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Strage al Pride di Berlino: un morto, ventinove feriti
Attualità26 luglio 2026

Strage al Pride di Berlino: un morto, ventinove feriti

Un furgone piomba sulla folla del Christopher Street Day nel Tiergarten. Caccia all’uomo per il sospetto islamista Abdul Ballout

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Berlino - Sabato 25 luglio, poco prima delle 22, un furgone bianco è entrato nel Großer Tiergarten, il grande parco nel cuore di Berlino, e ha travolto la folla riunita per il Christopher Street Day, il Pride della capitale tedesca. Centinaia di migliaia di persone avevano festeggiato per l’intera giornata, tra sfilate, concerti e cortei colorati. Poche ore dopo, quella stessa piazza si è trasformata in un teatro di caccia all’uomo, ambulanze e cordoni di polizia.

Il bilancio, secondo le fonti ufficiali diffuse dal ministero dell’Interno tedesco, parla di una vittima, una donna secondo lo Spiegel, e ventinove feriti, tre dei quali in condizioni critiche. La Feuerwehr di Berlino ha in seguito aggiornato il computo dei feriti complessivi. Testimoni citati dai quotidiani tedeschi hanno riferito che l’aggressore, dopo aver investito i partecipanti con il veicolo, sarebbe sceso e avrebbe colpito diverse persone con un’arma da taglio, forse un machete, prima di darsi alla fuga a piedi.

Il sospettato e la pista islamista

Le autorità hanno diffuso il nome e la fotografia di un ricercato: Abdul Ballout, ventun anni, cittadino tedesco dal 2002, descritto come alto circa un metro e novanta, di corporatura snella. Secondo quanto ricostruito dalla stampa tedesca, e in particolare dallo Spiegel, l’uomo nel 2025 avrebbe tentato di raggiungere le file dello Stato islamico in Siria, venendo fermato in Libano e successivamente rimpatriato con una condanna con sospensione della pena per un reato legato alla pianificazione di atti di violenza grave contro lo Stato. La polizia berlinese lo definisce “noto alle forze dell’ordine” e “legato agli ambienti islamisti” della capitale. Nella notte è stato inoltre fermato un uomo di nazionalità iraniana, ritenuto il possibile passeggero del veicolo al momento dell’investimento.

Il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt, esponente della CSU, non ha usato perifrasi: “Tutto indica che ci troviamo di fronte a un attentato terroristico islamista”, ha dichiarato, aggiungendo che non si può escludere la possibilità di ulteriori attacchi nelle prossime settimane, vista la fitta agenda di manifestazioni Pride in programma in altre città tedesche.

Le reazioni istituzionali

Il cancelliere Friedrich Merz, che si trovava in Baviera per il Festival di Bayreuth, ha scritto sui social che si tratta di “un atto ripugnante” e di “un attacco alla nostra società”, ricordando che centinaia di migliaia di persone avevano scelto di celebrare pacificamente un’idea di convivenza fondata sul rispetto reciproco. Sulla stessa linea il presidente federale Frank-Walter Steinmeier, che ha parlato di un colpo inferto “alla nostra società aperta, al nostro modo di vivere insieme”. Dall’Italia sono arrivate le condanne di Giorgia Meloni e del ministro degli Esteri Antonio Tajani, mentre l’arcivescovo cattolico di Berlino, monsignor Heiner Koch, ha definito l’accaduto “una cosa terribile”, stigmatizzando la brutalità con cui è stata colpita “una festa così gioiosa e commovente”.

Non sono mancate le voci più politicamente marcate: Alice Weidel, leader di AfD, ha parlato alla Bild di “un orribile attacco islamista”, chiedendo che il responsabile sia individuato rapidamente.

Una stampa divisa: la lettura dei quotidiani tedeschi

È proprio sul modo in cui i media tedeschi hanno raccontato l’accaduto che si misura la frattura culturale che attraversa la Germania in queste ore. La Bild ha puntato fin da subito, e con grande anticipo rispetto ad altre testate, sull’identità del sospettato: origine libanese, precedenti per lesioni, presunta vicinanza allo Stato islamico, sollevando immediatamente la questione delle responsabilità di giustizia e apparati di sicurezza. Sulla Welt, il commentatore Ali Utlu, nato in Assia da immigrati turchi, omosessuale dichiarato e membro del Consiglio centrale degli ex musulmani, ha accusato SPD, Verdi e Linke di doppiezza morale: userebbero il CSD come vetrina politica, ha scritto, ignorando però le violenze quotidiane subite dagli omosessuali per mano di aggressori di matrice islamica.

Lo Spiegel ha scelto invece un registro più empatico ed emotivo, raccogliendo le testimonianze di chi era presente e la costernazione della conduttrice del CSD, Ricarda Hofmann, che ha parlato del “giorno più nero per la comunità queer”. La Zeit ha cercato di mettere ordine nella confusione delle prime ore con un formato di domande e risposte, provando a contenere le speculazioni su una presunta seconda fase dell’attacco con armi da taglio.

Posizione più esplicitamente politica quella della Frankfurter Allgemeine Zeitung, il cui redattore Stephan Löwenstein ha messo in guardia contro le reazioni impulsive della destra radicale, avvertendo che parole d’ordine come “remigrazione” non salveranno la società aperta, e che contro questo attacco alla libertà non serve altro odio, ma la risposta collettiva di rabbia, lutto e coesione.

Diversa, e più cauta, la linea seguita dall’emittenza pubblica. Tagesschau, ARD e ZDF si sono attenute nelle prime ore quasi esclusivamente alle informazioni verificate dalla Procura generale e dalla polizia berlinese, affidandosi ad analisi tecniche, come quella dell’esperto di terrorismo della ARD Holger Schmidt sulla classificazione del sospettato come soggetto a rischio, evitando ricostruzioni speculative e concentrandosi sui canali di assistenza per le vittime.

Una ferita aperta

Quello che resta, al di là delle differenze di enfasi tra le testate, è l’immagine di una capitale che si è scoperta improvvisamente vulnerabile proprio nel giorno in cui celebrava la propria idea di libertà e convivenza. La caccia all’uomo per Abdul Ballout, e per eventuali complici, prosegue mentre la Procura generale tedesca e l’Ufficio criminale regionale di Berlino indagano formalmente per sospetto attentato terroristico. Questo drammatico evento rischia però di avere ripercussioni anche sulle manifestazioni in programma nei prossimi giorni in Germania, dove si è diffuso il timore che un episodio simile possa ripetersi.

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