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«Produceteveli da soli»: ad Ankara Trump concede all'Ucraina la licenza per i Patriot
Attualità08 luglio 2026

«Produceteveli da soli»: ad Ankara Trump concede all'Ucraina la licenza per i Patriot

Al vertice NATO l'annuncio a fianco di Zelensky: «Vi daremo la licenza, così non potrete lamentarvi che non ve ne diamo abbastanza». L'azienda produttrice non era ancora stata informata

Ankara - Nel giorno conclusivo del vertice NATO nella capitale turca, Donald Trump ha annunciato, a fianco del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, l'intenzione di concedere a Kyiv una licenza per la produzione dei sistemi missilistici Patriot. Un annuncio arrivato con il consueto registro informale del presidente americano, ma dal peso strategico tutt'altro che trascurabile.

«Me l'ha detto un uccellino, a proposito del fatto che daremo loro il diritto di produrre i Patriot. Gli mostreremo come si fa. In realtà è una cosa molto complessa. Ma la complessità la capirete rapidamente», ha esordito Trump. «Ne stiamo parlando, e la società che li produce - che ora sta costruendo quattro stabilimenti, sapete, tutte le nostre aziende - sarà in grado di farlo in due o tre mesi, se ordinate un Patriot. Ora invece bisogna aspettare molto tempo per averli. Lo stesso vale per i Tomahawk».

Il presidente americano ha poi relativizzato la natura degli armamenti in questione: «Abbiamo molte attrezzature di un certo tipo, ma loro le chiamano "equipaggiamenti d'élite". E non serve necessariamente avere equipaggiamenti d'élite per combattere una guerra. Quindi una delle cose di cui parleremo è questa: vi daremo una licenza per produrre i Patriot. È una cosa piuttosto forte, no? Così non potrai lamentarti che non ve ne stiamo dando abbastanza. Insomma: produceteveli da soli!».

Non è mancata la chiosa, rivelatrice del metodo: «Non abbiamo ancora informato l'azienda di questa cosa, ma andrà tutto bene, sapete. Sono sicuro che saranno entusiasti». L'azienda in questione - RTX (Raytheon), che produce il sistema, insieme a Lockheed Martin per gli intercettori di ultima generazione - apprende dunque dalla stampa una decisione che la riguarda direttamente.

Una richiesta che Zelensky coltivava da mesi

L'annuncio non nasce dal nulla. Il giorno precedente, intervenendo al Forum dell'industria della difesa che ha accompagnato il vertice, Zelensky aveva chiesto esplicitamente agli alleati di sostenere la richiesta ucraina di ottenere licenze per la produzione degli intercettori, sottolineando che il sistema Patriot è eccellente ma che i volumi di produzione restano insufficienti - un limite reso evidente, secondo il presidente ucraino, anche dal recente conflitto in Iran. Zelensky ha inoltre insistito sulla necessità per l'Europa di dotarsi di una difesa antimissile balistica propria, prodotta in massa e a costi contenuti, definendo i missili balistici «l'ultimo vantaggio» rimasto alla Russia.

Mentre Papa Leone XIV continua a invocare la pace e a chiedere con forza di percorrere la via del disarmo, i potenti della terra sembrano muoversi nella direzione opposta, rilanciando la richiesta di nuove armi. Tra questi vi è anche il presidente ucraino, che continua a insistere sul sostegno militare. In questo scenario, la prospettiva della diplomazia e del dialogo appare sempre più marginale, quasi esclusa dal linguaggio e dalle scelte di chi oggi guida i processi decisionali.

Cosa sono i Patriot

Il MIM-104 Patriot (acronimo di Phased Array Tracking Radar to Intercept on Target) è un sistema missilistico terra-aria a lungo raggio sviluppato negli Stati Uniti e in servizio dal 1984. Prodotto da Raytheon (oggi RTX), è considerato il sistema di difesa aerea occidentale più avanzato tra quelli disponibili sul mercato, capace di intercettare aerei, missili da crociera e - soprattutto - missili balistici.

Una batteria Patriot è composta da un radar multifunzione a scansione elettronica, una stazione di controllo del tiro, generatori di potenza e fino a otto lanciatori mobili. Le versioni più recenti impiegano due tipologie di intercettori: i PAC-2, a testata a frammentazione, e i PAC-3 MSE prodotti da Lockheed Martin, che distruggono il bersaglio per impatto diretto (hit-to-kill) e rappresentano lo strumento principale contro i missili balistici come gli Iskander e i Kinzhal russi.

I numeri spiegano perché la licenza di produzione sia una questione così sensibile: una singola batteria completa costa circa un miliardo di dollari, e ogni intercettore PAC-3 ha un prezzo nell'ordine dei quattro milioni. La capacità produttiva statunitense, nonostante l'espansione in corso - i quattro nuovi stabilimenti citati da Trump - non riesce a soddisfare la domanda globale, con tempi di consegna che si misurano in anni. L'Ucraina impiega i Patriot dal 2023, e il sistema si è dimostrato decisivo nella difesa di Kyiv, riuscendo a intercettare anche i missili ipersonici Kinzhal che Mosca presentava come inarrestabili.

Concedere a Kyiv una licenza di produzione significherebbe dunque trasferire non solo hardware, ma know-how industriale di prima fascia - un passo che nessuna amministrazione americana aveva finora compiuto e che, se attuato, cambierebbe strutturalmente la capacità ucraina di sostenere una guerra di logoramento contro la difesa aerea.

Un futuro incerto

Come è facile comprendere, dunque, il punto riguarda il denaro. L’industria del riarmo, per riprendere un’espressione cara a Leone XIV, è un settore che produce enormi profitti. E mentre uomini, donne e bambini continuano a morire sotto le bombe, c’è chi trasforma la guerra in un’occasione di guadagno.

Resta da vedere se all'annuncio seguiranno atti formali: come lo stesso Trump ha ammesso, l'azienda produttrice non era ancora stata informata. Ma la direzione tracciata ad Ankara è chiara: dall'assistenza militare alla condivisione della capacità industriale. Insomma, sembra proprio che qualcuno non voglia che la guerra finisca.

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