Madrid - Da quasi sei anni la diocesi spagnola di Barbastro-Monzón e l’Opus Dei discutono su Torreciudad, il grande complesso mariano costruito negli anni Settanta in Aragona per iniziativa di san Josemaría Escrivá. Per molto tempo la disputa è rimasta confinata alle questioni canoniche: chi dovesse nominare il rettore, quale fosse lo status giuridico del santuario, quali accordi degli anni Sessanta fossero ancora validi. Adesso al centro c’è soprattutto una piccola statua romanica della Madonna e, da giovedì 3 settembre, ci sono anche due lettere private di Papa Francesco.
Le ha pubblicate El País, che ha avuto accesso alle copie manoscritte inviate da Francesco al vescovo di Barbastro-Monzón, Ángel Javier Pérez Pueyo. Una è del 13 luglio 2023. Francesco gli scrive semplicemente: «¡No cedás!», «non cedere». L'altra è del 13 ottobre 2024 ed è molto più esplicita. Il Papa gli dice di avere reso visibile la propria «diretta interventione» a Torreciudad con la nomina del decano della Rota Romana, Alejandro Arellano Cedillo, e aggiunge che il trasferimento proposto al vescovo avrebbe dovuto liberarlo dalle «intrigas mafiosas» che, a suo giudizio, erano in corso.



