La crisi delle vocazioni sta inducendo numerosi istituti religiosi a cercare all’esterno le forze che non riescono più a trovare al proprio interno. Crescono così le alleanze con i laici, coinvolti secondo formule, vincoli e gradi di appartenenza molto diversi. Alcune esperienze producono frutti autentici. Altre finiscono per creare una zona ambigua, nella quale i confini tra vita consacrata e condizione laicale si indeboliscono, con conseguenze spesso dolorose per entrambe.
Il rapporto tra ordini religiosi e fedeli laici appartiene da secoli alla storia della Chiesa. Terziari, oblati secolari e confraternite hanno permesso a uomini e donne inseriti nel mondo di attingere alla spiritualità di una famiglia religiosa. Oggi, però, questo legame deve misurarsi con una consapevolezza ecclesiale più matura della vocazione laicale. Il Concilio Vaticano II ha restituito pieno rilievo alla dignità battesimale e alla missione dei fedeli nel mondo; la stessa prospettiva attraversa Evangelii gaudium.



