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Chiesa cattolica15 agosto 2024

Mons. Gänswein al Sacro Monte di Varese: «La felicità verso cui tendiamo è Dio»

Il nunzio apostolico Gänswein in visita al Sacro Monte di Varese ha celebrato la solennità dell'Assunta.

Giovedì 15 agosto 2024 S.E.R. Mons. Georg Gänswein, nunzio apostolico in Lituania, Estonia e Lettonia, ha presieduto la Santa Messa nella solennità dell'Assunzione di Maria Santissima in Cielo presso il Santuario di Santa Maria del Monte a Varese. Nell'omelia l'Arcivescovo ha ricordato che «quando la Vergine si è addormentata a questo mondo per risvegliarsi in cielo, in effetti ha semplicemente seguito per l'ultima volta il Figlio Gesù nel suo viaggio più lungo e decisivo, nel suo passaggio "da questo mondo al Padre"».

«Guardando l'assunta in cielo - ha sottolineato Gänswein - comprendiamo meglio che la nostra vita di ogni giorno, pur segnata da prove e difficoltà, scorre come un fiume verso l'oceano divino, verso la pienezza della gioia e della pace. Comprendiamo che il nostro morire non è la fine ma l'ingresso nella vita che non conosce la morte».



Cari fratelli e sorelle!

Ogni anno, nel cuore dell'estate, torna la solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria, la più antica festa mariana. E un'occasione per ascendere con Maria alle altezze dello spirito, dove si respira l'aria pura della vita soprannaturale e si contempla la bellezza più affascinante, quella della santità. Il clima della celebrazione odierna è tutto pervaso di gioia pasquale. "Oggi Maria è salita al cielo: rallegratevi, con Cristo regna per sempre. Alleluia." Cosi canta l'antifona del Magnificat. Questo annuncio ci parla di un avvenimento del tutto unico e straordinario, ma che è destinato a colmare di speranza e di felicità il cuore di ogni essere umano. Maria è infatti la primizia dell'uomo nuovo, la creatura nella quale il mistero di Cristo - Incarnazione, Morte, Risurrezione, Ascensione al Cielo - ha già avuto pieno effetto, riscattandola dalla morte e trasferendola in anima e corpo nel regno di sicura speranza e di consolazione (LG 68). L'odierna festa ci spinge a sollevare lo sguardo verso il cielo. Non un cielo fatto di idee astratte, nemmeno un cielo immaginario creato dell'arte, ma il cielo della vera realtà, che è Dio stesso: Dio è il Cielo. Lui è la nostra meta e la dimora eterna, da cui proveniamo e alla quale tendiamo.

Un Padre della Chiesa, nella festa dell'Assunta, si esprimeva così: "Tu sei Colei, che per mezzo della tua carne immacolata ricongiungesti a Cristo il popolo di cristiani [...] Come ogni assetato corre alla fonte, cosi ogni anima corre a Te, fonte di amore, e come ogni uomo aspira a vivere, a vedere la luce che non tramonto, cosi ogni cristiano sospira ad entrare nella luce della Santissima Trinità, dove Tu sei già entrata".

