Il vescovo di Trapani, Pietro Maria Fragnelli, ha scelto la solennità della patrona diocesana per annunciare una serie di decisioni.
Il 20 settembre, durante l'assemblea diocesana di inizio anno, quattro fedeli laici riceveranno il mandato di catechista: Giovanni Quartana, della parrocchia San Paolo di Casa Santa Erice; Francesca Messina, della parrocchia Anime Sante di Alcamo; Roberto Marcantonio, esponente del Rinnovamento nello Spirito; Caterina Vesco, delle parrocchie Sant'Anna e San Francesco di Paola, anch'esse alcamesi. È l'applicazione locale del motu proprio Antiquum Ministerium, con cui Papa Francesco ha collocato nel 2021 il catechista tra i ministeri laicali istituiti, accanto a lettorato e accolitato, seguendo le linee guida elaborate in materia dalla Conferenza episcopale italiana e da quella siciliana. Fragnelli ha parlato di un "compito inedito": i quattro non insegneranno soltanto il catechismo, ma riceveranno un incarico stabile per accompagnare i percorsi di fede di ragazzi e adulti e per coordinare altre figure laicali impegnate nell'evangelizzazione, in stretto raccordo con il clero delle rispettive comunità. I cattolici sono sempre meno ma i vescovi cercano nuovi incarichi da dare ai pochi rimasti, insomma.
Anche in questa diocesi arriva la “vicecancelliera”. Mentre i presbiteri non vengono più mandati a studiare, a specializzarsi e a prepararsi seriamente per incarichi che richiedono competenze giuridiche e amministrative, si preferisce puntare sui laici. "Altrimenti chi mi dice la Messa nella parrocchia sperduta?", dicono questi sapienti successori degli apostoli. E, naturalmente, se sono donne ancora meglio: così si può confezionare il comunicato sull’ennesimo passo avanti, ottenere qualche titolo benevolo e incassare l’applauso della stampa.
A Trapani, dunque, arriva l’avvocato Susanna Catalano, nominata secondo vicecancelliere della Curia vescovile. Il dato, però, è quasi grottesco: una diocesi che ormai non conta neppure un centinaio di presbiteri riesce ad avere addirittura due vicecancellieri. L'ingresso di Catalano in cancelleria si accompagna, nello stesso gruppo di nomine, all'arrivo di monsignor Gaspare Gruppuso come addetto in Curia, mentre lo stesso sacerdote assume anche l'amministrazione delle parrocchie di Crocci e Chiesanuova.
Con decreto vescovile, il titolo di "Civitas Mariae", finora riservato alla sola Custonaci, viene esteso ai comuni di Alcamo, Calatafimi Segesta, Castellammare del Golfo, Erice e Trapani, le cui immagini mariane sono state incoronate in passato dal Capitolo vaticano. Anche quello, oggi, smantellato da Papa Francesco e ridotto a refugium peccatorum. Il riconoscimento, nato da un'iniziativa promossa a Castellammare del Golfo, salda la geografia amministrativa a quella della pietà popolare e allarga il perimetro di un culto che, nelle parole dello stesso Fragnelli, ha varcato i confini diocesani fino al porto tunisino della Goulette e alla parrocchia di Cristo Re a Casablanca, seguendo le rotte delle comunità siciliane stabilitesi nel Maghreb nel corso del Novecento.
Il resto delle nomine ridisegna in profondità l'ossatura pastorale del territorio. Don Giuseppe Bruccoleri prende in carico le parrocchie Matrice-Santuario Maria Santissima del Soccorso, Santa Rita e Santissimo Crocifisso di Castellammare del Golfo; don Roberto D'Aleo diventa parroco delle parrocchie di Calatafimi-Segesta; don Vincenzo Basiricò guida San Michele Arcangelo a Erice Casa Santa; don Salvo Morghese approda a San Giovanni a Trapani. Sempre a Erice Casa Santa, don Christian Collica subentra a padre Mario Gatto, che ha appena compiuto novant'anni, nella conduzione della comunità di San Paolo, retta ora in solido tra i due sacerdoti. Don Antonino Castelli diventa amministratore parrocchiale di San Pietro a Trapani e rettore delle chiese annesse, mentre don Giovanni D'Angelo assume la rettoria del santuario della Madonna dei Miracoli di Alcamo, succedendo a monsignor Benedetto Cottone, insignito del titolo di rettore emerito. Nella parrocchia Sacro Cuore di Gesù e Maria Ausiliatrice a Trapani entra come vicario don Andrea Lombardo; ad Alcamo, nella comunità di Santa Maria di Gesù, i francescani fra' Rufino Di Giorgi e fra' Salvatore Lo Greco, ringraziati pubblicamente dal vescovo per il servizio prestato, lasciano il posto a fra' Davide Pintabona e fra' Gabriele Di Gregorio.
Anche gli uffici di curia conoscono un ricambio. Don Alberto Giardina, chiamato a Roma come direttore dell'Ufficio Liturgico Nazionale e sottosegretario della Conferenza episcopale italiana, lascia la guida dell'ufficio liturgico diocesano a don Antonino Castelli, coadiuvato da don Christian Collica in qualità di vicedirettore. All'ufficio missionario arriva don Antonello Scano, che potrà contare sulla collaborazione a distanza di don Maurizio Piacentino, da un anno fidei donum a Rabat, in Marocco. Nella pastorale giovanile don Antonino Catalano affianca come condirettore don Giuseppe Grignano, nel frattempo promosso responsabile regionale del settore; lo stesso Catalano continua a coordinare ad nutum episcopi l'insegnamento della religione cattolica, affiancato dal consulente giuridico Erasmo Miceli, già dirigente scolastico. Il presule ha infine ringraziato la dottoressa Silvia Fonte, in uscita dall'ufficio missionario, e la professoressa Cettina Giannone, che lascia la collaborazione con l'ufficio diocesano per l'insegnamento della religione cattolica.
Fragnelli ha lasciato intendere che l’elenco delle nomine è ancora provvisorio: restano infatti da assegnare altri incarichi, soprattutto ad alcuni sacerdoti provenienti dal Madagascar, dalla Tanzania e da istituti religiosi. Una necessità dettata dalla realtà più elementare: i presbiteri diocesani mancano e, per garantire il funzionamento delle parrocchie e delle strutture ecclesiali, bisogna ormai attingere altrove.
Eppure la preoccupazione di questi vescovi - che, per inciso, sono stati anche rettori di seminario (sic!) - non sembra essere quella di investire seriamente sulle vocazioni, sulla formazione del clero giovane e sulla preparazione di sacerdoti capaci di assumere responsabilità pastorali e di governo. Le energie sembrano concentrarsi piuttosto sulla promozione dei laici negli uffici di Curia. Così, mentre si cercano preti all’estero per coprire i vuoti lasciati nelle comunità, si rinuncia a costruire oggi quel clero preparato di cui la diocesi avrà ancora più bisogno domani.
d.M.B.
Silere non possum



