Nei prossimi giorni uscirà nelle librerie il libro “El Sucesor”, un testo nel quale Papa Francesco risponde ad alcune domande che gli sono state poste dal giornalista spagnolo Javier Martínez-Brocal. Si tratta di un uomo che non gode di grande stima neppure fra i suoi colleghi ma ha scelto di servire supinamente questo pontificato sin dall'inizio. Chi ha un po' di memoria potrà ricordare che nel gennaio 2022 Papa Francesco si recò "in gran segreto" in una delle vie più battute dello shopping romano per far visita ad un noto negozio di dischi. Guarda caso lì era presente proprio Martínez-Brocal che scattò una foto al Papa e questa diventò virale in tutto il mondo. 

Diversamente da quanto raccontarono il giornalista si recò sul posto proprio perchè fu avvisato dall'entourage del Pontefice e per fare "il servizio" che ha permesso a Francesco di passare come l'uomo della semplicità e le varie cose che sappiamo bene... 

Quando è stato annunciato questo nuovo libro molte persone all'interno delle mura leonine hanno storto il naso. Come mai Francesco vuole che venga pubblicato un libro sul suo rapporto con Benedetto XVI proprio dopo che questo è morto e non potrebbe neppure smentire ciò che viene detto? Certo, le menti più malevole hanno visto questa mossa come una risposta al libro scritto da S.E.R. Mons. Georg Gänswein ma ci vuole poco per capire che si tratta di due testi che hanno una portata ben diversa. 

In queste ore è stata pubblicata, proprio da Javier Martínez-Brocal, una anteprima di quello che sarà il contenuto del libro. Francesco afferma: «Ratzinger nel 2005 era il mio candidato, bloccai la manovra tesa a bruciarlo» e ancora «i cardinali mi usarono per provare a bloccare l'ascesa di Ratzinger». Il fatto che il Papa violi il segreto del Conclave è molto grave. Può farlo? Certo, ma essendo l'unico a poter decidere se violarlo oppure no, è chiaro che le sue affermazioni non possono essere confrontate con quelle di altri. Almeno pubblicamente. Per questo motivo queste dichiarazioni sono molto gravi per due motivi: violano il segreto del Conclave e vengono fatte dopo che l'interessato è morto. 

A porte chiuse i cardinali commentano: «È ormai noto che le cose non andarono così. Fu Carlo Maria Martini a "dirottare" i voti su Joseph Ratzinger, il quale veniva considerato come conservatore da Martini ma certamente meglio di Bergoglio. Martini era gesuita, conosceva bene Bergoglio e ne criticava il carattere ed alcune posizioni teologiche». L'Arcivescovo di Buenos Aires non ha mai votato Joseph Ratzinger e mai lo avrebbe fatto perché questo rappresentava l'opposto della sua idea di Chiesa. Bergoglio ebbe numerosi problemi con la Curia Romana durante il pontificato di Giovanni Paolo II. Uno di questi fu proprio riguardo all'attuale prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede e gli scontri li ebbe proprio con quel dicastero che era guidato da Ratzinger. Affermare che il candidato di Bergoglio era Ratzinger è un insulto all'intelligenza. 

Il libro che Francesco ha scelto di scrivere su Benedetto XVI sarà l'ennesimo boomerang. È vero che c'è un gruppo che ha voluto strumentalizzare Benedetto XVI per contrastare il pontificato di Francesco. Ci sono stati cardinali che hanno addirittura tradito la fiducia di Benedetto XVI e lo hanno strumentalizzato per firmare i propri libri, le proprie collane e le proprie idee. Tutto il pontificato di Joseph Ratzinger è stato costellato da personaggi discutibili che hanno cercato di trarre profitto da quest'uomo. È vero che ci sono personaggi ignoranti che ancor oggi affermano che Francesco non sarebbe stato validamente eletto o che le dimissioni di Benedetto XVI non sarebbero valide. Tutti soggetti che Joseph Ratzinger ha sempre tenuto alla larga, a volte c'è riuscito di più a volte di meno. Ma affermare assurdità di questo genere non aiuterà a smentire questi folli, anzi, non farà altro che gettare benzina sul fuoco. Francesco e Benedetto XVI sono due persone umanamente diversissime, teologicamente avevano molte idee che erano in netta contrapposizione, anche l'idea di Chiesa che ha Francesco è ben diversa da quella che aveva Benedetto XVI. Questo non significa che uno sia meno Papa dell'altro. Nella storia della Chiesa ci sono stati innumerevoli esempi di questo genere. La Chiesa è universale anche per questo. Voler far credere che "sono uguali", "ci vogliamo tutti bene", "era il mio candidato" o idiozie varie non farà altro che dare spazio a teorie cospirazioniste. Se l'intento è quello di far vendere libri a soggetti come Tornielli o Martínez-Brocal che sono come bandiere che vengono issate e sventolano a seconda di dove tira il vento, possiamo continuare in questo modo. Diversamente, se abbiamo a cuore un po' di verità storica e il bene della Chiesa, è il caso di guardare in faccia la realtà e parlare chiaramente anche delle diversità. Sarebbe bene che il Papa dedicasse gli ultimi tempi del suo pontificato alla preghiera e riprendesse a celebrare l'Eucarestia piuttosto che rilasciare interviste e scrivere libri. 

d.L.M

Silere non possum