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Chiesa cattolica14 novembre 2024

Sigillo sacramentale nel mirino. Il vero fine delle campagne sugli abusi è colpire i sacramenti

Diversi Stati tentano di far saltare le tutele al sigillo sacramentale

Gli attacchi alla Chiesa Cattolica sono sempre più spudorati. La questione degli abusi sessuali, infatti, è il chiaro "cavallo di Troia" che qualcuno sta utilizzando per poter attaccare la Chiesa al fine di minare la sua credibilità per poi giungere a minare la sua stessa esistenza. Da diversi anni ci sono diversi governi, in diversi Stati, che tentano di minare i sacramenti. Prima si è partiti con il matrimonio, poi con il battesimo ed ora con la penitenza. La scusa sarebbe quella che "nella segretezza del confessionale si coprono gli abusi sessuali". Tale affermazioni è falsa e non vi è alcun collegamento fra le due cose. 


La Commissione legislativa sui diritti umani è attualmente a conoscenza del disegno di legge 23928 , presentato come un'iniziativa per combattere l'impunità nella piaga degli abusi sessuali contro minori e persone vulnerabili. Con un obiettivo così lodevole si smaschera un attacco diretto alla dottrina e alla liturgia della Chiesa cattolica in materia del sacramento della penitenza o della confessione, obbligando specificamente il sacerdote confessante sia a rivelare le informazioni confidate da un penitente, sia esso vittima. autore o testimone di un evento di tale natura; così come il loro obbligo di denunciare questi crimini anche se la loro unica fonte di informazione è all'interno del sacramento della confessione. Non è la prima volta che viene presentata un'iniziativa legislativa in questa direzione.

Quanto sopra è un chiaro tentativo da parte di alcuni legislatori di interferire nella dottrina e nella liturgia della Chiesa, mancando di rispetto alla sacralità di quel momento in cui il penitente si trova davanti a Dio e alla sua coscienza. Ciò è riprovevole sia dal punto di vista della Chiesa che dalla più aggiornata dottrina dei Diritti Umani e costituirebbe un attacco alla Libertà Religiosa nel nostro Paese.

Invitiamo tutti i cattolici a difendere la nostra fede e il rispetto per la libertà religiosa dei cattolici in Costa Rica, di fronte al processo di approvazione di questo disegno di legge che sarà deciso dalla Commissione Legislativa questo giovedì, 31 ottobre, a partire dalle 13,30 dopo aver ascoltato i rappresentanti della Conferenza Episcopale.

Chiediamo ai nostri fedeli di unirsi al nostro rifiuto di questo disegno di legge e, come credenti, chiediamo che lo Spirito Santo illumini i nostri legislatori e governanti affinché adempiano alla loro missione di ricercare sempre il Bene Comune nel rispetto dei diritti fondamentali della Persona Umana.



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