concilium. La prima meditazione ha collocato la liturgia al centro della vita ecclesiale; la seconda, del 27 maggio, ha ripercorso la riforma liturgica voluta dal Concilio nel suo rapporto con la tradizione; la terza, del 3 giugno, si è soffermata sul linguaggio del rito, tra segno e simbolo. Il filo si è interrotto per una settimana - il 17 giugno l'udienza è stata dedicata al viaggio apostolico appena concluso in Spagna - per riprendere il 24 giugno con una riflessione sul mistero eucaristico e, dopo la consueta sospensione estiva di luglio, il 5 agosto con un intervento sulla preghiera della Chiesa.

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Udienza Generale
L'Anno Liturgico - 12 agosto 2026

Questa mattina, nella Basilica Vaticana a motivo delle alte temperature, Leone XIV ha tenuto la sesta tappa di questa sezione, dedicata all'anno liturgico, argomento del quinto capitolo della costituzione. Il Papa ha ricordato che l'espressione entrò nel linguaggio ecclesiale grazie al benedettino Prosper Guéranger, e ha richiamato l'insegnamento di Pio XII nell'enciclica Mediator Dei, secondo cui il ciclo delle feste cristiane non costituisce una rievocazione fredda di eventi trascorsi, bensì la presenza viva di Cristo che continua nella Chiesa la propria opera di misericordia. Su questa base Leone XIV ha definito l'anno liturgico un'attualizzazione costante della salvezza, capace di mantenere i fedeli a contatto con l'azione redentrice del Signore.

Al centro di questa attualizzazione il pontefice ha posto la domenica, definita dai padri conciliari «fondamento e nucleo» del ciclo liturgico e riconosciuta, in numerose lingue, come il giorno del Signore. Leone XIV ha richiamato l'insegnamento di Giovanni Paolo II nella lettera apostolica Dies Domini, del 31 maggio 1998, secondo cui la domenica rivela il senso stesso del tempo, orientando i giorni, i mesi e i secoli verso il traguardo della seconda venuta di Cristo. Da qui l'insistenza sulla partecipazione eucaristica come cuore della santificazione domenicale e sul valore imprescindibile di un'assemblea radunata fisicamente attorno all'altare, fatta di presenza corporea e di partecipazione attiva dei fedeli convocati insieme. Il pontefice ha rivolto un appello affinché si individuino le condizioni perché anche chi non può astenersi dal lavoro nei giorni festivi riesca comunque a partecipare alla Santa Messa.

La catechesi ha poi ripercorso la genesi storica del ciclo liturgico: dalla Pasqua settimanale a quella annuale, estesa ai cinquanta giorni che culminano nella Pentecoste e preparata dalla Quaresima penitenziale; dallo sviluppo, sul modello pasquale, del ciclo natalizio; fino all'innesto della devozione mariana e della memoria dei martiri e dei santi. Un impianto che Leone XIV ha definito, in chiusura, «principio ispiratore» e riferimento essenziale di ogni azione pastorale della Chiesa.

In conclusione dell'udienza il Papa ha salutato anche i pellegrini di lingua italiana, tra cui i Fratelli di San Gabriele, giunti dall'Asia e dall'Africa per il venticinquesimo anniversario di professione religiosa, i partecipanti al campo internazionale dell'Opera per la gioventù "Giorgio La Pira" e il gruppo "Il Cenacolo" di Maropati. Ha rivolto infine un pensiero ai giovani, ai malati e agli sposi novelli, invitandoli alla preghiera mariana in vista della solennità dell'Assunta, il 15 agosto.

 

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