Ore 17:41:34 del 28 aprile 2021. La telecamera interna della gioielleria di Gallo di Grinzane Cavour, nel Cuneese, inquadra il titolare accanto al registratore di cassa. Mario Roggero apre un cassetto e afferra il revolver calibro 38 special regolarmente detenuto nel negozio. Nello stesso istante la telecamera esterna riprende i tre uomini che hanno appena rapinato la gioielleria mentre escono dalla porta sul retro e corrono verso l'automobile parcheggiata in strada. Alle 17:41:38, quattro secondi più tardi, Roggero è già fuori con l'arma nella mano destra e si dirige verso di loro. I tre, in quel momento, hanno tutti lasciato il locale e stanno salendo in macchina per andarsene. Su quei quattro secondi, ricostruiti fotogramma per fotogramma, si è deciso uno dei processi più discussi degli ultimi anni e che sta occupando in queste settimane le bachece dei profili di alcuni politici italiani di estrema destra. Ieri, 15 luglio 2026, la prima sezione penale della Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della difesa e ha reso definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione inflitta dalla Corte d'Assise d'Appello di Torino per il duplice omicidio volontario di Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli, per il tentato omicidio di Alessandro Modica e per porto illegale d'arma. Il gioielliere, che oggi ha 72 anni, si è costituito in carcere poche ore dopo il verdetto. Diventano definitive anche le provvisionali immediatamente esecutive in favore dei familiari delle vittime, per circa 480 mila euro complessivi.

Perché Mario Roggero non ha agito per legittima difesa?
Filmati, traiettorie e testimonianze ricostruiscono una reazione avvenuta quando la rapina era già conclusa. La sentenza che smentisce la versione trasformata dalla politica in uno slogan.
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