Città del Vaticano - Oggi il Santo Padre ha nominato sette nuovi membri del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, il massimo organo giurisdizionale della Chiesa cattolica. Si tratta degli arcivescovi Salvatore Joseph Cordileone (San Francisco) e Krzysztof Nitkiewicz, vescovo di Sandomierz in Polonia, del canonista Juan Ignacio Arrieta Ochoa de Chinchetru, già segretario del Dicastero per i Testi Legislativi, del vescovo statunitense Edward M. Lohse, titolare della diocesi di Kalamazoo, e dei sacerdoti Eduardo Baura de la Peña e Gianpaolo Montini, entrambi ordinari di Diritto canonico rispettivamente alla Pontificia Università della Santa Croce e alla Pontificia Università Gregoriana, cui si aggiunge il gesuita Ulrich Rhode, ordinario di Diritto canonico presso il Collegium Maximum della Gregoriana.
La Segnatura, disciplinata dalla costituzione apostolica Praedicate evangelium del 2022, funge da corte suprema della giustizia ecclesiale: vaglia i ricorsi contro le sentenze della Rota Romana, dirime i conflitti di competenza fra tribunali e giudica le controversie amministrative sollevate contro atti dei dicasteri curiali. La presiede attualmente il cardinale Dominique Mamberti, prefetto dal 2014, mentre i membri, scelti fra presuli e presbiteri con solida formazione giuridica, restano in carica per un quinquennio rinnovabile. Fra i nuovi membri spicca il nome del sacerdote Gianpaolo Montini, canonista di riconosciuta competenza e professore ordinario alla Pontificia Università Gregoriana. Durante il pontificato di Francesco, Montini ha incontrato forti ostilità negli ambienti vicini al Papa, soprattutto a causa delle severe critiche rivolte alla riforma del processo matrimoniale canonico. Bergoglio aveva persino valutato il suo allontanamento da Roma, ipotesi alla quale si opposero i gesuiti, sottolineando il valore scientifico del docente e il ruolo difficilmente sostituibile che ricopriva all’interno dell’ateneo. La nomina disposta oggi da Leone XIV rappresenta quindi un significativo riconoscimento della sua preparazione e della sua autorevolezza nel campo del diritto canonico.