Sono questi stessi sentimenti ad animarci quest'oggi mentre contempliamo Maria nella gloria di Dio. Quando lei si è addormentata a questo mondo per risvegliarsi in cielo, in effetti ha semplicemente seguito per l'ultima volta il Figlio Gesù nel suo viaggio più lungo e decisivo, nel suo passaggio "da questo mondo al Padre" (GV 13,1). Come Lui, insieme con Lui, è partita da questo mondo per tornare "alla casa del Padre" (Gv 14,2). E tutto questo non è lontano da noi, come potrebbe forse apparire in un primo momento, perché tutti noi siamo figli del Padre, Dio, tutti noi siamo fratelli di Gesù e tutti noi siamo anche figli di Maria, Madre nostra. E tutti siamo protesi verso la felicità. Questa felicità alla quale tutti noi tendiamo è Dio, cosi tutti siamo in cammino verso questa felicità, che chiamiamo cielo, che in realtà è Dio. E Maria ci aiuti, ci incoraggi a far si che ogni momento della nostra esistenza sia un passo in questo esodo, in questo cammino verso Dio. Ci aiuti a render cosi presente anche la realtà del cielo, la grandezza di Dio, nella vita del nostro mondo. Non è in fondo questo il dinamismo pasquale dell'uomo, che vuol diventare celeste, totalmente felice, in forza della risurrezione di Cristo? E non è forse, questo, l'inizio e l'anticipo di un movimento che riguarda ogni essere umano e il cosmo intero? Colei da cui Dio aveva preso la sua carne e la cui anima era stata trafitta da una spada sul Calvario si è trovata associata per prima e in modo singolare al mistero di questa trasformazione, alla quale tendiamo tutti, trafitti spesso anche noi dalla spada della sofferenza in questo mondo. La nuova Eva, la Vergine Maria, ha seguito il nuovo Adamo, Gesù Cristo, nella sofferenza e nella Passione, e cosi anche nella gioia definitiva. Gesù Cristo è la primizia, ma la sua carne risorta è inseparabile da quella della sua Madre terrena, Maria, e in Lei tutta la creazione, i cui gemiti, le cui sofferenze, sono il travaglio del parto dell'umanità nuova. Nascono così i nuovi cieli e la terra nuova, in cui non vi sarà più pianto, né lamento, perché non si sarà più la morte (Ap 21,1-4). Quale grande mistero d'amore viene oggi riproposto alla nostra contemplazione! Cristo ha vinto la morte con l'onnipotenza del suo amore. Solo l'amore è onnipotente. Questo amore ha spinto Cristo a morire per noi e così a vincere la morte. Sì, solo l'amore fa entrare nel regno della vita! E Maria vi è entrata dietro il figlio, associata alla sua gloria, dopo essere stata associata alla sua passione. Vi è entrata con un impeto incontenibile, mantenendo aperta dopo di sé la via per tutti noi. E per questo oggi la invochiamo: "Porta del cielo", "Regina degli apostoli" e "rifugio dei peccatori". Non sono certo i ragionamenti a farci capire queste realtà cosi sublimi, ma la fede semplice, schietta e il silenzio della preghiera che ci mette in contatto col Mistero che infinitamente ci supera. La preghiera ci aiuti a parlare con Dio e a sentire come il Signore parla al nostro cuore. Chiediamo a Maria di farci quest'oggi dono della sua fede, quella fede che ci fa vivere già in questa dimensione tra finito e infinito, quella fede che trasforma anche il sentimento del tempo e del trascorrere della nostra esistenza, quella fede nella quale sentiamo intimamente che la nostra vita non è risucchiata dal passato, ma attratta verso il futuro, verso Dio, là dove Cristo ci ha preceduto e dietro a Lui, Maria.

Guardando l'assunta in cielo comprendiamo meglio che la nostra vita di ogni giorno, pur segnata da prove e difficoltà, scorre come un fiume verso l'oceano divino, verso la pienezza della gioia e della pace. Comprendiamo che il nostro morire non è la fine ma l'ingresso nella vita che non conosce la morte. Il nostro tramontare all'orizzonte di questo mondo è un risorgere all'aurora del mondo nuovo, del giorno eterno. "Maria, mentre ci accompagni nella fatica della nostra vita quotidiana, mantienici costantemente orientati verso la vera patria della beatitudine. Aiutaci a fare come hai fatto." Cari fratelli e sorelle, che prendete parte a questa celebrazione, facciamo insieme questa preghiera a Maria. Davanti al triste spettacolo di tanta falsa gioia e contemporaneamente di tanto angosciato dolore che dilaga nel mondo, dobbiamo imparare da Lei a diventare noi segni di speranza, di consolazione, dobbiamo annunciare con la vita nostra la risurrezione in Cristo. "Aiutaci tu, Madre, fulgida Porta del cielo, Madre della Misericordia, sorgente attraverso la quale è scaturita la nostra vita e la nostra gioia, Gesù Cristo”.  Amen.

+ Georg Gänswein



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