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Piana degli Albanesi.
Chiesa cattolica17 agosto 2024

Piana degli Albanesi.

Nell'Eparchia di Piana degli Albanesi il cardinale Montenegro usa misericordia e sinodalità per epurare chi non la pensa come lui

Mentre l'attenzione dei media e degli uffici di curia sono rivolte al Sinodo dei sinodi, la vita della Chiesa e delle singole diocesi continua a scorrere con le difficoltà che ogni vescovo ed ogni parroco deve affrontare nelle proprie piccole realtà. Uno dei problemi con i quali dobbiamo fare i conti è la perdita della fede da parte di quelli che, comunque, continuano a definirsi "laici impegnati". Alla preghiera, però, abbiamo sostituito le ideologie di alcuni e l'ideologia di molti personaggi è più grande della loro fede in Gesù Cristo e lo abbiamo visto molte volte quando anche lo stesso Papa Francesco ha parlato di "sinodalità" e "odio per le chiacchiere". Da un lato, le sue decisioni vengono adottate motu proprio senza sentire neppure i suoi più stretti collaboratori, dall'altro è solito passare il proprio tempo ad ascoltare le critiche e le chiacchiere di tutti e fomentarle senza neppure dare la possibilità di difendersi a chi viene accusato. Una storia che si ripete da dodici interminabili anni. 

Il pontificato di Francesco, però, non è solo l'esaltazione di qualcosa che neppure lui crede, ovvero la sinodalità, ma è anche l'esaltazione di tutta una pletora di personaggi che sono stati dannosi per la Chiesa stessa. Sì, lo abbiamo detto più volte, chi ama comandare in barba al diritto lo può fare solo e soltanto se si circonda di persone incompetenti e ricattabili. Se a capo della Corte di Cassazione metto un cardinale incompetente in diritto e con molti scheletri negli armadi, potrò manovrarlo come voglio perché se non fa ciò che voglio io, lo siluro. Stesso discorso nelle singole diocesi. A farne le spese, come sempre, è il presbiterio. Vista, poi, l'età giovane dei nuovi vescovi che Francesco ha scelto di mettere nelle più disparate chiese particolari, il suo successore dovrà trasformare qualche magazzino qui dentro in un deposito per gastroprotettori. 

Fra gli uomini dannosi e incompetenti che hanno spiccato il volo durante questo pontificato c'è il siculo Francesco Montenegro. Si tratta di uno dei tanti vescovi che sono stati "nominati" da chi gravitava attorno a Giovanni Paolo II durante gli ultimi anni della sua malattia. Benedetto XVI se lo ritrovò "da piazzare" e nel 2008 lo spedì ad Agrigento. Come è noto, a Francesco basta poco per innamorarsi e quando decise di andare a Lampedusa l'8 luglio 2013, Montenegro era lì ad attenderlo. Non sono passati neppure due anni, e il 14 febbraio 2015 finisce nel concistoro e viene creato cardinale. 

Sì, perchè questa è l'epoca dell'innamoramento a tempo e il Papa se ti vede abbracciare i poveri o gli immigrati ti sceglie come principe della Chiesa. Visto il suo carattere amorevole e cordiale, poi, gli basta pochissimo per stufarsi e spedirti a Casa san Benedetto a tirar su minestrina con gli altri "silurati". Dopo 12 anni di pontificato, e ben 87 di vita, Bergoglio non ha ancora capito che questi soggetti sono nati per adulare il potente di turno e sarebbero capaci di tutto pur di ottenere ciò che vogliono. Ogni volta che vengono scelti questi porporati, il Papa non domanda mai ai presbiteri delle diocesi dalle quali provengono cosa pensano del proprio vescovo. No, è sufficiente un sorrisino ed una foto appena sceso dall'elicottero. È successo così con Montenegro, con Gambetti, con Petrocchi, e la lista sarebbe molto lunga. 

Il degrado a Piana degli Albanesi

Visto che non sapeva cosa fargli fare, dopo aver creato danni ad Agrigento, Papa Francesco il 19 giugno 2023 lo ha scelto come amministratore apostolico dell'Eparchia di Piana degli Albanesi, perchè anche in questa realtà non sapeva assolutamente come mettere mano. Da quando Giorgio Demetrio Gallaro è stato nominato segretario del Dicastero per le Chiese orientali, l'Eparchia è rimasta vacante. Già Gallaro fece una serie di danni che non si contano, tanto è vero che è stato "chiamato" a Roma per soli 3 anni e poi silurato, appena compiuti i 75 anni, dal nuovo Prefetto Gugerotti. Ora il Pontefice ha scelto di mantenere un amministratore apostolico e ha designato un uomo, che vive a Roma e non in loco, ma soprattutto completamente ignorante in merito alle tradizioni e alle peculiarità della Chiesa bizantina cattolica. È noto, però, che Papa Francesco vede queste peculiarità, le quali sono una ricchezza per la Chiesa universale, come dei fastidi e dei capricci di alcuni. Questo pontificato ha portato tanta di quella divisione all'interno della Chiesa e nei rapporti che quest'ultima ha con altre realtà "sorelle" che non ha alcun precedente. 

Lo stesso cardinale Luis Francisco Ladaria Ferrer, il quale lo ricordiamo appartiene alla stessa Compagnia del Papa, ha terminato il suo mandato sbattendo i piedi perchè schifato da quanto stava avvenendo. Non solo perchè il porporato aveva altre idee in merito al destino di Rupnik, ma anche per quanto riguarda altre questioni. Per quanto riguarda il Motu Proprio Traditionis Custodes, infatti, il presule non era affatto d'accordo con il testo che è stato approvato ed emanato dal Papa. A porte chiuse Ladaria ha confessato di aver appreso della decisione del Papa dall'Osservatore Romano ma ha spiegato che in realtà erano state fornite due bozze a Santa Marta che non dicevano quanto è stato pubblicato. Come di consueto, quindi, Francesco si affida agli avvoltoi di turno che lo vogliono strumentalizzare per proprie battaglie personale e poi concede, sempre motu proprio come se la Chiesa fosse la sua, alle singole realtà tradizionali la possibilità di celebrare secondo il vetus ordo. «Perchè a lui, alla fine, non importa assolutamente nulla del fatto che uno celebri con l'uno o con l'altro rito. Semplicemente gli hanno fatto intendere, e certamente se ne è convinto, che chi celebra secondo il vetus ordo rifiuta il Concilio. Non solo, lui è ben convinto che quelli che celebrano secondo il vecchio messale, e se fai attenzione ti accorgi che parla sempre dei giovani in particolare, sono anche quelli più critici su questo pontificato. Pensa che lui a Buenos Aires non fece storie per Summorum Pontificum. Eppure, oggi siamo qui», confessa un presule a porte chiuse. 

Tornando a Piana degli Albanesi, però, la situazione è particolarmente problematica perchè da una parte c'è il rito e la peculiarità dell'Eparchia e dall'altra c'è il clima creato anche da Gallaro che è nauseabondo. Basti pensare che da quando è stato spedito a Roma, quest'uomo non ha comunque mollato la presa su Piana degli Albanesi ed ha continuato a metter bocca su tutto quanto accadeva. Cosa che, peraltro, ha irritato non poco la Santa Sede. 





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