La principessa Astrid di Norvegia, sorella maggiore di re Harald V, è morta oggi a 94 anni. L'annuncio è arrivato dal Palazzo reale di Oslo alle 14.48, con un comunicato del nuovo re Haakon VIII, suo nipote. Mercoledì 9 settembre aveva seguito in sedia a rotelle i funerali del fratello nel Duomo di Oslo e la sepoltura nella chiesa del castello di Akershus; sulla sua corona di fiori c'era scritto «Grazie per tutto ciò che abbiamo avuto insieme. La tua Astrid». Harald era morto il 28 agosto al Rikshospitalet, esattamente due settimane prima di lei.

La sua salute era fragile da tempo. In marzo era stata ricoverata per una polmonite, in maggio era tornata in ospedale per un'insufficienza cardiaca e le era stato impiantato un pacemaker temporaneo. Da quattro anni non camminava più. Il 27 agosto era stata vista arrivare al Rikshospitalet, dove il fratello era ricoverato dal 17 agosto per un'anemia emolitica trattata con cortisone. Il 3 settembre il Palazzo aveva diffuso due fotografie: Astrid da sola davanti alla bara nella cappella reale, e alla finestra da cui si vedeva la distesa di fiori lasciati sulla piazza dai norvegesi. Prima dei funerali la corte aveva dovuto precisare ai giornali che sarebbe stata presente, perché il suo nome non compariva nell'elenco del corteo.
Astrid Maud Ingeborg era nata il 12 febbraio 1932, seconda dei tre figli del principe ereditario Olav e di Märtha di Svezia. La Costituzione norvegese di allora escludeva le donne dal trono: l'erede era il fratello minore. Crebbe a Skaugum, ad Asker, e passò gli anni dell'occupazione tedesca negli Stati Uniti con la madre e i fratelli, nei dintorni di Washington, mentre il nonno Haakon VII e il padre erano a Londra. La famiglia rientrò il 7 giugno 1945. Studiò economia e storia politica a Oxford.

Nel 1954 la madre morì a 53 anni, dopo una lunga malattia. Il padre, che sarebbe salito al trono tre anni dopo, aveva bisogno di qualcuno che lo affiancasse negli impegni ufficiali. La sorella maggiore Ragnhild viveva in Brasile con il marito Erling Lorentzen, Harald aveva 17 anni e andava ancora a scuola. Il compito toccò ad Astrid, che aveva 22 anni, l'età che ha oggi la principessa Ingrid Alexandra. Accompagnò Olav V in Norvegia e all'estero fino al 1968, quando Harald sposò Sonja Haraldsen e la nuova principessa ereditaria assunse quelle funzioni.
Il 12 gennaio 1961 aveva sposato nella chiesa di Asker Johan Martin Ferner, imprenditore e velista olimpico, divorziato: fu Olav ad autorizzare nozze che non erano affatto scontate. Astrid rinunciò al titolo di Altezza Reale e all'appannaggio annuo di 50.000 corone, e da allora il suo nome ufficiale fu «principessa Astrid, signora Ferner». In dieci anni nacquero cinque figli: Cathrine, Benedikte, Alexander, Elisabeth e Carl-Christian. Ferner è morto nel gennaio 2015.

Ha continuato a rappresentare la Casa reale fino alla fine, come alta protettrice di dodici organizzazioni e presidente del fondo intitolato alla madre. L'ultimo impegno pubblico risale al 12 maggio, al centenario di un'associazione femminile di Oslo; il 4 maggio era stata al municipio per i cinquant'anni di Dysleksi Norge, con la cagnolina Wilma. Nel settembre 2024, riorganizzando il sito ufficiale, la corte aveva tolto il suo nome dall'elenco dei membri principali della famiglia reale. Harald l'aveva definita «leale senza limiti». Nel comunicato di oggi Haakon ha scritto che «non aveva paura di dire la sua» e che da lei la famiglia aveva imparato molto; i figli l'hanno ricordata come «la mamma migliore che potessimo avere».
Il governo ha fatto ammainare a mezz'asta le bandiere di tutte le sedi statali per la giornata di oggi e ha annunciato, d'intesa con la famiglia, che il funerale sarà a spese dello Stato. Data e luogo non sono ancora stati resi noti. Il Palazzo ha aperto un registro di condoglianze online; tra i primi messaggi c'è quello di re Carlo XVI Gustavo di Svezia, che l'aveva incontrata al funerale del fratello. Con Astrid scompare l'ultima dei figli di Olav V: Ragnhild era morta nel 2012, a 82 anni. Era stata al servizio di tutti e quattro i re della Norvegia indipendente: il nonno, il padre, il fratello e, per due settimane, il nipote.



